Politica
ELEZIONI
Mosca, nostalgia comunista
Il rosso Zyuganov è il vero anti Putin.
di Stefano Grazioli
Non è certo prevista un’onda anomala rossa, ma è un fatto certo che i comunisti russi stanno di nuovo tornando alla carica. Secondo i sondaggi alle elezioni parlamentari del 4 dicembre potrebbero sfondare la soglia del 20%, sempre lontani dal partito del potere guidato da Vladimir Putin contro il quale nulla si può, ma lanciati per rinverdire i fasti degli Anni 90, quando costituivano ancora la maggioranza relativa.
Oggi come allora a guidare il Kommunističeskaja partija rossijskoj federacii (Kprf) c'è Gennady Zyuganov, fisico convertitosi alla politica, da 18 anni membro della Duma della Federazione Russa e per quasi 30 anni del Partito comunista dell’Unione sovietica.
PARTITO DI OPPOSIZIONE. Nel novembre del 1991 Boris Eltsin, in seguito al putsch (colpo di Stato) di agosto e alla vigilia della dissoluzione dell'Urss che sarebbe stata sancita a dicembre, mise al bando il Pc sovietico e Zyuganov fu uno dei fondatori della nuova formazione rinata nel 1993 e di cui poi prese la testa nel 1995.
Da allora il leader del Kprf non perde un colpo e tra alti e bassi è sempre stato la punta di diamante dell’opposizione, sia ai tempi di «Corvo Bianco» Eltsin sia nell’ultimo decennio, dominato Putin e dall'attuale presidente Dmitrij Medvedev.
Previsti per il 4 dicembre 90 seggi: record nella Russia di Putin
La perdita di appeal del premier e del presidente, ha riportato alla ribalta Zyuganov e compagni, capaci di agganciare non solo il solito zoccolo duro di nostalgici, ma anche qualche forza fresca, oltre naturalmente alla protesta di sinistra (quella di destra si dirige verso i liberaldemocratici del Lpdr di Vladimir Zhirinovsky).
Alle elezioni del 2007 il Kprf aveva raggiunto l’11,57% dei voti e 57 seggi, domenica 4 dicembre gliene potrebbero essere assegnati una novantina. Non sarebbe certo il record della sua storia, ma il miglior risultato nell’era putiniana.
A MARZO, FACCIA A FACCIA CON PUTIN. Se i sondaggi verranno dunque confermati, sarà ancora una volta Zyuganov a ricoprire il ruolo di anti Putin, anche in vista delle elezioni presidenziali del 4 marzo 2012 quando i due sono destinati a ritrovarsi faccia a faccia non solo come leader di partito.
Il 67enne Zyuganov è uno abituato agli scontri. Soprattutto a perderli, sia perché i fedeli del comunismo nella Russia del terzo millennio sono comunque una minoranza sia perché i suoi rivali, per il Cremlino e per la Duma, non hanno rinunciato a utilizzare ogni possibile risorsa, anche sporca contro il Kprf.
Urne pilotate per evitare il ritorno del comunismo
Non è solo la storia di queste elezioni, pilotate dall’alto per non lasciare troppo spazio a sfoghi indesiderati, ma di tutte quelle del passato. Una storia che dimostra come la via della democrazia della Russia è stata smarrita quasi prima di essere stata imboccata.
La differenza, tra gli Anni 90 e oggi, è nella percezione occidentale: allora i brogli per tener buoni i comunisti erano giudicati a fin di bene e le manipolazioni dei media erano giustificate dal fatto che bisognava evitare mali ben peggiori.
Quando Zyuganov nel 1996 arrivò al ballottaggio contro Eltsin dovette soccombere di fronte al capo di Stato in carica alla fine di una campagna elettorale che fu il segnale, secondo il leader del partito liberale Yabloko Grigori Yavlinski, della morte della libertà di stampa in Russia.
NEL 1995, ROSSI PRIMO PARTITO. Quindici anni fa si trattava di impedire che i comunisti, primo partito alle parlamentari del 1995 con il 22%, riprendessero il comando in un Paese in crisi dopo la prima guerra cecena (1994-96) e saccheggiato dalle bande di oligarchi.
Zyuganov prese al primo turno il 33% contro il 35% di Eltsin, che prima del ballottaggio comprò i voti del terzo incomodo, il generale Alexander Lebed, nominato poi dal «Corvo Bianco» segretario del Consiglio della Federazione.
Nonostante la sconfitta e l’ostracismo del potere, Zyuganov portò i comunisti a confermare la maggioranza relativa alla Duma eletta nel dicembre del 1999, davanti al primo partito di Putin Russia Unita e a Patria-tutta la Russia, che in parlamento si allearono mettendo ancora una volta i rossi in castigo. Il 24,3% di allora è rimasto il miglior risultato alle elezioni parlamentari.
DAL 2003, SOTTO IL 13%. Nel 2003 il Kprf ha ottenuto il 12,8%, poco più di quello che avrebbe conquistato quattro anni dopo. Ora Zyuganov vuole quasi raddoppiare, anche se il suo ruolo non è destinato a cambiare. Confinato ai banchi dell’opposizione, lontano dai centri di potere, espressione di un un tempo che non passa e che qualcuno delle vecchie generazioni in Russia guarda ancora con un pizzico di nostalgia.
Giovedì, 01 Dicembre 2011

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