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Politica 

DOPO IL DIVORZIO

Milano: Pisapia-Boeri pace, ma senza l'Expo

L'assessore resta, però dimezzato: deleghe a Cultura, Moda e Design.

Pace fatta, ma la ferita ancora si vede. Dopo cinque giorni di polemiche che hanno segnato la 'rottura' tra Giuliano Pisapia e Stefano Boeri, i due volti simbolo della riscossa del centrosinistra a Milano e il successivo divorzio, la città si è ritrovata con un assessore 'dimezzato'.
Per risolvere la questione (leggi i motivi dello screzio) ci è voluto un faccia a faccia tra i due, nella tarda serata del 29 novembre a Palazzo Marino.
RESTANO LE DELEGHE SU CULTURA, MODA E DESIGN. Quindi ricomposizione. Ma a Boeri sono tornate in mano le sole deleghe a Cultura, Moda, Design. Il 'papà' del Masterplan di Expo ha perso ogni voce in merito all'evento. Per lui niente delega alla manifestazione del 2015, che viene invece affidato alla 'collegialità' di un comitato interassessorile coordinato dallo stesso Pisapia.

Pisapia: «Ho messo in gioco tutto me stesso, c'è in ballo il futuro di Milano»

Pisapia ha messo così la parola fine allo scontro: «Io ho un solo forte interesse, che questa esperienza amministrativa restituisca a Milano il ruolo nazionale e internazionale che le spetta. Ho messo in gioco tutto me stesso e sono sempre più convinto che dentro questa esperienza ci sia il futuro di Milano».
SINDACO PROVATO DALL'ANARCHICO ASSESSORE. Quelli che il sindaco aveva descritto come «i giorni più tempestosi» dal suo arrivo a Palazzo Marino sono quindi archiviati. Il finale da 'happy end' lo aveva già fatto presagire con la promessa, fatta ai sostenitori intervenuti a un incontro al Teatro Franco Parenti, che dopo la «burrasca» sarebbe arrivato «il sereno» e sarebbe tornato «l'Arcobaleno».
Pisapia è stato descritto come provato. Non solo però dall'uscita 'stonata' di Boeri sul Museo d'Arte Contemporanea, vera scintilla che ha acceso le ire del primo cittadino, ma da un lungo periodo di difficoltà per la gestione di un assessore riottoso a omologarsi alle decisioni condivise in Giunta.
RIAMMESSO, MA IN NOME DELLA COLLEGIALITÀ. Un anarchico che mal si sposava con i richiami alla collegialità da parte di sindaco e colleghi. Da qui la necessità di riaffermare con forza l'importanza della 'scommessa' di questa esperienza amministrativa in cui si è speso in prima persona. Convinzione che dovrà risuonare come un 'mantra' nelle orecchie del Boeri riammesso in squadra.

L'incontro con tutti i gruppi di maggioranza

Pisapia ha voluto incontrare tutta la maggioranza. I vertici con i gruppi hanno occupato buona parte della giornata e al sindaco sono serviti anche per testare gli umori e le reazioni alla vicenda dei suoi uomini in aula.
Dalle 15 alle 20.30 sono sfilati Radicali, Idv, Lista per Pisapia, Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà. All'uscita solo mezze frasi e rassicurazioni sul buon esito della vicenda.
IL PD: «NOI CONTROLLORI RIGOROSI». Quindi è stata la volta del Partito democratico. Due ore di confronto con i 20 rappresentanti democratici che si sono fatti garanti del comportamento futuro dell'assessore rientrato in squadra.
«Saremo controllore rigoroso della lealtà e del rispetto della collegialità» da parte di Boeri, sono state al termine le parole del capogruppo Carmela Rozza.
Anche perché, come ha ricordato la nota uscita in serata, «le scelte che attendono l'Amministrazione hanno bisogno della massima partecipazione e condivisione sia a livello di Giunta che di Consiglio comunale».
Appuntamento in aula giovedì primo dicembre o più probabilmente lunedì 5.

Martedì, 29 Novembre 2011


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Stefano Boeri e Giuliano Pisapia.

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