IL DECRETO

Milleproroghe: precoci e esodati, la pensione è ok

Ma ci rimettono gli autonomi: per loro c'è l'aumento delle aliquote.

20 Gennaio 2012

Sono salve le pensioni di lavoratori precoci e esodati. Ma se non si allarga la coperta rischiano di rimetterci i lavoratori autonomi. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera hanno approvato l'emendamento dei relatori al  decreto legge Milleproroghe che esclude le categorie deboli dalla riforma delle pensioni voluta dal ministro Elsa Fornero. Per giorni si è tentato di far quadrare i conti (approfittandone anche per infilare condoni a favore della Casta), ma il nodo non si è sciolto, anzi, si è stretto in un tiro alla fune tra gli uffici del Tesoro e quelli del Welfare.
«CHIEDERE A CHI HA DI PIÙ». Il dicastero guidato dalla professoressa torinese si è schierato a favore della copertura pensionistica per le categorie a rischio, ma anche contro la soluzione proposta dai relatori in commissione e cioè l'aumento delle aliquote contributive per gli autonomi.
«Per trovare le risorse», viene suggerito da fonti vicine al ministro, «si potrebbe chiedere un aiuto a chi ha di più». Non starà forse parlando di patrimoniale? L'ultima parola spetta in ogni caso all'Aula, dove il decreto è atteso lunedì 23.
Intanto la commissione ha dato il via libera al decreto con entrambe le correzioni: quella che dà a esodati e precoci e quella che toglie a artigiani e commercianti.
LEGA IN RIVOLTA; SÌ DELL'IDV. Rivolta dei leghisti: «Il governo si è dimostrato scandaloso: su nostra pressione ha dovuto ammettere i propri errori iniziali ma invece di pagarne le conseguenze in prima persona le ha scaricate sui lavoratori autonomi e le partite Iva». E voto favorevole anche dei dipietristi che alla fine hanno votato sì a tutto il pacchetto, compreso il condono dei manifesti abusivi dei partiti. «L'approvazione, sia pur parziale, di un emendamento proposto da noi che affronta il problema del pensionamento dei lavoratori precoci e di quelli esodati ci ha portato a dare un giudizio complessivamente positivo. Per la nostra valutazione definitiva», ha spiegato il vicepresidente Antonio Borghesi, «attendiamo anche la conclusione dell'iter in aula la prossima settimana

Per precoci e esodati pagano gli autonomi

FINO AL 2017 PENSIONE OK PER I PRECOCI. L'emendamento a favore dei lavoratori precoci (quanti hanno iniziato a lavorare sotto i 20 anni), stabilisce che essi, fino al 2017, potranno andare in pensione con 42 anni di contributi senza le penalizzazioni previste dalla riforma, anche se non avranno compiuto i 62 anni di età. L'anzianità contributiva dovrà dipendere solo dagli anni effettivamente lavorati, includendo i periodi di astensione obbligatoria (maternità e militare), di astensione per infortunio e malattia e di cassa integrazione ordinaria.
L'emendamento interviene anche sugli 'esodati', cioè quanti hanno sottoscritto un accordo con l'azienda in crisi per dimettersi, pensando di poter andare in pensione entro qualche mese, e la riforma previdenziali li lascia ora senza pensione e senza lavoro. Essi potranno andare in pensione con le vecchie regole.

CONTA ANCHE LA CASSA INTEGRAZIONE. Inoltre l'emendamento prevede che le penalità non siano applicate se l'anzianità contributiva derivi da prestazione effettiva di lavoro includendo non solo i periodi di astensione obbligatoria (maternità e militare) ma anche «infortunio, malattia e cassa integrazione ordinaria».
Arrivano però, rispetto a un primo testo, anche paletti temporali: potranno andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica senza avere penalizzazioni i lavoratori precoci che hanno maturato «il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017». Scadenza che nelle intenzioni iniziali del governo, riferiscono fonti parlamentari, sarebbe dovuta essere molto più vicina: l'ipotesi più caldeggiata sarebbe stata il 2013.

ESODATI, PREVIDENZA ANCHE PER ACCORDI COLLETTIVI. Novità anche sul fronte dei cosiddetti 'esodati': potranno accedere al trattamento previdenziale non solo i lavoratori che hanno accettato di lasciare un'azienda in crisi con la prospettiva di andare in pensione «in ragione di accordi individuali», ma anche quanti lo hanno scelto «in applicazione di accordi collettivi di incentivo all'esodo stipulati da organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale».

AUMENTO DELLE ALIQUOTE PER GLI AUTONOMI. La copertura viene assicurata con l'aumento progressivo dei contributi di artigiani, commercianti e coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alle relative gestioni autonome dell'Inps: si parte con un +0,01 nel 2013 a cui nel 2014 si aggiunge un altro +0,04%, che aumenta ancora di un ulteriore 0,05% sia nel 2015 sia nel 2016 «fino a conseguire un incremento complessivo di 0,15 punti percentuali». C'è poi una «clausola di salvaguardia» qualora le risorse non dovessero bastare, se la platea dei beneficiari sarà più ampia del previsto: viene innalzato il contributo dei datori di lavoro per i fondi riguardanti gli ammortizzatori sociali.

Gli altri emendamenti

SÌ A FRANCHIGIA FISCALE PER TRANFRONTALIERI. I cittadini italiani che lavorano a San Marino e nel Principato di Monaco avranno anche per il 2012 la franchigia al momento di pagare le tasse, anche se quest'anno scende da 8 a 6,7 mila euro. In assenza di accordi tra l'Italia e questi due piccoli Stati, i cittadini italiani che vi lavorano pagano due volte le tasse. Per sopperire a questo inconveniente in passato è stata concessa una franchigia, che però scadeva nel 2011. Un emendamento di Massimo Vannucci (Pd) prevedeva una proroga di tale beneficio; il governo ha chiesto una riduzione per problemi di copertura, accettata dallo stesso Vannucci. La proposta è poi stata approvata all'unanimità. «Visto che imponiamo sacrifici a tutti i cittadini ci può stare che quest'anno li chiediamo anche ai transfrontalieri. L'importante però è che la franchigia sia stata confermata».

