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Politica 

URNE

Usa, il bis di Romney

L'ex governatore vince le primarie anche in New Hampshire.

«Questa sera facciamo la storia». Mitt Romney sente di aver ormai la nomination in tasca. Una settimana fa, seppur di misura, aveva vinto nel lontano Iowa. E ora, malgrado gli attacchi furibondi delle ultime ore, si aggiudica anche il New Hampshire con un dato che sfiora il 40% (39,4%), ben oltre quella soglia psicologica del 30% che lo avrebbe messo in grossa difficoltà tra gli strateghi del Grand Old Party.
Una doppietta, con oltre 95 mila voti, che lo lancia spedito verso la prossima tappa, a questo punto forse decisiva, del 21 gennaio in South Carolina.
SALE PAUL, CROLLA SANTORUM. Dietro tiene solo Ron Paul, che col 22,8% raddoppia le preferenze ottenute quattro anni fa.
Emerge anche Jon Huntsman, che piazzandosi al terzo posto al 16,8% esce dall'ombra e continua a sperare in una rimonta. Forte delusione invece per l'ex speaker della Camera, Newt Gingrich, finito quarto col 9,3% delle preferenze, e per l'eroe dell'Iowa Rick Santorum, solo quinto (anche lui 9,3%).
SEGUITO DI FAN E FINANZIERI SELEZIONATI. Accompagnato dalla famiglia onnipresente, Romney si è presentato sul palco di un padiglione della lussuosa Southern New Hampshire University di Manchester pochi minuti dopo che le maggiori catene tivù avevano sancito il suo trionfo. Di fronte a lui, una folla selezionatissima di fan, ma anche di grandi finanziatori. Tra loro manager di successo, signore con tacchi vertiginosi e gioielli da far girare la testa, ragazzi in blazer e cravatte regimental, usciti dalle migliori università dell'Ivy League.
OCCUPY WALL STREET FUORI DALLA SALA. Un pezzo di quel 1% di supericchi, formato da finanzieri e banchieri, contro cui un il movimento di Occupy Wall Street manifesta da mesi in tutti gli States. Alcuni di loro sono fuori dalla sala, a chiedere che i «soldi stiano fuori dalla politica». E basta vedere la lunga fila di Escalade, Jaguar e Mercedes parcheggiate accanto a loro per capire qual è il suo mondo il riferimento.
Selezionata anche la stampa: nel grande salone in cui parla Romney entrano solo i giornalisti accreditati da tempo. Per il restante popolo itinerante dei media è allestita una comoda sala dove Mitt è visibile solo in tivù.
SU OBAMA: POLITICA DI ODIO E DI INVIDIA. In 30 minuti ha lanciato alcuni messaggi molto chiari. Il primo ai suoi concorrenti. Senza mai citarne uno per nome, ma invitandoli tutti a smettere di screditarlo: «Non giocate a favore di Obama. Negli ultimi giorni ho visto alcuni repubblicani disperati unirsi a lui. Un errore per il nostro partito e per la nostra nazione. Questo Paese ha già un leader che tenta di dividerci con una politica piena d'odio e d'invidia».
MITT ATTACCA L'EUROPA. Quindi ha rivolto un appello agli elettori del South Carolina: «Da qui chiediamo alla brava gente del Sud di unirsi ai cittadini del New Hampshire per fare del 2012 l'anno del fallimento di Barack Obama».
Un discorso forte, in cui ha ripreso un tema a lui caro, la polemica contro il Vecchio Continente incapace di superare la crisi, riecheggiando una sorta di isolazionismo made in Usa un po' anacronistico. «Obama vuole farci diventare un Paese europeo».
STAMPA COMUNITARIA IN RIVOLTA SU TWITTER. In sala stampa, tanti cronisti europei sono rimasti sorpresi. Poi la loro protesta è volata su Twitter. Katty Kelly della Bbc: «Mi piacerebbe vedere come Romney si presenterà al suo primo tour tra i paesi socialisti che secondo lui costituiscono l'Ue, una realtà in cui evidentemente non crede». Un altro cronista: «Continua a denigrare cosa l'Europa è diventata, ma lo sa che la Germania ha una disoccupazione al 5,5%?».
PER EASTWOOD HA IL FASCINO DEL PRESIDENTE. Le polemiche però non lo sfiorano. Ormai sembra il predestinato a sfidare Obama (che resta avanti nei sondaggi).
Del presidente forse non ha il carisma, ma certamente il look. Tempo fa, Clint Eastwood, repubblicano ma fan di Ron Paul, disse di Romney: «Se dovessi fare un film sull'inquilino della Casa Bianca sceglierei lui come attore principale».

Mercoledì, 11 Gennaio 2012


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