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Politica 

Coalizioni

Fine di un'inedita alleanza

Welt: è fallita l'intesa fra Cdu e Verdi nella città-regione di Amburgo.

Articolo completo

da Berlino
Pierluigi Mennitti

Il laboratorio di Amburgo non c’è più. Il primo esperimento politico fra Cdu e Verdi a livello regionale è fallito. Dopo neppure due anni di governo, l’inedita alleanza che aveva attirato l’attenzione dei commentatori sulle sorti politiche della città anseatica si avvia a una mesta conclusione. A darle il colpo di grazia sono stati proprio i Verdi che, nel corso di una direzione dei vertici regionali del 28 novembre, hanno evidenziato come le condizioni per proseguire la collaborazione siano venute meno.
«Il primo colpo era venuto 100 giorni fa», ha scritto il 29 novembre la Welt, «quando il borgomastro cristiano-democratico Ole von Beust aveva rassegnato le dimissioni, annunciando anche l’abbandono della carriera politica».
Da quel momento, le sorti della città (che assieme a Brema e Berlino sono le uniche tre eccezioni di città-regione all’interno del sistema federale tedesco) erano state rette dal suo successore Christoph Ahlhaus, sempre della Cdu, che sembrava poter proseguire nell’azione di governo. Invece, a poco più di tre mesi dal suo insediamento, i partner ecologisti considerano l’esperimento chiuso.
«Il nuovo inizio promesso dal primo cittadino non è in verità mai avvenuto», ha affermato il capogruppo dell’assemblea regionale Jens Kerstan, «non ci resta che prenderne atto e chiedere le elezioni anticipate».

Accoppiate inedite

L’inedita coalizione fra conservatori e ambientalisti aveva suscitato grande curiosità per le prospettive politiche che apriva. Con un panorama parlamentare complicato dall’affermazione stabile di cinque partiti all’interno dei consessi nazionali e regionali, la celebrata stabilità politica tedesca è divenuta una sorta di araba fenice.
In molti casi, le tradizionali alleanze organiche fra Cdu e liberali da un lato, socialdemocratici e Verdi dall’altro, non ottengono più la maggioranza necessaria a governare. La presenza della Linke, il partito della sinistra radicale nato dalla fusione fra il rinnovato partito comunista erede della Ddr e i massimalisti fuoriusciti dalla Spd, ha scombinato ovunque il vecchio quadro. E in molte elezioni, i risultati elettorali determinano una paralisi politica.
A livello nazionale la Grosse Koalition che ha retto le sorti della Germania nella scorsa legislatura è stata proprio il prodotto di quella impasse, la necessità di fronte a una situazione straordinaria di assicurare comunque un governo al Paese.

Nella Saar, la Giamaika Koalition

Così, a livello regionale dove gli schemi sono meno rigidi e le scelte più legate alle specificità locali, sono nate negli ultimi anni coalizioni inedite, alle quali hanno guardato gli operatori politici nella speranza che nuove articolazioni governative potessero offrire una via d’uscita.
Amburgo è stato il primo e più clamoroso esempio di collaborazione tra forze che nella storia politica tedesca si erano sempre trovate sul lato opposto della barricata. Oggi non è più l’unico. Nella piccola regione della Saar, al confine con la Francia, Cdu e liberali governano assieme con i Verdi nella cosiddetta Giamaika Koalition, che prende il nome dai colori dei tre partiti (rispettivamente nero, giallo e verde) che compongono la bandiera nazionale del Paese caraibico.
Nel Nord Reno-Vestfalia, il governo di minoranza rosso-verde fra socialdemocratici ed ecologisti si regge sulla benevolenza della Linke nelle votazioni di maggior rilievo. E la stessa Linke, a livello nazionale bandita da ogni ipotesi di governo per i suoi nodi ancora non del tutto risolti con il passato del regime della Ddr, è al governo con l’Spd in molti Länder orientali. Anche a Berlino, dove sotto la guida del borgomastro socialdemocratico Klaus Wowereit, ha dato vita a un modello di soluzione alternativa rispetto all’alleanza tra conservatori e verdi.

Verdi e Cdu, corsa al centro

Il fallimento di Amburgo certifica tuttavia come queste alleanze inedite siano ancora un percorso accidentato, non sempre in grado di assicurare la stabilità rispetto ai governi più organici. E sebbene uno dei leader dei Grünen, Cem Özdemir, si sia affrettato in un’intervista alla stessa Welt a sottolineare che «quanto accaduto nella città anseatica non rappresenta necessariamente la fine di ogni futura collaborazione fra queste forze», l’impressione generale è che gli entusiasmi di qualche tempo fa vadano necessariamente rivisti.
Soprattutto alla luce della nuova concorrenza elettorale che sembra imporsi fra questi due partiti. La Cdu resta l’unica forza politica in grado di superare la soglia del 30% dei consensi. I Verdi sono in grande crescita (leggi l'articolo) e cercano di scalzare i socialdemocratici come maggiore forza della sinistra. E i due partiti si ritrovano a confrontarsi l’un contro l’altro per attirare l’elettorato di centro. determinante per ogni consistente successo elettorale.

Lunedì, 29 Novembre 2010


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