DIMEZZATA PROROGA APPLICAZIONE INTRAMOENIA. Le commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera hanno approvato due emendamenti al Milleproroghe che portano novità importanti nel campo della Sanità: essi infatti dimezzano i tempi dell'applicazione della legge sull'intramoenia allargata, così come prevedeva il testo originale del decreto. La norma transitoria della legge sull'intramoenia allargata, la 120 del 2007, aveva prorogato la sua entrata in vigore, che poi è stata ulteriormente dilazionata di anno in anno. Il Milleproroghe faceva altrettanto rinviandone l'applicazione al 31 dicembre 20012. L'emendamento di Margherita Miotto (Pd) riduce al 30 giugno tale rinvio.
Un secondo emendamento della stessa parlamentare riduce dal 31 dicembre 2014 al 30 giugno 2012 i termini entro cui dovranno essere pronte le strutture per poter effettuare l'attività intramoenia. «Ormai è stato utilizzato il 90% delle risorse per la costruzione delle strutture e quindi siamo pronti per applicare la legge 120 e la moralizzazione che essa ha introdotto».

DISCUSSIONE SULL'IPPICA RIMANDATA. Il tema della proroga dei fondi a favore dell'ippica è stato rimandato alla discussione dell'aula di Montecitorio lunedì 23 gennaio. Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno infatti accantonato l'emendamento su questo argomento su richiesta del governo, che sta cercando le coperture necessarie. Un emendamento di Giuseppe Marinello (Pdl), sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari, prevedeva la proroga a tutto il 2012 dei benefici del decreto 185 del 2008 in favore dell'ippica. Al momento del voto, ieri sera, il sottosegretario Gianfranco Polillo ha chiesto di rinviare la discussione per riflettere e trovare una copertura finanziaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

rboruby 21/gen/2012 | 11:51

x la redazione :manca una buona parte del mio precedente commento, eppure non penso di avere meritato la censura

rboruby 21/gen/2012 | 11:28

altra manovra per mettere le categorie una conto l'altra
mentre a noi ci mettono elegantemente. le penalità sulle pensioni ,( solo graziando una parte, alla quale appartengo) creano una disparità nel confronto degli altri lavoratori ,cosa che ritengo illeggittima , ma come,, loro non possono mettere mano alle indennita' dei parlamentari perkè spetta al Parlamento, e a noi lavoratori che li manteniamo possono decidere di affamarci

tonio61 20/gen/2012 | 22:51

Non e' giusto
Sono nato nel giugno del 1961 , a luglio 1976 a 15 anni e un mese ho iniziato a lavorare.
sono un bancario dal febbraio 1982 a dicembre 2012 dovevo entrare nel fondo di solidarieta' delle banche con 36 anni di contributi (che mi accompagnava alla pensione con 5 anni di contributi).
con la riforma perdo, il fondo (perche' obbligano le banche a terci nel fondo fino a 60 anni)
come lavoratore precoce non riesco in quanto da emendamento odierno arriva fino al 2017 con 42 anni
io nel 2017 ne ho 41, oltre a pensare che dovro' lavorare ancora 11 anni, per non pagare le penalizzazioni
non mi sembra giusto , che io debba lavorare 47 anni e comunque arrivare alla somma che avrei percepito con i vecchi 40 anni(norma riforma pensione di dicembre 2011)cosa che nessuno dice e nessuno spiega che le penalizzazione e' per sempre anche dopo aver compiuto i 62 anni.
non voglio offendere nessuno ma mi sembra una ingiustizia, vogliono che continui a lavorare ma non percepiro' niente, capisco aiutare il paese,L' HO SERVITO e l'ho difeso con la divisa da carabiniere , ma sono arrabbiato, per queste inesattezze e mancata informazione, e i partiti dove sono?a dimenticavo sono in pensione, senza decurtazione.

rboruby 20/gen/2012 | 15:28

perchè I LAVORATORI PRECOCI SONO RICONOSCIUTI solo entro il 2017???
Scusate ma se uno è stato licenziato per fallimento della società, e quindi ha perso 16 mesi di lavoro prima di trovare una nuova occupazione magari perchè donna sposata che poteva andare in maternità , e non riesce ad arrivare all'eta pensionabile nel 2017 ma all'inizio del 2019 non è più un lavoratore precoce??Io penso che se continuano a fare disposizioni di legge le persone che vivono nel loro mondo dorato , per noi poveri cristi non cambiera mai nulla!!!!! Ricordate senza aggiungere nulla, che indicherò poi in seconda parte. dei loro patrimoni e rendite ...., la riforma delle pensioni e' stata effettuata da Monti e Fornero che sono entrambi già in pensione con la vecchia pensione (e che Pensione) e poi fanno le sceneggiate facendo finta di piangere (E' ANCHE VERO CHE LORO VIVENDO NEL MONDO ATIPICO DELLE UNIVERSITA' , NON SI RENDONO CONTO DELLA REALTA' LAVORATIVA DEI POVERACCI E NEPPURE DELLA STANCHEZZA FISICA , NON TUTTI STANNO DIETRO AD UNA CATTEDRA A GIUDICARE GLI STUDENTI ...., MA VISTO CHE HANNO STUDIATO TANTO E BENE IMPARINO ALMENO COS'è L'EQUITA'!

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