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Politica 

Protesta monumentale

Gli studenti occupano anche la Torre di Pisa e il Colosseo.

Riforma Gelmini

Articolo completo

Da Palermo a Bologna, da Bari a Torino passando per Montecitorio. Non si arresta la protesta contro il disegno di legge Gelmini (guarda il video), su cui il 25 novembre, dopo l'ennesimo ko del governo su un emendamento presentato da Futuro e Libertà, lo stesso ministro dell'Istruzione ha posto un aut-aut: intesa o ritiro. Al punto che il voto sulla riforma è slittato al 30 novembre (leggi l'articolo).
Scontri a Firenze (leggi l'articolo), dove le cariche della polizia hanno provocato cinque feriti tra i manifestanti che stavano protestando contro la presenza del sottosegretario all'Attuazione del programma, Daniela Santanchè, a una tavola rotonda sull'immigrazione.
Forze dell'ordine impegnate anche a Palermo, dove gli studenti hanno lanciato petardi e fumogeni davanti alla sede del Provveditorato, e a Bologna, dove gli agenti hanno manganellato gli studenti nelle prime file di un corteo che cercava di fare irruzione nella stazione ferroviaria.
In viale Abruzzi, a Milano, due giovani sono rimasti contusi in uno scontro con la polizia.

Occupazioni, lanci di uova e vernice, proteste sui tetti

Occupata la facoltà di ingegneria di Bari così come il rettorato dell'università Federico II di Napoli. Oltre che, sotto gli occhi incuriositi dei turisti, alcuni luoghi simbolo del nostro Paese: la torre pendente di Pisa, la Mole Antonelliana di Torino e il Colosseo a Roma. Da lì, dopo aver esposto lo striscione «Nessun profitto sul nostro futuro», gli studenti avevano annunciato di puntare al Vaticano. Sventata anche un'azione sulla Torre del Mangia, in piazza del Campo a Siena.
Non sono mancati i lanci di uova, questa volta non contro la sede del Senato (leggi l'articolo) ma contro il palazzo della Regione a Torino, e vernice, riversata sulla porta di ingresso della scuola privata milanese di viale Majno. Sempre a Milano poi una trentina di studenti ha fatto irruzione nella sede dell'Agenzie delle entrate in via Manin. I giovani sono riusciti a calare dal balcone del primo piano lo striscione "Più soldi alla scuola zero alla guerra", prima che la facciata dell'edificio fosse bersagliata di uova.
Prosegue anche la protesta dei ricercatori sui tetti, a Cagliari come a Pisa e al Politecnico di Milano. E a Sassari due ricercatori si sono calati dal tetto dell'università centrale con un'imbragatura.
A Roma, presidio di due ore e mezzo davanti a piazza Montecitorio. Tra i fumogeni, i manifestanti hanno gridato: «Bloccheremo questa riforma». Prima di proseguire verso via delle Colonnelle, lasciando alle loro spalle una scritta vergata con vernice spray rossa sui sanpietrini davanti all'obelisco: «Ridateci il nostro futuro».
A Napoli, infine, gli studenti in protesta hanno sparpagliato rifiuti lungo la strada, nel pieno centro cittadino.

 

Proteste contro Daniela Santanchè a Novoli (Firenze).

Cariche e manganellate alla stazione di Bologna.

Giovedì, 25 Novembre 2010 © RIPRODUZIONE RISERVATA


Leggi la versione breve di questo articolo

Commenti (2)

LODO 25/nov/2010 | 18:15

SOLDI PER I PAGLIACCI LARUSSIANI O PER CULTURA E ISTRUZIONE ??
Si dice che manchino i fondi per le scuole, per l'università, per la ricerca....ma per le inutili missioni "di pace" (che non risolvono nulla se non "produrre" tante vittime civili e tanti belli "eroi" già impacchettati in sarcofaghi a tenuta stagna) i soldi ci sono eccome...Ah dimenticavo: ci sono anche per le ineffabili pagliacciate del Divin La Russa

bentivi 25/nov/2010 | 17:01

Questi pseudo-studenti cosa vogliono didendere l'università italiana è la peggiore d'europa.In Italia tutti vogliono cambiare a parole,ma poi ognuno E' ATTACCATO ALLO STESSO SISTEMA "FOGNARIO".Che pena.

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