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Politica 

METAMORFOSI

Un Grillo per la testa

Perché il Movimento 5 stelle è sempre più simile a un partito.

di Massimiliano Papasso

Articolo completo

Per non essere un partito ne sono successe davvero di tutti i colori. Forse Beppe Grillo un po' se lo aspettava: le sue 5 Stelle - il movimento di liste civiche presente in molti consigli comunali e regionali sparsi in tutta Italia - ormai sono entrate a far parte del sistema politico italiano, con tutto ciò che ne consegue, nel bene e nel male.
CORRENTI E LITI. Litigi, lotte per le poltrone, nascita di correnti interne e critiche dalla base sembrano aver contagiato anche le costellazione di liste cresciute sul web sotto l'ala protettrice dell'ex comico genovese. Un particolare tutto sommato irrilevante se si guarda alle altre forze politiche italiane ma che forse diventa fondamentale per chi, tra i dogmi da rispettare, aveva proprio quello di non scivolare nella palude partitica.
DISAFFEZIONE PER LA POLITICA. Che il Movimento 5 Stelle sia una realtà con cui tutti, prima o poi, dovranno confrontarsi lo dicono i numeri. Che potrebbero persino gonfiarsi vista la disaffezione crescente degli italiani nei confronti dei partiti tradizionali, che sono stati costretti ad abdicare ai supertecnici di Mario Monti.
Nel giro di tre anni le liste civiche, soprattutto grazie alla Rete, hanno messo radici profonde sul territorio. Nel 2008 era stato eletto un solo consigliere comunale del Movimento in tutta Italia, a Treviso. Un anno dopo erano diventati 50. Oggi i grillini siedono nelle assemblee cittadine (tra le tante) di Bologna, Torino, Trieste, Rimini e Savona.
SUCCESSO ALLE REGIONALI. Alle Regionali del 2010 hanno raccolto la bellezza di 100 mila voti e conquistato due seggi in Piemonte e altrettanti in Emilia Romagna. Per non parlare del recente exploit alle urne in Molise che ha provocato più di un mal di pancia al Pd di Pier Luigi Bersani.
Vittorie frutto del modo nuovo di far politica, degli slogan anti-casta e del coinvolgimento diretto dei cittadini alle scelte più importanti per la comunità: dalla gestione di acqua e rifiuti ai piani urbanistici, passando per mobilità sostenibile e stipendi dei dirigenti. Il tutto attraverso il meccanismo dei Meetup, forum e blog sparsi sul web ma anche riunioni e dibattiti old style.

Da Modena a Torino, litigi e scossoni tra gli eletti

Ma non ci sono solo successi nella storia del Movimento a 5 Stelle. Quella recente parla di un alto tasso di litigiosità all'interno delle liste, forse anche dovuta (ed era questo uno dei pilastri fondanti del Movimento) all'assenza di regole certe per la partecipazione dei militanti di questa, come si amano definire, «libera associazione di cittadini».
IL NODO EMILIANO. La prima patata bollente piombò sul movimento subito dopo il primo grande successo alle urne: quello alle elezioni regionali nel 2010 con la conquista di due seggi in Emilia Romagna. Visto che il capolista Giovanni Favia risultò eletto sia nella circoscrizione di Bologna sia in quella di Modena, si doveva fare una scelta su quale posto liberare e così dare via libera a un altro grillino da portare in Regione.
Il Movimento però non scelse di premiare il secondo più votato tra le due province (la modenese Sandra Poppi con 717 preferenze), ma convocò delle secondarie per chiedere a 40 delegati provinciali di effettuare l'importante scelta.
LA SCOMUNICA DEL LEADER. E alla fine a spuntarla fu il bolognese Andrea De Franceschi nonostante le sole 367 preferenze raccolte alle urne. Una decisione che mandò su tutte le furie il consigliere comunale di Modena, Vittorio Ballestrazzi, che dopo un tam tam continuo su giornali, internet e in diverse tivù locali ricevette la «scomunica» direttamente da Beppe Grillo che gli ordinò di mollare il simbolo del partito. Ma Modena non fu un caso isolato.
ANCONA SPACCATA IN TRE. Poco dopo toccò ad Ancona dove Renato Gallegati, candidato a sindaco nel 2009 per il Movimento, un anno dopo la sua elezione a consigliere comunale decise di abbandonare i grillini. Motivo? La decisione di Andrea Quattrini, al quale aveva ceduto il posto in un'ottica di alternanza decisa dal Movimento prima delle elezioni, di non schiodarsi più dal suo scranno di consigliere. Con il risultato che oggi nel capoluogo della Marche ci sono tre siti web che fanno riferimento ai grillini ma tutti da una posizione diversa: il forum Meetup (vicino si dice all'Idv), la Lista a 5 Stelle (dell'ex Gallegati) e il gruppo consiliare di Quattrini (unico riconosciuto da Grillo).
IL CASO DEL PIEMONTE. Ma il caso più eclatante resta quello del Piemonte dove alla già difficile e travagliata scelta del candidato a sindaco della città della Mole (poi caduta sul 36enne Vittorio Bertola e mal digerita da una parte del Movimento, soprattutto quelli che fanno riferimento ai Meetup) si è aggiunta la spaccatura, forse insanabile, tra la delegazione dei grillini in Regione e quella che siede in Comune a Torino. Protagonisti dello scontro il consigliere regionale Davide Bono e proprio Bertola, accusato di aver detto sì a un incarico dirigenziale a livello nazionale proposto direttamente da Grillo.
NOMINA DALL'ALTO. Insomma una nomina piovuta dall'alto e senza un controllo diretto della base, peculiarità di quel sistema che proprio le 5 Stelle dicono di voler combattere. Accuse che Bertola ha sempre rimandato al mittente, annunciando a più riprese le sue dimissioni, che però fino a oggi non sono mai arrivate.

