IL 12 NOVEMBRE

Bye bye Cavaliere

Con le dimissioni di Berlusconi finisce un'epoca. Ora la palla passa a Monti.

di Alessandro Da Rold

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12 Novembre 2011

Silvio Berlusconi si è dimesso al Quirinale sabato 12 novembre. Ha consegnato l'incarico nelle mani del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo l'approvazione della Camera della legge di Stabilità e dopo aver congedato i ministri e i suoi collaboratori del Popolo della Libertà. Domenica 13 novembre il Colle apre le consultazioni con i partiti politici, che porteranno con tutta probabilità alla nascita di un governo tecnico guidato dall'ex commissario dell'Unione europea Mario Monti.
UNA GIORNATA STORICA PER L'ITALIA. Il 12 novembre - giornata già ribattezzata dal Popolo Viola «Festa della Liberazione» - è stato il giorno più lungo del Cavaliere (guarda la photogallery) e uno spartiacque nella storia italiana dopo il terremoto di Tangentopoli che, 20 anni fa, inaugurò la Seconda Repubblica.
L'era di Berlusconi (leggi l'editoriale di Paolo Madron) è finita così. Tra i cori di Allelujah e bottiglie di spumante stappate fuori dai palazzi delle istituzioni, da Piazza Quirinale a Palazzo Grazioli. Tra urla di gioia e i tanti insulti che hanno rammaricato Berlusconi e le poche voci di incitamento di alcuni giovani del Popolo della Libertà. Sull'uscita di scena di Berlusconi ha pesato anche la paura delle monetine, quasi a ricordare la fine stessa di Bettino Craxi contestato al Rafael nel 1992.
L'ULTIMO PRANZO. La giornata era cominciata con gli incontri con i fedelissimi e con il pranzo con Mario Monti. Ben altra atmosfera rispetto a quella respirata nei banchetti che hanno caratterizzato gli anni della Seconda Repubblica. Momenti di convivialità simboli dell'espressione del potere politico di Silvio Berlusconi.
Dalle feste da villa San Martino ai summit a Palazzo Grazioli, lo stile con cui il Cavaliere ha gestito i suoi appuntamenti, tra un incontro con il leader e alleato della Lega Nord Umberto Bossi o un bunga bunga, hanno scandito l'ultimo ventennio italiano.
Fa quindi riflettere che la decisione di appoggiare un governo tecnico da parte del Popolo della Libertà sia arrivata da Berlusconi proprio durante un pranzo austero a Palazzo Chigi insieme con il suo futuro successore, il presidente dell'Università Bocconi. Al tavolo insieme con il fidato gran ciambellano Gianni Letta e il segretario pidiellino Angelino Alfano, intorno alle due di un pomeriggio,il Cavaliere ha detto sì a un governo tecnico dichiarando così la sua fine: l'anticipazione delle dimissioni consegnate al presidente della Repubblcia Giorgio Napolitano a tarda sera dopo l'approvazione a Montecitorio della legge di stabilità.

Le sfide di Monti e la strategia della Lega Nord

È la nascita del governo di larghe intese di salvezza nazionale, ma si tratta soprattutto del «fine corsa» (cit. Twitter) di un sistema politico. Che, dopo i festeggiamenti davanti ai palazzi del potere romano con i caroselli sulle stade della Capitale, proietta l'Italia in un futuro comunque incerto, con cui Monti dovrà al più presto confrontarsi.
La crisi internazionale che incombe sul nostro Paese si coniuga con una questione ancora irrisolta: la divisione economica e sociale tra Nord e Sud, che potrebbe avere un'accelerata e ampliarsi data la crisi di sistema dell'Eurozona e della moneta unica.
L'INCOGNITA DELLA LEGA. In questo spazio di dibattito politico si vuole ritagliare un posto la Lega Nord di Umberto Bossi, che tornando all'opposizione, magari alleggerita dalla fatale alleanza con Berlusconi, potrebbe avere diverse carte da giocarsi nel futuro. Il Senatùr è come al solito sornione su questa possibiltà. «Vedremo», ha detto, lasciando al tempo il compito di definire i tempi del divorzio o di una nuova alleanza. 

