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Politica 

Tommaso Labate

DENTRO IL PALAZZO

Silvio tace. O forse parla solo con Passera

Perché nel suo silenzio il Cav cela l'attrazione per il ministro.

di Tommaso Labate

editoriale
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Gli indizi si sommano come pezzi di un mosaico che prende lentamente forma. I sondaggi fotografano un Pdl in flessione, i congressi locali sono partiti in sordina e in alcuni casi (vedi le tessere di Vicenza) col piede sbagliato.
E questa è solo la punta di un iceberg. Perché il segretario del partito Angelino Alfano sembra scomparso da tutti i radar, senza dimenticare che il caso Cosentino è pronto a scatenare un terremoto nella roccaforte campana del partito, con effetti collaterali ancora difficilmente calcolabili.
IL SILENZIO SOSPETTO DI SILVIO. Eppure, anche di fronte a uno scenario devastante, Silvio Berlusconi rimane in silenzio. Nascosto nell’ombra. Le ultime notizie sicure, che risalgono a un giorno prima del suo rientro nella Capitale, sono quelle che lo davano sereno e tranquillo dopo vacanze natalizie che lui stesso ha definito «le più rilassanti della mia vita».
Sulla politica, invece, nulla. Nessuna reazione su Cortina e il dossier fisco, che pure aveva rappresentato il più grande elemento di divisione tra lui e Giulio Tremonti. Neanche un battito di ciglia sullo scandalo che ha travolto il sottosegretario (prodiano) Carlo Malinconico, un assist che in passato il Cavaliere avrebbe raccolto immediatamente.
E non è tutto. Come spiega uno degli uomini della war room berlusconiana, «il presidente avrebbe potuto iniziare a martellare l’opinione pubblica con la storia dello spread che non è sceso sotto quota cinquecento». Invece, «ha preferito tacere».
Perché? Che cosa ha in mente Berlusconi? E qui si torna a quel mosaico che prende lentamente forma. E alle tante voci che danno l’ex presidente del Consiglio in contatti continui e costanti soprattutto con uno dei ministri del governo Monti: il titolare dello Sviluppo Economico Corrado Passera.
L'OMBRA DEL CAV DIETRO L'EX BANCHIERE?. Nei corridoi di Palazzo si racconta che, nel momento in cui Roberto Maroni tirò fuori la previsione sulla futura premiership di Passera, il leghista pensava proprio a una “benedizione” del Cavaliere. Da allora, erano i giorni in cui il governo di Mario Monti muoveva i primi passi, sono passati due mesi.
Due mesi in cui il titolare dello Sviluppo economico – soprattutto con le interviste rilasciate a Fabio Fazio e ad Aldo Cazzullo sul Corriere della sera dell'8 gennaio  – ha fatto di tutto pur di far tenere aperto lo spiraglio per un suo impegno politico a tempo pieno.
Sta di fatto che anche dentro Pd e Terzo Polo il sospetto s’è trasformato in un presagio. Tanto che uno dei leader di partito della maggioranza che sostiene Monti è arrivato a lanciare una scommessa, durante un conciliabolo al quale era presente anche Pier Ferdinando Casini: «Volete vedere che dietro Passera c’è Berlusconi?». Voci, per ora soltanto voci. Che nel giro di qualche mese potrebbero prendere corpo. O tornare nel dimenticatoio.

Mercoledì, 11 Gennaio 2012


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