Politica
GERMANIA
Merkozy ordina, il Cav esegue
La stampa tedesca analizza la crisi italiana dopo l'imposizione dell'Ue.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
In un primo momento, quei sorrisi beffardi apparsi sul volto di Nicolas
Sarkozy e di Angela Merkel (guarda il video)
all'ormai famosa domanda su Silvio Berlusconi non avevano
suscitato né commenti né attenzione.
La stampa tedesca si è accorta in ritardo che quella risata
appena accennata dalla cancelliera, quasi a rimorchio di un ben
più ironico Sarkozy, stava creando un fastidioso e (date le
circostanze) inopportuno confronto diplomatico.
Così sono stati i giornali online, nel pomeriggio di lunedì 24
ottobre, a dare conto che in Italia, tra una riunione di governo
e l'altra, il dibattito era quasi monopolizzato
«dall'affronto» al Paese azzardato dai due leader
divisi su tutto, ma uniti dalla considerazione che Berlusconi non
ha fatto quel che aveva promesso di fare per mettere al riparo
l'Italia dalla tempesta finanziaria.
MERKEL BACCHETTA IL CAV. E mentre sul piano
diplomatico le precisazioni del portavoce Steffen Seibert
provavano a circoscrivere e ridimensionare quel che era avvenuto
sul podio di Bruxelles, la convulsa giornata romana del governo
italiano guadagnava le aperture delle edizioni di quasi tutti i
giornali.
L'ultimatum imposto a Roma dall'Europa, il
tentativo di dar forma al decreto sviluppo annunciato a parole da
tre mesi, la ricerca di un accordo in extremis sulla riforma
dell'età pensionistica, il rischio di una caduta del
governo.
«Come uno studente testardo che per l'ennesima volta non ha
svolto i suoi compiti a casa, Berlusconi ha ricevuto a Bruxelles
una lavata di capo», ha scritto lo Spiegel, «e Angela Merkel, in quello
che lei stessa ha definito un colloquio tra amici, gli ha
ricordato a quattr'occhi la responsabilità di varare entro
il 26 ottobre le misure promesse per abbattere al più presto la
montagna di debiti dell'Italia e per restituire alla sua
economia quella capacità competitiva senza la quale non sono
immaginabili la ripresa del Paese e la sua credibilità nel
ridurre il debito».
L'Italia è il vero pericolo dell'Europa
I compiti a casa assegnati dall'Unione europa sono noti da
tempo: liberalizzazione del mercato del lavoro, abolizione di
ordini professionali e di barriere in molti comparti economici,
snellimento della burocrazia, riduzione dell'apparato
politico: «Berlusconi ha anche promesso che dal 2013 il bilancio
dello Stato raggiunga il pareggio fra entrate e uscite e non
aggiunga un euro di debito alla sua già monumentale montagna, ma
come questo possa accadere resta finora poco chiaro e il tempo
oramai stringe».
L'Italia è divenuta per l'Europa il vero rischio
sistemico. Se per la Grecia ci si confronta con una somma del
debito oscillante fra i 300 e i 400 miliardi di euro, nel caso
dell'Italia la cifra raggiunge i 2.000 miliardi, un volume
troppo grande anche per essere gestito dal Fondo salva Stati
(Efsf).
Come Atene, anche Roma ha vissuto troppo a lungo al di sopra
delle sue possibilità, «ma se a Berlusconi non riuscirà di
mettere insieme le misure di risparmio e quelle per rilanciare
l'economia, la sua crisi non sarà gestibile da alcun
meccanismo di salvataggio e la sua caduta trascinerà tutto e
tutti in Europa».
BERLUSCONI NON VUOLE LEZIONI. La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha
riportato in una corrispondenza da Roma le piccate dichiarazioni
del premier italiano di risposta agli ammonimenti
franco-tedeschi: nessun Paese europeo può darci lezioni, la
crisi è anche frutto delle difficoltà bancarie di Francia e
Germania, non ci sono timori per il debito italiano, vareremo un
programma di grande significato.
«Ma il vertice di governo convocato in tutta
fretta nella serata del 24 ottobre si è concluso senza aver
trovato alcun accordo», ha scritto il quotidiano di
Francoforte, «soprattutto sul tema della riforma dell'età
pensionistica, argomento su cui la Lega Nord, principale partner
della coalizione, non sembra voler cedere di un millimetro».
EFSF SUL MODELLO DI BERLINO. Intanto, la
gestione della crisi non risparmia problemi politici anche alla
Germania.
Le modifiche intervenute nel pacchetto di salvataggio Efsf
obbligano Merkel a un nuovo passaggio parlamentare, previsto per
il 26 ottobre. «I deputati del Bundestag dovranno tornare sui
propri banchi», ha riportato la Süddeutsche
Zeitung, «per discutere e votare, a distanza di
sole quattro settimane, la nuova bozza di accordo, che contiene
anche il taglio di oltre il 50% del debito greco».
E per la cancelliera si riapre il problema della tenuta della
coalizione. Come nell'occasione precedente, il voto
favorevole non mancherà, perché socialdemocratici e verdi
appoggeranno l'Efsf, ancor di più dopo che il governo ha
ceduto alle richieste dell'opposizione di riportare
l'intero progetto nell'aula parlamentare.
Ma anche Merkel ha qualche carta in più da giocare con i
deputati della sua maggioranza: dopo il braccio di ferro con
Sarkozy, il nuovo modello dell'Efsf ricalca gli schemi
proposti da Berlino e non quelli di Parigi.
Martedì, 25 Ottobre 2011

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