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Politica 

MANOVRA

Frequenze tivù, arriva l'asta

Salta l'assegnazione gratuita.

Una base d'asta calcolabile in 1 miliardo e 250 milioni e introiti le cui stime circolate nei giorni scorsi oscillano dai 2 ai 16 miliardi: tanto varrebbero le frequenze per la tivù digitale terrestre in attesa di assegnazione. Il 'beauty contest', cioè l'attribuzione a titolo gratuito dei sei multiplex, modalità scelta dal precedente esecutivo non senza polemiche, è difficile che giunga a compimento dopo che il governo ha accolto il 16 dicembre tre diversi ordini del giorno firmati da Roberto Maroni (Lega), Antonio Di Pietro (Idv) e Paolo Gentiloni (Pd) che lo impegnano ad annullare la procedura.
È stato quindi deciso di indire un'asta «a titolo oneroso». Il documento, essendo stato accolto, non è stato posto ai voti.
Era uno degli argomenti caldi su cui opinione pubblica e giornali da tempo stanno spingendo.
IL CARROCCIO PUNTA SULLA BANDA LARGA. Il Carroccio ha sottolineato «l'imprescindibile necessità» di puntare sulla banda larga, per la quale una gara potrebbe «generare nuovo gettito».
Il governo ha accolto i differenti ordini del giorno sul tema per non correre il rischio che messi ai voti potessero raccogliere una maggioranza trasversale - Pd-Lega-Idv - isolando il Pdl.
Del resto Silvio Berlusconi non ha mai fatto mistero, anche nei giorni scorsi, della sua contrarietà all'ipotesi di un'asta a titolo oneroso. «Non credo che Mediaset farà offerte perché i costi per occupare le poche frequenze rimaste sono elevati», aveva detto il 15 dicembre
ERA STATO CLAMOROSO L'ADDIO DI SKY. La complicata vicenda 'beauty contest' aveva già visto 15 giorni fa la clamorosa uscita di scena di Sky che, dopo aver presentato ricorso al Tar si era chiamata fuori, contestando «i tempi troppo lunghi» e le regole che «oggettivamente favoriscono i concorrenti già presenti sul mercato» come Rai e Mediaset.

Imu alla Chiesa: bocciati gli odg di Lega e Idv, fatto proprio quello dei Radicali

Tra i vari ordini del giorno, è stata anche una giornata di contraddizioni alla Camera: la Casta, inizialmente, aveva strizzato l'occhiolino alla Chiesa. Temporeggiando in tema di imposta sugli immobili. L'Aula della Camera ha bocciato due ordini del giorno che impegnavano l'esecutivo a imporre l'Imu (Imposta municipale unica) sugli immobili della Chiesa utilizzati per fini commerciali.
Uno era stato proposto dall'Italia dei valori, l'altro era a firma di di Corrado Callegari della Lega: il governo aveva dato parere negativo, e, una volta posti ai voti, sono stati entrambi bocciati dalla Camera.
OK BIPARTISAN PER «RIDEFINIRE LA MATERIA». Tema delicato, quello dello stop ai privilegi della Chiesa sulle tasse, che ha suscitato da settimane grande seguito tra l'opinione pubblica, nei talk show, sui social network (la pagina Facebook 'Vaticano pagaci tu la manovra finanziaria' conta quasi 170 mila iscritti), ottendendo persino un'apertura da parte del cardinal Bagnasco.
È stato comunque accolto un odg che chiedeva di «definire» la questione degli edifici utilizzati parzialmente per fini commericali, tenendo conto «del valore sociale delle attività» della stessa Chiesa.
In questo caso parere favorevole bipartisan Pd-Pdl. Si è quindi impegnato il governo a «valutare l'opportunità di affrontare e definire, considerato il valore sociale delle attività svolte da una pluralità di enti 'no profit' e, tra questi, gli enti ecclesiastici, la questione relativa al pagamento dell'Imu sugli immobili parzialmente utilizzati a fini commerciali». Il documento è stato approvato dall'Aula.
ACCOLTO L'ODG 35: ESULTANZA RADICALE. Poi, un ulteriore colpo di scena e l'apertura all'eliminazione dell'esenzione: il governo ha fatto proprio (quindi senza votazione dell'Aula) l'odg 35, molto più incisivo rispetto a quello di Pdl e Pd, proprio sulle attività commerciali degli enti ecclesiastici.
Maurizio Turco, deputato dei Radicali - che sono in perenne scontro con il giornale dei vescovi, Avvenire - ha dichiarato raggiante: «Dopo cinque anni un governo ha accolto l'ordine del giorno con il quale si impegna ad abrogare ogni norma che preveda esenzioni o riduzioni fiscali e tributarie - in particolare Ici, Ires e Irap - a favore di qualsiasi soggetto non profit che svolga attività commerciale anche in forma non esclusiva».

