Politica
LA SVOLTA
Genocidio in Ruanda, la responsabilità degli hutu
Nel 1994, l'aereo del presidente non fu abbattuto da missili tutsi.
Genocidio in Ruanda, c'è una svolta sulle responsabilità. A
fare luce su quanto accaduto nel piccolo Stato africano teatro
negli Anni 90 di un genocidio in cui furono uccise 800 mila
persone, un rapporto d'inchiesta pubblicato martedì 10
gennaio.
Commissionato da Marc Trevidic e Nathalie Poux, la relazione ha
cercato di ricostruire l'episodio che ha poi condotto al
feroce scontro tra tutsi e hutu.
Il 6 aprile 1994 fu infatti abbattuto l'aereo del leader
ruandese Juvenal Habyarimana, che aveva promesso di realizzare
l'accordo di pace per condividere il potere con i ribelli
tutsi. Secondo la nuova indagine, i missili che hanno
distrutto l'aereo del Habyarimana sono stati prelevati dal
campo Kanombe, gestito dagli hutu ed è quindi stato smontato il
precedente rapporto del 1998, per il quale l'attacco era
stato compiuto dai ribelli del Fronte patriottico ruandese (Rpf),
il movimento armato dei tutsi guidato da Paul Kagame, attuale
presidente del Ruanda e che nel 2006 ha portato a nove mandati di
cattura per alcune figure vicino a Kagame.
GIORNATA STORICA PER IL GOVERNO. I legali del
presidente Kagame, che era stato accusato di essere l'autore
di un colpo di Stato, hanno parlato di «una giornata storica e
molto importante», anche se c'è chi si è opposto alla
nuova ricostruzione: «La scoperta che i missili provenivano dal
campo hutu non significa che fossero realmente stati sparati da
lì».
Intanto il governo ruandese ha commentato, attraverso il ministro
degli Esteri Louise Mushikiwabo il rapporto «che rende giustizia
alla posizione a lungo sostenuta dal Ruanda sugli eventi del
1994«. «È chiaro a tutti che l'attacco contro
l'aereo è stato guidato dagli estremisti hutu. La nuova
inchiesta ha chiuso 17 anni di campagna di negazione sul
genocidio».
Mercoledì, 11 Gennaio 2012

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