Politica
CAFFÈ AMARO
Dopo le patonze del Cav, sangue blu al governo
L'esecutivo di austerità imparentato con ex nobili di qualche casata.
di Nico Arse
Il governo ha il sangue blu. «Molti hanno pensato che fosse costruito ‘massone su massone’ e ora scopriamo che, ‘quarti su quarti’, girano più nobili nel governo Monti, con il suo format salva Italia, di quante patonze giravano nel governo Berlusconi, con il suo format sfascia Italia». La Repubblica scopre che nell'esecutivo di Monti sono tutti mezzi imparentati con ex nobili di qualche casata. A partire dal ministro degli Esteri Giulio Maria Terzi di Santagata, «secco, alto, verticale che, appena nominato, fu festeggiato dal presidente del suo circolo, 'evviva, uno di noi', il circolo appunto 'della caccia', che è l’oasi, l’enclave, l’addio al mondo del vecchio frac dei vari Torlonia, Borghese, Ruspoli, Aldobrandini, Colonna, Odescalchi», e via dicendo.
Poi il maestro dell’inchino, il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero Milanesi, «il Gianni Letta del governo Monti». E c’è poi Staffan de’ Mistura, sottosegretario agli Esteri, nato a Stoccolma da madre svedese e padre originario di Sebenico. Nelle cronache del tradizionale raduno dei Dalmati è sempre ricordato come il discendente «della più antica e limpida nobiltà».
Con tassisti ed edicolanti in piazza contro le liberalizzazioni, invece di fare tanti giri di parole, tutti questi quarti di principi e arciduchi potrebbero dire semplicemente: «Obbedite, pezzenti!».
CASO COSENTINO, ARIA PESANTE IN PADANIA
«Tanzania Libera. Cosentino premier». La Stampa condensa in due battute lo stato comatoso della fu Lega Nord. Un partito non alla frutta ma di più, al limoncello o anzi al conto (sì, ma chi lo paga?).
Umberto Bossi ha sfanculato Roberto Maroni, in Aula due leghisti si stavano per menare («Coglione» e anche peggio), su Facebook e Radio Padania il popolo leghista è furente per la vicenda di «Nick ‘o americano», salvato dal Senatùr e da Marco Reguzzoni.
Maroni ha perso il primo round, ma non si abbatte: «La nostra gente è con me anche se nel gruppo dirigente ho pochi alleati. Se non cambiamo finiamo come il Prc, non uscirò dal partito, ma ora dobbiamo fare subito i congressi», (La Repubblica).
Secondo il Corriere della Sera si prepara addirittura la fucilazione in piazza di Maroni (metaforica, forse) il 22 gennaio a Milano. Bossi si è messo in testa che Bobo voglia mettere le mani sui soldi del partito per farsene uno suo (Il Giornale). Che brutta aria tira in Padania, quasi quasi meglio puntare sulla Tanzania. Del Nord ovviamente.
REFERENDUM: TUTTO DA RIFARE
Perché la Consulta ha bocciato i quesiti referendari? Alcuni giuristi non se lo spiegano, come quelli sentiti da Il Fatto quotidiano. Gustavo Zagrebelsky: «La decisione della Corte costituzionale crea per la prima volta in Italia una situazione di estremo allarme istituzionale. I cittadini delusi e decisi a far valere la loro volontà potrebbero essere indotti a un drammatico sciopero del voto, cioè a non accettare di andare nuovamente alle urne con il Porcellum».
Valerio Onida: «La decisione della Corte non è una sorpresa: è soprattutto una delusione. Era prevedibile, però. Sono ancora convinto che ci fosse una strada per arrivare all’ammissibilità, che non è stata seguita».
Invece su La Stampa il costituzionalista ed ex presidente della Consulta Ugo De Siervo è convinto del contrario: «Per quanto possa essere diffuso il giudizio negativo sul Porcellum, la sua eliminazione mediante referendum non era possibile per un complesso di motivi evidenti: è giurisprudenza costituzionale del tutto pacifica che in materia elettorale abrogazioni referendarie devono lasciare in vita una legislazione sufficiente a far svolgere regolari momenti elettorali, senza esporre la nostra democrazia al rischio gravissimo di un vuoto legislativo in una materia del genere». A chi diamo ragione?
QUI LONDRA
Liberalizzare la corporazione degli avvocati italiani è un’impresa impossibile. Non che in Gran Bretagna sia molto più facile. «Londra vuole abolire gli avvocati in parrucca. Ed è rivolta nelle aule. La categoria difende un privilegio del 1660» (La Stampa). Da David Mills in poi abbiamo capito che gli avvocati inglesi sono soggetti un po’ particolari.
QUI PARIGI
Verso le presidenziali in Francia. Carla Bruni: «Scenderò in campo con Nicolas» (La Stampa). Se Sarkò avesse avuto ancora qualche possibilità di farcela ora è spacciato.
C’È UN CIECO CHE GUIDA
«Sembrava un pensionato come tanti. Alessandro Dell’Acqua, 69 anni, ex operaio meccanico andava a fare la spesa con la minicar, usava la bici per andare alle Poste e attraversava la strada con attenzione. Per lo Stato italiano era un 'cieco assoluto' e da 18 anni percepiva una pensione di invalidità e un’indennità di accompagnamento. Quando i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Novara l’hanno fermato fuori dagli uffici dell’Inps dove era stato convocato per una visita di revisione, ha cercato di giustificarsi: 'Qualcosa in più ci vedo perché sono migliorato'. Ora dovrebbe restituire tutto, circa 160 mila euro, ma lui non vuole sborsare neanche un centesimo”. Succede a Novara, in Padania. Anzi in Tanzania, sempre del Nord.
PITTI SLURP
Arrivano puntuali le pagine-marchette dei giornali per Pitti Uomo, con le inviatesse tutte sciantose che slurpano a non finire i loro amici stilisti.
La Stampa: «Basta con colori e frivolezze: l’uomo torna serio. Sobrietà è la parola d’ordine anche al Pitti. Archiviati i toni stravaganti, vincono grigio e blu». Praticamente modello Monti e Giarda.
Venerdì, 13 Gennaio 2012

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