Politica
GIUSTIZIA
Ponzoni va in carcere
Crac Pellicano: il consigliere lombardo del Pdl si consegna.
Ora il tintinnio di manette si può udire distintamente: il consigliere regionale lombardo del Popolo della libertà Massimo Ponzoni, nei confronti del quale è stata emessa il 16 gennaio un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, si è presentato in procura a Monza ed è stato trasferito in carcere.
IL PELLICANO, BUCO DA 600 MILA EURO. Ponzoni è accusato tra l'altro di corruzione, concussione e bancarotta fraudolenta della società Il Pellicano srl, dichiarata fallita dal tribunale di Monza lo scorso gennaio, con un buco di circa 600 mila euro.
Secondo l'accusa, Ponzoni, che del Pellicano è stato amministratore fino al 2008 e socio fino all'ottobre 2011 (ha ceduto le quote a una misteriosa società lussemburghese), avrebbe partecipato a svuotare gli attivi della società per circa 200 mila euro, emettendo fatture per operazioni inesistenti.
OLTRE 13 MILA EURO SPESI IN PASTICCERIA. Per farsi un'idea dello sperpero, nelle uscite registrate del Pellicano ci sono anche 13 mila euro spesi in due anni da Cova, la storica pasticceria di via Montenapoleone a Milano, fondata circa duecento anni fa.
'Distrazioni fatali' per il crac, come i 62.400 euro versati nel 2007 a un 'Centro studi arredamenti' per forniture riconducibili a Ponzoni e 20 mila versati tra il gennaio e il febbraio 2006 alla Ar.Co Costruzioni per pagare una fattura ritenuta gonfiata, e a sua volta girati dalla stessa Ar.Co a un floricultore di Carate Brianza specializzato nella vendita di bonsai.
Si è subito dimesso. Ma per il gip era «disinteressato alla sua carica»
Ponzoni si è subito dimesso dalla carica di segretario della presidenza del Consiglio regionale, dopo essere stato 'scaricato' anche da Roberto Formigoni: «Mi auguro che il consigliere si costituisca e si dimetta», aveva detto il presidente della Regione Lombardia.
«NEI CASSETTI DOCUMENTI DEL PREDECESSORE». Non un grande sacrificio per lui, dato che secondo il gip di Monza Maria Rosaria Correra era «solo sporadicamente interessato agli impegni istituzionali della carica ricoperta o a riunioni di lavoro», tanto che quando la guardia di finanza perquisì il suo ufficio alla Regione Lombardia trovò «ancora carte appartenenti al suo predecessore».
Le mani in pasta ce le aveva dentro altri business: il gip ha fatto riferimento al traffico telefonico che «documenta come Ponzoni sia completamente assorbito in una molteplicità di 'affari', principalmente nel campo delle speculazioni immobiliari, ma non solo».
«LE ACCUSE SONO INFONDATE». I due legali dell'ex assessore regionale del Popolo della libertà, Luca Ricci e Sergio Spagnolo, hanno voluto ricordare il loro assistito «sia nel corso del 2010 sia nel corso del 2011 si è presentato spontaneamente ai magistrati di Monza, chiarendo la sua posizione in relazione a pregresse contestazioni, e mettendo a disposizione, in modo del tutto trasparente, la sua completa situazione patrimoniale e finanziaria».
La difesa inoltre ritiene che «ora, come allora, il signor Ponzoni è certo di poter dimostrare l'infondatezza delle pure complesse contestazioni mosse a suo carico».
«NON ERA IN FUGA, RISPONDERÀ AL GIP». Infine una precisazione: Ponzoni non era in fuga tant'è che «non appena ha appreso la notizia dell'ordine di arresto è rientrato per costituirsi», ha detto l'avvocato Spagnolo.
Niente estero, era semplicemente fuori Milano. Il legale ha inoltre assicurato che Ponzoni in sede di interrogatorio di garanzia ha intenzione di rispondere alle domande del gip.
Ponzoni: «Sono sconvolto». Pennati lo accusa con una lettera
Come ha preso tutto questo Ponzoni? «Sono sconvolto ma mi difenderò», ha detto ai suoi legali. La frase è stata pronunciata il 16 gennaio quando era fuori Desio, la cittadina della Brianza dove risiede, e, dopo aver saputo del provvedimento di arresto, ha telefonato ai suoi legali per dire che rientrava e si presentava dai magistrati.
Come è stato spiegato dalla difesa, l'ex coordinatore locale del Pdl non si aspettava di essere arrestato anche perché è già stato interrogato due volte dai pm di Monza.
IPOTESI ESPOSTO PER CALUNNIA VERSO PENNATI. La difesa sta peraltro valutando se presentare un ulteriore esposto per calunnia nei confronti dell'ex socio di Ponzoni, Sergio Pennati, in merito alle dichiarazioni e alla lettera ritrovata che a loro avviso contiene «circostanze non veritiere».
Nei confronti di Pennati, è stato fatto notare sempre dalla difesa, sono già stati depositati altri due esposti a Monza.