La sovrastruttura nazionale e la nomina dei «Magnifici 4»

Ma a scatenare parecchi malumori all'interno del Movimento è stata la scelta, operata direttamente da Grillo e dal suo guru della comunicazione Gianroberto Casaleggio, di affidare a quattro persone la progettazione e realizzazione di una «sovrastruttura» per il coordinamento delle liste civiche a 5 Stelle sparse in giro per l'Italia.
SUMMIT PER POCHI. Una scelta operata non attraverso il web, come magari qualcuno si poteva aspettare, ma durante una riunione di tutti gli eletti a Milano lo scorso 18 giugno. Summit sconosciuto a gran parte del movimento. Alla fine la scelta della premiata ditta Grillo&Casaleggio piombò su quelli che furono ribattezzati i «Magnifici 4»: Matteo Olivieri (Reggio Emilia) a cui venne affidato di coordinare i progetti delle varie liste, Davide Borrelli (Treviso) addetto alla loro presentazione, Vito Crini (Brescia) per i programmi e il torinese Vittorio Bertola per lo sviluppo della piattaforma internet, essendo lui un informatico.
ARIA DI POLITICHE. Incarichi che hanno fatto storcere il naso a molti (i carteggi sui forum tra i diretti interessati sono spesso senza peli sulla lingua) sia nella forma sia nella sostanza. Anche perché c'è chi ha visto nella formazione di un coordinamento nazionale delle liste 5 Stelle, nonostante le frettolose smentite, la preparazione per la discesa in campo del Movimento alle prossime elezioni politiche e quindi la creazione di una sovrastruttura che tanto somiglia a quella di un partito vero e proprio. Che per chi ha sempre detto di non volerlo diventare diventa un problema non da poco.
Forse è proprio vero: il potere logora chi non ce l'ha.

Martedì, 13 Dicembre 2011


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Beppe Grillo a Roma, durante una manifestazione.

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Commenti (2)

Sala Baganza 5 Stelle 15/dic/2011 | 20:07

La Partecipazione, Voi, non la conoscete ancora...!
Il fatto di vedere persone che contestano lo stesso Grillo dovrebbe dimostrare e far capire alle persone e ai giornalisti che NOI non abbiamo un Segretario di Partito ma una persona con la quale ci confrontiamo e che "Sgridiamo" se c'è qualcosa che non va. Questa, detta in modo molto elementare è partecipazione e condivisione. Solo parlando e discutendo e a volte anche litigando riusciamo a raggiungere risultati di condivisione delle idee che ci portano tutti a diventare ancora più affiatati e con gli stessi obiettivi.
Non c'è stata nessuna "Elezione" durante l'incontro con gli "Eletti". Le 4 persone da Voi nominate sono state delle persone indicate, per la loro conoscenza degli argomenti, a creare i presupposti e le "armi" che tutti avremmo poi usato. Gratuitamente, queste persone, avrebbero dovuto portare avanti progetti importanti e di utilizzo comune. Nulla di tutto quello che Voi e altri hanno cercato di far intendere.
Le persone oneste e disoneste ci sono ovunque ma da noi, proprio per la partecipazione e la condivisione, vengono subito a galla e, in un modo o nell'altro, smascherate.
Nei Partiti invece, succede che UNO decide per tutti, che i ladri vengono a galla solo con i Giudici, e che gli incarichi non sono certo gratuiti...!
Spero di aver dato una piccola idea di quello che è il MoVimento...
Un saluto a tutti e...
Buon MoVimento a TUTTI!!1

Robbyguest 15/dic/2011 | 18:31

Sempre a fare le pulci....
Come ci aspettavamo, eravate pronti a fare le pulci al movimento, attaccandovi alle normalissime discussioni interne ai vari gruppi del MoVimento per cercare di gettarlo nel calderone dei partiti... Vi informo che e' assolutamente inutile, Il MoVimento e' autonomo, inarrestabile e proprio le discussioni da voi elencate sopra, sono sintomo di quella democrazia lontana dagli inciuci partitici, che vedono gli schieramenti a sputarsi contro in pubblico, mentre sotto sotto banchettano nella stessa tavola a spese dei cittadini Italiani. Perche' non avete specificato che I MoVimenti 5 Stelle sparsi in tutta Italia sono gli unici che hanno rifiutato i rimborsi/truffa elettorali, si sono ridotti gli stipendi a loro spettanti da 9000 euro a 2000/2500, e solo perche' rifiutando le auto Blu, Benefit, Vitalizi, Pensioni varie.. scalano da quei 2500 tutto cio' che serve per spostarsi con mezzi pubblici (a pagamento) per l'attivita' stessa di consiglieri (mica per andare in vacanza), altrimenti sarebbero stati ancora piu' bassi. Per quanto riguarda l'intervento, (come dite voi) "dall'alto" di Grillo e Casaleggio... Il MoVimento 5 stelle nella sua forma giuridica, e' appena nato.. e come ogni figlio e' normale che i primi passi vengano guidati dal loro padre, per assicurarsi che abbia la forza di camminare con le proprie gambe.. e noi non lo rifiutiamo questo aiuto.. io personalmente gliene sono grato.. so che molti gruppi si sentono gia' autonomi e probabilmente lo sono.. ma io spero che il buon padre Beppe, tenga sempre un'occhio sulla sua creatura.. e possa godere della soddisfazione che ogni padre ha quando vede il proprio figlio camminare sulle proprie gambe. Detto questo.. Ne riparliamo quando tutti i cittadini saranno a 5 stelle... ma fino ad allora.. Loro non si arrenderanno mai? Noi neppure! :)

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