Politica
L'INTERVISTA
«Demondializziamoci»
La lotta di Montebourg, il socialista in corsa per l'Eliseo.
di Giorgia Castagnoli
Ha 50 anni, occhi azzurri, aria giovanile e voce squillante. Arnaud Montebourg è uno dei sei candidati alle primarie socialiste in Francia, programmate per metà ottobre.
Tra gli esponenti della gauche che vogliono contendere lo scettro al presidente Nicolas Sarkozy, Montebourg è di certo il meno convenzionale. E il più rosso.
L'IDEA DELLA VI REPUBBLICA. Non solo predica l'instaurazione di una VI Repubblica, nella quale i poteri del capo dello Stato vengano ridotti a favore del parlamento. Il suo cavallo di battaglia - e da molto prima che la crisi mettesse in ginocchio l’Europa e l’America - è infatti la demondializzazione: un progetto economico e politico che rinnega l'economia globale, restituisce valore alla produzione locale e investe in tecnologie verdi.
LA GUERRA AL MERCATO. L’idea non è forse una di quelle con cui si vincono le elezioni - e magari nemmeno le primarie - ma Montebourg, membro del Partito socialista e responsabile per il rinnovamento, sembra crederci sul serio. Tanto che sul tema ha scritto anche un libro Voter pour la démondialisation, in cui predica la guerra alle multinazionali e alle banche, l’autonomia decisionale dei popoli e la protezione dei salari.
«La demondializzazione», ha spiegato Montebourg a Lettera43.it «è un progetto che vuole riconsegnare ai popoli le scelte economiche, senza metterli in concorrenza tra loro».
DOMANDA. Come è nato il concetto di demondializzazione?
RISPOSTA. La demondializzazione nasce dal rifiuto di essere sottomessi al mercato mondiale ed è un sistema che intende proteggere i salari per garantire la crescita. Il contrario della mondializzazione che è concorrenza degli stipendi senza limite, senza regole né scrupoli morali.
D. Proteggere i salari implica un ritorno al protezionismo?
R. La demondializzazione è un progetto più largo, più ambizioso. È un altro modello di sviluppo, non solo una misura temporanea.
D. Può spiegare meglio?
R. Si tratta di favorire il mercato interno, nel rispetto dell'ambiente e della crescita sostenibile.
D. Com'è possibile tradurlo in realtà?
R. La prima cosa da fare è tutelare le banche, per evitare la speculazione e ragionare sull'economia reale.
D. Quali sono le altre priorità?
R. Bisogna dichiarare guerra ai paradisi fiscali, per esempio. E poi smantellare le agenzie di rating con il divieto di fare appello ai loro servizi pena l'apertura di un'inchiesta penale.
D. I tagli delle agenzie di rating, in questo momento, sono l'incubo di molti Stati. Ma come è possibile ridurre il debito?
R. Il debito è un problema delle banche, sono loro che devono pagare, non i risparmiatori. Si devono tassare, per esempio, le transazioni finanziarie. Non è giusto che a pagare siano i cittadini.
D. Si tratta di una proposta ancora sulla carta. Non si tratta di un’utopia?
R. Non credo.
D. Eppure suona un po’ reazionario. È come mettere nuove frontiere in un mondo in cui tutto può circolare liberamente.
R. Ma no! La demondializzazione non vuole mettere frontiere all'ingegno umano, ai viaggi, ai soggiorni di studio e a tutto ciò che riguarda il pensiero dell'uomo. Vuole però lottare contro contro la stupida concorrenza senza regole.
D. Una guerra contro la Borsa e i suoi attori?
R. Diciamo che si tratta di sottomettere il mercato all'economia reale, e non al gioco d'azzardo degli speculatori. Sono contrario al casinò dei trader.
D. Lei parla spesso di solidarietà. Pensa le grandi corporation possano realisticamente inserirla tra le priorità?
R. Se non lo accettano, peggio per loro. Io le bandirei in Francia: non servono all'economia, ma solo a loro stesse, e non hanno obiettivi che non siano i profitti.
D. Creano lavoro, però. Anche ai francesi.
R. Non ne sarei così sicuro. Tra il 2005 e il 2009 Michelin ha tagliato 5 mila posti di lavoro in Francia e Renault circa 12 mila. I centri di ricerca si moltiplicano in Cina, mentre le sedi legali popolano i cantoni svizzeri dove non ci sono tasse da pagare.
D. La Francia, nel suo progetto di demondializzazione, come si pone nei confronti dell'Europa?
R. Considererei la questione da un altro punto di vista: cambiare l'Europa.
D. E come?
R. Se andremo avanti di questo passo, i mercati distruggeranno la zona euro. Ripeto: bisogna far pagare la crisi al sistema finanziario e non ai cittadini. Sappiamo benissimo che la Grecia non potrà rimborsare il suo debito e anche la Spagna è a rischio. La zona euro non può sopravvivere a queste condizioni. I suoi capisaldi - budget, moneta e frontiere - sono caduti.
D. Lei intende correre per l’Eliseo sfidando il presidente Nicolas Sarkozy. Può dire una cosa positiva e una negativa del suo mandato?
R. La lista di cose sbagliate è molto lunga. Quella delle giuste molto corta.
D. Ne dica almeno una.
R. Una cosa buona è stata le grenelle de l'environnement, gli stati generali per la tutela dell'ambiente. Peccato che sia stata una proposta che non ha raggiunto risultati concreti: è stata lanciata e poi abbandonata.
Giovedì, 22 Settembre 2011
(2)
speriamo che se la cava!
Sono perfettamente d'accordo con Montebourg.La globalizzazione imperialista è ciò che ha penalizzato e demolito il mondo del lavoro e depresso la crescita.Un altro modello di sviluppo,non sottomesso alle bizze dei mercati e all'avidità degli speculatori,è ciò che auspichiamo e di cui abbiamo bisogno tutti noi che abbiamo a cuore la qualità della vita e il futuro delle nuove generazioni.E' un progetto entusiasmante,da cui la Sinistra italiana dovrebbe solo imparare.Altrimenti c'è da diventare francesi!!
incredibile ma vero!
A quanto pare esistono anche dei politici intelligenti a questo mondo! Che l'unica funzione delle multinazionali fosse quella di fare profitto è "semplicemente" evidente! Che la crisi, prodotta dalle banche e dalla finanza, dovrebbe essere pagata dalle banche e dalla finanza e non dai cittadini è assolutamente logico! Ma un candidato che dice queste cose, quante possibilità avrà di vincere le elezioni? Se le vince, allora può voler dire che c'è speranza di poter vivere in un mondo finalmente decente!
Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