LA LETTERA DELLA DISCORDIA: «DONNE, DROGA E MOTORI». Nella lettera è spiegato come, oltre a un vita tra «donne, droga e motori», con casa a Montecarlo da «2 milioni e 500 mila euro», l’ex consigliere regionale del Pdl aveva creato - secondo Pennati - un centro di potere in Brianza.
Finanziamenti per le campagne elettorali, con pentimento: «Non sono nessuno io per fare la predica, però dopo aver visto queste cose, se la classe politica è questa siamo ridotti male. In questo paese non c'è futuro per i miei figli anzi spero che dopo aver letto queste cose, e non le ho dette tutte, se ne vadano alla ricerca di una Nazione migliore».
Pennati ha fatto persino nomi dei giornalisti di Libero, il Giornale e l’Esagono che, a suo dire, sarebbero stati a “libro paga” di Ponzoni.
Infine il congedo dai suoi figli come se fosse già morto. «Non preoccuparti, io vedo lo stesso quello che fai».
«MODIFICHE URBANISTICHE CON TANGENTI». In un interrogatorio ai pm, Pennati ha rincarato la dose di accuse, parlando di Piano di governo del territorio (Pgt): «Una modifica urbanistica da un'area agricola a una edificabile non avveniva a Desio senza pagamento di 'tangenti'».
Ponzoni, sempre lui, al centro di tutti i giri di denaro: secondo Pennati raccoglieva «soldi e regali da tutti».
INTERROGATORI IL 18 GENNAIO ALLE 9.30. Gli interrogatori sono in programma per la mattina del 18 gennaio alle 9.30: il gip monzese Maria Rosaria Correra comincia con Antonino Brambilla, vicepresidente della Provincia di Monza e Brianza ora in carcere.
Poi davanti al giudice pronti a comparire anche l'imprenditore Filippo Duzioni e poi l'ex sindaco di Giussano Franco Riva e l'ex assessore provinciale e tecnico del Comune di Desio Rosario Perri.
Formigoni attacca: «In Regione nulla da rimproverarci»
In tutta questa giornata caotica si è registrato anche lo sfogo senza freni di Roberto Formigoni: «La giunta di Regione Lombardia», ha detto su Ponzoni, «non ha nulla da rimproverarsi, siamo di fronte a comportamenti personali, di cui rispondono le persone come in un regime democratico succede».
«ATTACCO SINISTRA-STAMPA CONTRO DI ME». Tutte queste polemiche sull'operato della Regione Lombardia sarebbero, insomma, «una questione politica, è un attacco diretto della sinistra contro il Pdl e contro di me, una sinistra che è tutta giustizialista, che si comporta come corvi, che schiera le sue corazzate nella stampa e nella televisione, basta leggere la Repubblica, la Stampa, il Fatto Quotidiano, bastava guardare l'Infedele, o La 7».
Un'autentica sfuriata: «Sembra che l'imputato sia Formigoni. Di Ponzoni praticamente non parla nessuno se non per attaccare Formigoni. Ma si illudono se pensano di delegittimare l'esperienza politica di Regione Lombardia, che è la Regione migliore d'Italia».
PD: «ANCORA PAROLE FARNETICANTI». Il capogruppo del Partito democratico in Regione Lombardia, Luca Gaffuri, ha replicato duramente: «Anche questa volta abbiamo sentito dichiarazioni farneticanti del presidente Formigoni. Di fronte a un reale problema politico che dovrebbe preoccupare innanzitutto il presidente votato dalla maggioranza dei lombardi, non trova di meglio da fare che attaccare l'opposizione, i giornali e le televisioni: un film già visto insomma».
La soluzione? Le urne: «Noi ribadiamo la nostra richiesta», ha dichiarato ancora Gaffuri, «occorre una nuova legge elettorale in tempi brevi e subito dopo bisogna andare al voto. Gridare al complotto è francamente incomprensibile».
Martedì, 17 Gennaio 2012
(2)
sempre peggio......
partiamo dal fondo: il PD vuole le votazioni? ...e per chi dovremmo votare?!?! Alle votazioni ci andremo (noi cittadini) quando si sarà fatta piazza pulita al parlamento!!!!! Non c'è più un partito che ci dia fiducia, ogni giorno esce un pezzo di marcio da quel transatlantico!!!! Mi chiedo inoltre, perchè non si faccia una legge, dove, nel momento in cui si accerti che queste persone hanno RUBATO soldi pubblici (vedi inizio articolo) non gli sequestri tutto, andando anche indietro di due generazioni, in modo da far si che venga restituito al popolo sovrano, il mal tolto.....Scusate il giro di parole, ma sono troppo inc...ta per riuscire ad esprimermi meglio!!!!!!!!!!!!!Politici: vergognatevi, fate sempre più schifo!!!!!!!!!!!!!!!
Crac Pellicano: Ponzoni si dimette e va in carcere
Formigoni la smetta di dire:" siamo di fronte a comportamenti personali " è il male del PDL, dopo mani pulite faremo piazza pulita, senza i voti procurati da esponenti indagati non esisterebbe il PDL. Se fate tutti un passo indietro pulitevi i piedi
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