Il ruzzolone sugli handicappati: primo k.o. tecnico

C'è stato un altro tonfo in Aula, questa volta autentico: il governo Monti è andato sotto per la prima volta. Un ruzzolone strano, visto che l'esecutivo aveva confermato il suo parere contrario su un ordine del giorno della Lega che ha invece ottenuto larghissimo consenso.
«IN QUEL CASO SONO LUOGO DI CURA»: SÌ UNANIME. E si capisce anche il perché: il testo, presentato da Francesca Martini del Carroccio, impegna il governo a esimere dal pagamento dell'Ici le abitazioni in cui vivono handicappati. «In quel caso la casa diventa luogo di cura», ha spiegato la Martini.
L'esecutivo è rimasto sulle sue posizioni ed è stato quindi battuto sul voto pressoché all'unanimità dell'assemblea. I sì sono stati 512, 13 i no, 7 gli astenuti.

Venerdì, 16 Dicembre 2011


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Commenti (5)

josephine 17/dic/2011 | 09:20

chiesa...no ICI
Buongiorno, mi rivolgo a tutti coloro che sono schifati per l'evasione dell'ICI da parte della chiesa, anche questa scelta da parte del governo è una vergogna italiana....sappiamo tutti che la chiesa potrebbe contribuire, per lei sarebbero "sacrifici" irrilevanti....ma come si sa, la casta della chiesa è più forte della giustizia....signori, abbiamo a disposizione il web, sotto tutte le forme, è come se avessimo un referendum tutti i giorni,,,approfittiamone, scriviamo, insistiamo, parliamone, inondiamo pagine e pagine su tutti i giornali online, facebook, e tutto ciò che è a nostra disposizione...prima o poi ci ascolteranno, si può fare una guerra online, senza far male a nessuno...tranne a quelli citati......

wwanda 17/dic/2011 | 01:23

@vito42 purtroppo la vergogna è di tutti gli altri Partiti che ...non agiscono ..e non di Di Pietro
Almeno Di Pietro ci ha provato, ma non è stato approvato, mentre TUTTI gli altri partiti Non ci hanno neanche pensato di provarci !!!!
viviamo in un Paese che non ha una vera opposizione da decenni ( Berlusca compra tutti) solo Di Pietro
nel suo piccolo riesce ad aiutarci (vedi referendum Acqua privata,centrali Nucleari,legge Non Uguale)
ed ora ha ottenuto anche l'asta alle FR. TV che Berlusca le voleva Gratis 16 Miliardi , mentre i poveri hanno gratis solo altre tasse
altro capitolo doloroso è la Lega Nord, ecco un recentissimo video che spiega cosa fanno ...

http://www.serviziopubblico.it/opinioni/2011/12/16/news/il_bancarottolo.html?cat_id=7

Grinch 17/dic/2011 | 00:10

Non basta mettere all'asta i rimasugli delle frequenze, occorre ridefinire le frequenze regalate da Berlusconi a sè stesso e alla Rai.

vito42 16/dic/2011 | 20:48

di pietro,vergogna
proprio dal suo partito pensavo a un provvedimento serio contro lo strapotere della chiesa e invece mi accorgo che anche a lui servono le benedizioni.tutti predicano bene,ma razzolano male

mangiac 16/dic/2011 | 20:15

i preti pedofii olandesi e quei bambini struprati da quei cernedfici vestiti di nero ringraziano

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