Il futuro del Popolo della Libertà

La cronaca della giornata, oltre che dal viso granitico del premier durante i colloqui a Palazzo Grazioli e a Palazzo Chigi, è stata impregnata dal dibattito politico interno al Pdl (leggi il commento di Tommaso Labate sul futuro del Cavaliere) e alle opposizioni. Gli schieramenti politici che hanno caratterizzato la seconda repubblica stanno vivendo la fine del berlusconismo con umori opposti, ma al loro interno presentano gli stessi problemi. Dopo l'addio di Berlusconi il centrodestra rischia di esplodere, lasciando dietro di sé maceriere, sia per quella rivoluzione liberale del '94 mai attuata sia per le faide interne sempre più accese.
I PASDARAN A MILANO. Giuliano Ferrara e Daniela Santanchè hanno tenuto banco al Teatro Manzoni di Milano, invocando il voto. Speranza poi sfumata durante il pranzo tra Berlusconi e Monti. E quasi in silenzio, a parte il pasdaran Fabrizio Cicchitto e la responsabile macchietta Domenico Scilipoti, tutti i ministri che nei giorni scorsi gridavano «elezioni anticipate o golpe» si sono riallineati.
LA RUSSA MOLLA LA PRESA. Il primo è stato l'ormai ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha parlato di sintesi tra le posizioni in campo, quando nemmeno due giorni fa era il primo a dichiararsi contrario a un governo tecnico.
Le trattative sono durate fino al voto per la legge di Stabilità . Continueranno nelle prossime ore, per la composizione di un governo tecnico che secondo indiscrezioni di Palazzo Grazioli non vedrà Letta come sottosegretario: Berlusconi ha detto che la sinistra non lo vuole. Si promette battaglia in parlamento, ma data la situazione economica, non è detto che il Pdl possa avere grande capacità di azione con il governo Monti.
IL RUOLO DELLE OPPOSIZIONI. Allo stesso tempo anche il centrosinistra potrebbe uscire con le ossa rotte dalla parabola discendente del berlusconismo, mentre il centrismo di Pier Ferdinando Casini, leader Udc, potrebbe uscirne addirittura rafforzato.
Del resto, la persona che ha incarnato simbolo delle opposizioni non c'è più. Tra i pochi, all'interno del Pd e dell'Idv e di Sel, che hanno sempre chiesto di accantonare l'odio antiberlusconiano c'è Matteo Renzi, l'unico che sembra già vantare un programma articolato materia economica e sociale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

wwanda 13/nov/2011 | 13 :17

mortadella... indigesta
dove sono quei trogloditi che 3 anni fa festeggiavano la caduta di Prodi (con il quale non saremmo mai sprofondati a questo punto, in tutti i sensi) mangiando fette di mortadella alla Camera? Dove sono quelli che avevano esultato e salutato il barzellettiere come il Messia sperando di pagare meno tasse e di guadagnare di più?
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
..................E soprattutto non rompa più gli zebedei.

gio.ca 13/nov/2011 | 09 :51

SI SONO ROTTE LE PALLE.....
questo fa capire che non le ha mai tenute!!!. Il bluff dell'uomo "Ci pensi mi" è frutto di quella scuola mediatica di cui era un gran maestro. Tolto questo si vede quando sia piccolo, oltre l'altezza l'uomo Berlusconi. Si è fatto male da solo. Come ha creato quella macchina diabolica del Pdl, così la distrutta con le sue stesse mani. Una vita maleducata, piena di guai, come dice la famosa canzone di Vasco. Se ne fregato dell'opinione pubblica su tutto. Incominciando da quelle priorità di interessi personali che Lui e Bossi per mesi hanno portato avanti, per continuarle quando è scoppiata la bomba a luglio. Ha ingannato il suo stesso popolo, che chiamava alla piazza in quel voto sovrano in quella garanzia per rimanere al governo. Quando ha capito che lo stesso gli ha voltato faccia, e suonato l'allarme di scappare. Per questo hai fatto questa brutta fine. Hai osato di troppo, in quell'arroganza che ti ha sempre contraddistinto. Adesso abbiamo capito come sei arrivato a quello che volevi essere un "BLUFF". Dal momento che quando si sono rotte le palle, non le hai sapute aggiustare. Addio piccolo uomo di fatto.....

cleo09 13/nov/2011 | 08 :39

La peggiore stagione della nostra vita democratica!
Non finisce un epoca,troppo onore,finisce il peggior periodo della storia della nostra Repubblica!
Persone indegne anche di vivere nella società civile,sono state innalzate alla Politica,le sue preferite fatte eleggere ,lui si sollazzava e noi pagheremo ancora queste meretrici,sino alla fine del mandato,lenoni che entravano e uscivano dalli sedi ufficiali, per non parlare di faccendieri,la politica fiscale lasciata al suo tributarista,che ha sempre colpito i soliti noti,ha depauperato lo Stato con le cartolizzazioni,ha nascosto la crisi economica negandone la gravità,a questo punto dobbiamo credere anche a se stesso! figuri in odore di mafia suoi sodali ,legulei al suo servizio eletti deputati, legiferavano pro domo sua,l'occupazione del servizio pubblico,la Rai,e cosa più grave in un paese che ha attraversato la piaga del terrorismo nero e rosso,ha fomentato l'odio.L'Opposizione non era antagonista,ma nemico! ha risvegliato i peggiori istinti dei destrorsi che hanno ripreso,per ora,a menar le mani.Insomma mi dispiace contraddirla non è finita un epoca,è finito un incubo lungo un ventennio! per chi al di fuori di ogni formazione politica chiedeva di vivere in una Nazione occidentale e democratica,dove ,per alcuni obsolete,Morale de Etica avessero un significato!!!
P.S. mi perplime il silenzio di Oltretevere,ha sempre qualcosa da dire,oggi tace?

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