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Politica 

Trasporti

Niente stop per Stuttgart 21

Stuttgarter Zeitung: il progetto ferroviario di Stoccarda proseguirà.

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Da Berlino
Pierluigi Mennitti

I numeri, prima di tutto: 38 giorni di durata, nove incontri trasmessi in diretta sul web e sulle principali tv all news della Germania, 15 membri in rappresentanza del mondo politico, delle associazioni cittadine e della Deutsche Bahn, una dozzina di esperti, milioni di spettatori anche oltre i confini regionali. Nonostante le salomoniche conclusioni, la commissione di mediazione di Stoccarda messa in piedi in tutta fretta dopo le grandi proteste contro il progetto della nuova stazione ferroviaria, passerà alla storia come il primo tentativo tedesco di mettere una toppa al problema del progressivo scollamento fra opinione pubblica e politica.
Se questo tentativo avrà successo, si vedrà nei prossimi giorni. Le proteste, come scrive la Stuttgarter Zeitung, sono riprese subito, giacché il compromesso cercato non è stato trovato se non in minima parte e la decisione del mediatore, non vincolante per le parti in causa, è stata quella di andare avanti con il progetto della Deutsche Bahn. Ma resta il metodo, utilizzato certamente in ritardo e a lavori già iniziati e la speranza che il clima meno velenoso delle ultime settimane renda le proteste più moderate.
C’è voluto un anziano politico come Heiner Geißler, 80 anni, una lunga carriera di irregolare nelle file della Cdu e una recente simpatia per il movimento no global Attac, per riportare attorno a un tavolo i rappresentanti di mondi che non riuscivano più a parlarsi e avevano affidato il confronto, meglio lo scontro, alle manifestazioni e alla piazza. «In tempi di democrazia mediatica – ha detto l'anziano politico nel suo discorso conclusivo – con Internet, Facebook e centinaia di blog, i meccanismi istituzionali tradizionali non sono più sufficienti ad assicurare la comunicazione fra politica e cittadini».
In attesa che i Länder che non lo prevedono discutano la possibilità di interpellare sulle grandi opere le popolazioni attraverso referendum, il modello Stoccarda può forse rappresentare un buon esempio.
È questo il risultato più importante portato a casa dal mediatore Geißler, che in sei settimane ha dimostrato ai suoi giovani successori come senso dell’umorismo, rilassatezza, tenacia e apertura al dialogo possano evitare di creare quelle tensioni che stavano trascinando una laboriosa e tranquilla comunità come quella di Stoccarda sull’orlo della guarriglia di strada.

Geißler: «Il progetto di Stuttgart 21 non si può fermare»

Sull’esito della mediazione, riporta la Stuttgarter Zeitung, Geißler non ha potuto che confermare la scelta del progetto ormai noto con il nome di Stuttgart 21 (leggi l’approfondimento), la nuova stazione di transito sotterranea da oltre sette miliardi di euro voluta dalla Detusche Bahn, dal governo regionale e sponsorizzata recentemente ancora da Angela Merkel, e funzionale alla nuova linea di alta velocità europea che collegherà Parigi a Bratislava.
Ma ha suggerito una serie di miglioramenti a carico delle ferrovie tedesche ripresi dalle richieste del fronte che a quel progetto si oppone. «Stuttgart 21 ha tutti i permessi di costruzione, una situazione di diritto che mi pare chiara», ha detto Geißler nel discorso di 20 minuti con il quale ha reso note le sue conclusioni. Gli oppositori avevano puntato su un progetto alternativo, chiamato Kopfbahnhof 21 (stazione di testa 21), che avrebbe evitato gli scavi per la futuristica stazione di transito sotterranea e preservato l’edificio esistente. I due acronimi (S21 contro K21) si sono confrontati nell’aula utilizzata dalla commissione, ma Geißler ha tagliato corto: «Allo stato delle cose, solo la Deutsche Bahn potrebbe volontariamente rinunciare al suo progetto, i costi però sarebbero enormi».
Si prosegue dunque con il piano originario, ma i miglioramenti suggeriti ai manager delle ferrovie presenti in aula costeranno qualcosa di più all’azienda e impegneranno i politici locali. Tra questi, un aumento dei binari, la salvaguardia degli spazi verdi attorno alla stazione, il mantenimento degli alberi nel parco antistante, ampliamento delle vie di fuga, maggiore attenzione all’eliminazione delle barriere architettoniche, l’affidamento dei binari dismessi a una fondazione che eviti speculazioni immobiliari. E, soprattutto, l’obbligo di provare con simulazioni al computer la veridicità di un miglioramento del 30% dell’efficacia della nuova struttura per quanto riguarda il traffico ferroviario, uno dei punti di forza sostenuti dalla Deutsche Bahn.
In compenso, almeno la parte più moderata degli oppositori, può dire di aver conquistato qualche punto, oltre alla soddisfazione di aver potuto finalmente discutere alla luce del sole contenuti, costi e modalità di una grande opera che cambierà le abitudini di tutti i cittadini. Bisognerà vedere quante e quali di queste proposte i manager delle ferrovie saranno disposti ad accettare. Di sicuro le proteste non si fermeranno, avverte Geißler, ma il percorso avviato con la sua commissione resta la strada maestra per coinvolgere i cittadini nelle decisioni della politica: «I tempi delle scelte non condivise sono finiti», è l’ultimo messaggio del mediatore.

Mercoledì, 01 Dicembre 2010


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