Politica
GERMANIA
Erdogan punta su Berlino
Il premier turco ha chiesto sostegno alla Merkel per l'ingresso nella Ue.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Nel corso della visita in Germania per i 50 anni dell'accordo turco-tedesco sull'immigrazione dei cittadini turchi nella Bundesrepublik del miracolo economico, Recep Tayyip Erdogan ha chiesto ad Angela Merkel il sostegno del suo Paese per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea. Lo ha fatto a modo suo. Prima accusando i tedeschi, in un'intervista alla Bild, di lasciare troppo spesso soli i turchi, nonostante il legame di affetto che essi provano per la Germania. Poi ritrovando parole di gratitudine per l'accoglienza riservata ai Gastarbeiter nel corso di questi 50 anni.
La frase a effetto, di quelle destinate a restare nella storia delle visite ufficiali, Erdogan l'ha scandita in tedesco: «I nostri Paesi appartengono l'uno all'altro», ha detto di fronte alla cancelliera. Un po' John Kennedy, un po' Willy Brandt. Insomma, il premier turco ha pescato con astuzia nella bisaccia della memoria berlinese per chiedere al governo di Berlino un passo coraggioso e chiaro verso l'obiettivo che Ankara ormai insegue da decenni: «La Germania è quel Paese da cui ci attendiamo soprattutto il sostegno».
Ma Angela Merkel non è tipo da farsi condizionare dai sentimentalismi e un eventuale cambio di rotta nella politica europea tedesca avrà bisogno di lunghi tempi di maturazione. Nel suo discorso successivo a quello di Erdogan, la cancelliera non ha concesso nulla al suo ospite e, come ha raccontato lo Spiegel, ha evitato il tema, soffermandosi sui problemi ancora esistenti per una completa integrazione delle famiglie turche in Germania. Dagli incontri bilaterali che sono seguiti alla cancelleria, è trapelato solo un laconico dispaccio: la Germania sarebbe pronta ad aprire un nuovo capitolo di trattativa nei colloqui sull'ingresso turco nell'Ue, ma solo quando ce ne saranno le condizioni.
Giovedì, 03 Novembre 2011

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