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Politica 

IL PERSONAGGIO

Alfano, strane amicizie

Chi è Rivellini, pluri indagato che ospita il segretario Pdl.

di Enzo Ciaccio

Nel centrodestra napoletano in molti si chiedono preoccupati se non sarebbe opportuno che qualcuno spiegasse al segretario nazionale del Popolo della libertà Angelino Alfano chi sia Crescenzio Rivellini. L'europarlamentare, ex Alleanza nazionale, ex Futuro e libertà e ora berlusconiano, è stato più volte indagato dai magistrati di varie procure. Probabilmente Alfano non conosce il passato di «Enzo» Rivellini, che il 30 gennaio ospita a Napoli il segretario del Pdl per la presentazione libro di Alfano, La mafia uccide d’estate.
ALFANO OSPITE DEI BRIGANTI. Nel partito degli onesti si sono chiesti se il segretario non fosse stato avvertito della condanna per bancarotta subita da Rivellini e di che cosa lo attenda in Campania. Alfano, la cui presenza è stata confermata il 26 gennaio dallo stesso «Enzo», è destinato infatti a farsi ospitare a Palazzo Partanna da un pluri indagato e da Mezzogiorno di fuoco, l'associazione della cosiddetta Lega dei briganti, una sorta di anti bossismo in chiave sudista.
E di occasioni per parlare con Alfano ce ne sarebbero pur state, visto che in contemporanea con le parole di Rivellini, Nitto Palma, neo commissario del Pdl campano per la gestione del dopo Cosentino, aveva indetto una conferenza stampa.

Pericolo di una gaffe politica e mediatica

Nessuno nel partito vuole criminalizzare Rivellini. Però l’inquietudine cresce. Come la paura di inciampare in una micidiale gaffe politica e mediatica.
L’eurodeputato anti Lega Nord che voleva imporre ai consiglieri regionali campani di «firmare il cartellino», vanta un fisico asciutto, longilineo, i candidi capelli vaporosi e fluenti, le cravatte sgargianti, un eloquio fluido che a Bruxelles ha di recente tracimato in un discorso tenuto in rigoroso dialetto napoletano. La performance, incomprensibile per i colleghi europei, ha suscitato entusiasmo del leghista Mario Borghezio che ha plaudito al «coraggio separatista» del napoletano.
La compagna di Rivellini, Bianca D’Angelo, imprenditrice, è stata eletta in Consiglio regionale con quasi 15 mila voti. Lui, quando si candida, viaggia invece sul filo delle 100 mila preferenze.
TRUFFE E DANNI ALLO STATO. Forza elettorale a parte, il problema (ingombrante e delicato) è che all’eurodeputato non sono finora mancati i dispiaceri giudiziari. Sotto indagine per truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ci è finito quando era consigliere in Regione Campania per colpa di una storia di rimborsi chilometrici.
I magistrati - informati da un teste, il politico Salvatore Ronghi, oggi nel Movimento per le autonomie - si erano talmente convinti che Rivellini e altri tre consiglieri avessero presentato certificati falsi per far risultare le loro residenze assai lontane dalla sede di lavoro (così da acquisire il diritto ai mega rimborsi), da chiederne addirittura gli arresti domiciliari, poi ritenuti superflui dal giudice.
L'OMBRA DELLA CAMORRA IN RECAM. Dal 2 marzo 2006 Rivellini sarebbe andato a vivere a Falconara Albanese, nei pressi di Cosenza. C’è da precisare che da queste accuse (a 39 mila euro ammontava la somma che avrebbe indebitamente intascato) lui si è sempre difeso strenuamente: «Nessuno mai mi ha chiesto chiarimenti e sono da sempre residente fuori Napoli».

