Politica
GERMANIA
Merkel, la Frau euro
La 'Welt' elogia il lavoro della cancelliera per uscire dalla crisi.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
In tempi di distacco dalla politica come quelli attuali, per di più aggravati da una crisi finanziaria che obbliga i suoi protagonisti a scelte impopolari, è difficile sfuggire alla tendenza, forse un po' populistica, di fare di ogni erba un fascio e voltare le spalle a ogni politico che calca la scena pubblica.
Le invettive contro la Casta non sono un esercizio solo italiano. Anche in Germania, Paese al quale molti cittadini europei guardano con invidia per la sua stabilità anche in tempi di crisi, il lamento verso i politici è la colonna sonora dei rapporti fra rappresentanti e rappresentati.
DA MERKEL PROPOSTE RESPONSABILI. «Eppure il Paese ha superato con agilità la crisi finanziaria del 2008», ha scritto la Welt commentando la giornata parlamentare di mercoledì 26 ottobre, «il bilancio dello Stato può essere considerato quasi solido e il governo è guidato da una signora che mostra l'ambizione e anche la capacità di avanzare, di frontre alla maggioranza di Stati disastrati dai debiti, almeno una minima proposta economicamente responsabile per salvare l'euro».
Un compito ingrato quello di Angela Merkel, secondo il quotidiano conservatore, perché i suoi sforzi vengono sottovalutati dai suoi stessi cittadini: «Si è insinuato un tono lamentoso nelle critiche a Merkel e al suo governo che ha qualcosa di arrogante. Detto in maniera un po' antiquata, si potrebbe dire che manca il rispetto per una cancelliera che giorno e notte, senza riguardo per il proprio fisico, cerca con la verità di salvare i fondamenti del nostro benessere».
La cancelliera al Bundestag detta la linea economica con sicurezza
Le ragioni di questo elogio (e di questa reprimenda verso i suoi stessi lettori), la Welt le ritrova proprio nel discorso al Bundestag per la seconda votazione parlamentare sul Fondo salva Stati (Efsf), tenuto prima di volare a Bruxelles per il vertice serale dei capi di governo dell'Unione europea: «Nel suo intervento, Merkel ha utilizzato un registro molto concreto e privo di toni patetici, in forte contrasto con l'agitazione che pervade gli auto-nominati esperti economici e i populisti vincitori della crisi. Stoica, con un pizzico di buon umore, il capo del governo ha schizzato i tratti principali della sua azione con la maggiore chiarezza possibile».
LE ACCUSE AGLI STATI INDEBITATI. Questi i cardini del suo discorso: responsabilità da parte di quegli Stati i cui debiti fuori controllo dimostrano una cattiva abitudine a vivere al di sopra delle loro possibilità, definizione delle condizioni per assicurare una crescita economica duratura, freno alla tendenza della Banca centrale europea di stampare sempre più denaro (il rischio, in verità da molti considerato assai remoto, di un ritorno dell'inflazione rappresenta l'incubo storico dei tedeschi, fin dai tempi di Weimar).
«Con più evidenza rispetto ad altri sbiaditi interventi parlamentari», ha ripreso la Welt, «è stato evidenziato il cuore dell'identità programmatica della coalizione liberal-conservatrice, l'attenzione per l'economia coniugata con la solidità dei conti pubblici e una certa fantasia per le ricette di crescita».
La Welt contro disfattismo e irriconoscenza dei tedeschi
Insomma, al quotidiano conservatore questa volta il discorso di Merkel è piaciuto, mentre piace meno quel sentimento di disfattismo e di irriconoscenza che sembra essersi impadronito dei tedeschi: «È il prodotto di una società paternalistica e incosciente, nella quale molti cittadini avanzano pretese senza conoscere misure e mezzi».
Tutti gli esperti concordano sul fatto che il superamento della crisi si otterrà solo attraverso soluzioni complesse da prendere e gestire in campo europeo, al di sopra dei singoli territori nazionali. Gli stessi meccanismi dell'attuale piano di salvataggio dovranno passare attraverso ulteriori approfondimenti, nuovi scontri, compromessi realistici. È un percorso ancora lungo e difficoltoso, perché la dimensione della crisi appare ancora sconosciuta agli stessi protagonisti, i quali si muovono su un terreno del tutto nuovo e mai battuto in precedenza.
GERMANIA IN BUONE MANI. Se i cittadini degli altri Paesi sono condizionati nel loro giudizio verso la Germania dall'illusione che essa possa togliere le castagne di tutti dal fuoco, almeno i tedeschi dovrebbero mostrare un po' di fiducia.
«I tedeschi devono fidarsi del fatto che la cancelliera saprà difendere i loro interessi, che non sono disgiunti da quelli degli altri europei», ha concluso il suo commento la Welt, «e anche se molte critiche possono essere avanzate nei confronti di Merkel, in particolare quella di navigare spesso a vista, in questa occasione sarebbe nell'interesse della Germania augurarle fortuna, tenacia e costanza».
Giovedì, 27 Ottobre 2011

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