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Politica 

ELEZIONI

Russia, Putin corre solo

I due sfidanti a rischio eliminazione per firme false.

di Stefano Grazioli

Articolo completo

Dovevano essere i magnifici sette. Sette candidati per la poltrona del Cremlino attualmente occupata da Dmitri Medvedvev e prenotata per i prossimi sei anni da Vladimir Putin (guarda il video).
In sei si erano registrati per sfidare, senza troppe speranze, il vecchio e nuovo Zar, che nelle ultime settimane non aveva dimostrato troppe preoccupazioni, forte della debolezza intrinseca della variegata opposizione e dei sondaggi che lo davano e lo danno in risalita, oltre quel 50% delle preferenze che gli eviterebbe di passare al ballottaggio (52% secondo i numeri di Vtsiom pubblicati il 14 gennaio scorso).
Ora i sei rischiano di rimanere in quattro, se la Commissione elettorale squalificherà dalla corsa Grigori Yavlisnki e Dmitri Mesenzev, la cui documentazione per la candidatura è stata dichiarata incompleta.
LA QUESTIONE FIRME FALSE. Per il leader liberale di Yabloko e il governatore di Irkutsk, i guai arrivano dal fatto che molte delle firme messe a sostegno delle loro liste sarebbero false. Un po’ troppe, visto che se è previsto un 5% di bonus, anche questo se lo sarebbero giocato.
La legge russa prevede che i candidati che non sono supportati da un partito presente in parlamento debbano presentare 2 milioni di firme. Inizialmente viene controllato un campione del 20%, se vengono riscontrate irregolarità si procede a un ulteriore esame, che in questo caso è previsto entro il prossimo 28 gennaio.
C’è insomma ancora qualche speranza che i sette tornino al completo, anche se l’eliminazione di due concorrenti farebbe senza dubbio il gioco di Vladimir Vladimirovich.

Mikhail Prokhorov, unico candidato indipendente

Non tanto perché i due in questione siano agguerriti avversari: Yavlinski ha ottenuto il 4 dicembre il 3,6% dei voti, secondo l’ong Golos anche senza brogli avrebbe raggiunto poco più del 4%, meno di 3 milioni di voti, mentre Mesenzev è in realtà un jolly putiniano e la sua estromissione farebbe il pari con quella del capo dei liberali. Quanto perché gli elettori moderati potrebbero starsene a casa o andare a votare quello che sarebbe l’unico candidato indipendente rimasto, il miliardario Mikhail Prokhorov.
L’oligarca filocremliniano non ha avuto nessun problema di registrazione e nonostante i sondaggi lo mettano rasoterra (3%, come Sergei Mironov, leader di Russia Giusta) è - a livello mediatico - sempre molto presente. Secondo alcuni osservatori, nel caso di un ballottaggio potrebbe essere il candidato preferito da Putin, che sarebbe pronto a regalargli un posto nel prossimo governo.
IL POTERE CREATO PER L'UOMO. Come l’attuale primo ministro, Prokhorov ha presentato il suo programma (intitolato Presente e Futuro ), spiegando che «non è l'uomo a essere stato creato per il potere, ma il potere per l'uomo».
E se per Vladimir Vladimirovich «il principio di base è quello del potere centralizzato nelle mani di un'unica persona, il compito principale dello Stato è quello di controllare l'economia e la società, la sua base sociale è quella della burocrazia e delle forze dell'ordine», per Mikhail Dimitrevich «il valore principale è la persona, la sua dignità e la sua libertà; la priorità dello Stato è la difesa della proprietà privata; la risorsa primaria per lo sviluppo del Paese è l'iniziativa privata dei cittadini». Saranno gli elettori a giudicare.

Gennady Zyuganov, il numero uno dell'opposizione

Più probabilmente il rivale più pericoloso, si fa per dire, è Gennady Zyuganov. Il numero uno dei comunisti (secondo partito a dicembre con quasi il 20% e, secondo Golos, il più defraudato dalle manipolazioni) è non solo il primo degli inseguitori nei sondaggi (11%, davanti al nazionalista Zhirinovski con il 9%), ma soprattutto è colui che è riuscito a saldare parte dell’opposizione alla Duma con parte dell’opposizione extraparlamentare.
FRONTE ESTREMISTA RAFFORZATO. L’alleanza tutta in rosso annunciata qualche giorno fa con il giovane capo del Fronte della sinistra Sergei Udaltsov è adatta per rafforzare il fronte estremista, ma rischia di spaventare gli elettori moderati che in Russia, come altrove, costituiscono la maggioranza del corpo elettorale.
Udaltsov, finito come Alexei Navalny qualche giorno in carcere dopo le proteste di dicembre, è un po’ il contraltare a sinistra del blogger anticorruzione che sta invece a suo agio più sulla destra nazionalista.
I due sono stati fra i trascinatori delle masse che si sono riversate il 10 e il 24 dicembre per le strade di Mosca chiedendo elezioni libere e le dimissioni di Putin e ora hanno preso strade diverse. Non è ancora ben chiara la strategia di Navalny, alla vigilia della prossima manifestazione del 4 febbraio, anche se è probabile, soprattutto se Yavliski verrà davvero escluso, che chiamerà il suo popolo a disertare le urne a marzo per non votare nessun candidato di facciata. 

Martedì, 24 Gennaio 2012


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Vladimir Putin, presidente russo.

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Commenti (1)

mario221 25/gen/2012 | 18:39

lasiatelo correre la steppa è grande!!!

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