L'ombra della camorra nella carriera di amministratore del politico

Ma qualche imbarazzo e molte critiche gli sono piovute addosso anche a causa del suo incarico di amministratore delegato della Recam (oggi Astir), una società pubblica regionale che avrebbe dovuto occuparsi di bonifiche e che è stata accusata di aver affidato servizi anche a ditte in odore di camorra.
Fu Rivellini a nominare nel 2003 come direttore tecnico della Recam Antonio Scialdone, 39 anni, di Vitulazio, che poi è diventato direttore del Consorzio unico di bacino Napoli-Caserta, figlio del Consorzio Ce4 per i magistrati «intriso» di collusioni e affari illeciti.
Nel 2009 Scialdone è poi approdato al consorzio unico di bacino e a nominarlo - nell'occasione - fu Enrico Fabozzi, consigliere regionale del Partito democratico di recente arrestato con l’accusa di aver favorito il clan dei Casalesi.
APPALTI A CHI NON HA REQUISITI. Da direttore tecnico della Recam (che oggi lamenta i conti in profondo rosso), Scialdone è stato accusato di aver affidato nel 2004 la gestione dei rifiuti di Nola dei Regi Lagni a una società, la Sem, che non aveva i requisiti e che - secondo la procura - avrebbe smaltito falsificando i codici.
La Sem - per la direzione distrettuale antimafia - sarebbe riconducibile al cognato del boss Domenico Belforte, capo del clan dominante a Marcianise, che la userebbe per pulire il suo denaro sporco. Scialdone, insieme con gli esponenti del clan Belforte, è stato oggetto di un decreto di sequestro dei beni.
In svariati documenti sindacali, i lavoratori della Recam hanno accusato Rivellini e gli altri dirigenti di «assunzioni clientelari, acquisti scellerati» e tanto altro ancora.
MAZZETTE NASCOSTE NEI RIFIUTI. Il nome di Rivellini è comparso - ma dopo lunghe indagini per lui è stata chiesta l’archiviazione - anche in una vicenda relativa a una maxi-tangente di 400 mila euro pretesa in cambio del diritto di sversare i rifiuti nella discarica di Lo Uttaro nel Casertano: la mazzetta sarebbe stata trasportata - come ha riferito l’imprenditore Pietro Amodio, titolare di una rivendita di auto di lusso a Caserta - da Casagiove al Centro direzionale di Napoli in contanti nascosti dentro i rifiuti.
A ritrovarsi il dito puntato addosso furono un boss di camorra condannato all’ergastolo (tal Antimo Perreca), un funzionario del consorzio Ce3, Scialdone e Rivellini, all’epoca consigliere regionale. L’imprenditore Amodio giurò di aver consegnato la forte somma a Scialdone, e raccontò anche di un’autovettura che - secondo il teste - era destinata alla moglie di Rivellini.
CONDANNA PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA. Verità o finzione? L’europarlamentare del Pdl ha ammesso di aver conosciuto Scialdone, ma ha negato di averlo mai favorito. Le accuse dell’imprenditore casertano non sono state comunque corredate da prove adeguate. Perciò, per l’inquietante vicenda è stata chiesta l’archiviazione.
Di Rivellini si è occupata anche la guardia di finanza di Benevento nel 2009, a proposito di una società («Ma all’epoca già non me ne occupavo più», si è difeso l’accusato) che avrebbe percepito contributi pubblici senza averne diritto.
Una condanna, invece (a tre anni e sei mesi, per bancarotta fraudolenta), Rivellini l’ha subìta in primo grado nel 2007 dal tribunale di Sciacca. Riguarda il crac, in concorso con altri, della società Gorigomma. Ma una parte di essa gli è stata condonata.

Venerdì, 27 Gennaio 2012


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Commenti (10)

lettore 30/gen/2012 | 23:46

il bassolinismo non era finito da un pezzo ?
ciaccio ciaccio...il bassolinismo e bassolino sono finiti da un pezzo e tu ancora a caccia di fantasmi stai ? ma come ? sto pdl sarebbe tutto in odore di camorra e poi non ha neanche un condannato con sentenza deifnitiva degno di questo nome ? ma nel periodo dello strapotere bassoliniano dove camorra, appalti, rifiuti andavano tutti a braccetto, e di amici pericolosi donn'antonio ne aveva tanti, Tu dove stavi ? non ricordo molte inchieste nè Tue nè tantomeno del mattino su questi temi...non è che tutto st'odore di camorra del pdl che vai cercando puzza un po' di faziosità politica ?

gianino42 30/gen/2012 | 08:58

"gli amici"
Nel PDL la camorra e la mafia sono di casa.

saverio71 28/gen/2012 | 23:17

aridatece 'o mericano
angelino non sa no0n c'era se c'era dormiva nitto palma peggio ancora ma allora aridatece Nick 'o mericano!!!!!!

giggino 27/gen/2012 | 21:49

complimenti alla signorina
ma avete visto chi ha nominato nitto palma come suo vice? ha nominato il casertano mario landolfi, sì avete capito bene. rivellini, rispetto a landolfi, è una signorina di buona famiglia

mario221 27/gen/2012 | 20:45

Berlusconi ha portato una ventata di sana e buona mafia nel PDL Angelino ringrazia...
Popolo Italiano prima di votare ragiona un momentino poi fai tu, ,a pensa dove siamo arrivati e quali sacrifici dobbiamo ora fare GRAZIE AL GOVERNO BERLUSCONI, la Mafia si sta espandendo in tutta l'Italia il governo di berlusconi asseriva di conbatterla, ma nella realtà spogliava i tribunali, riempiva di improperi la magistratura, la polizia non aveva neppure la benzina , mi fermo qui sono nauseato!! Berlusconi che tu sia maledetto sino all'ultimo dei tuoi giorni

salvio1977 27/gen/2012 | 20:09

cominciate bene
ho letto che nitto palma ha incontrato a napoli alfonso papa. cominciamo bene.

salvio1977 27/gen/2012 | 16:27

suvvia, angelino non può non sapere. e, se non lo sa, che razza di segretario nazionale è?

frenk 27/gen/2012 | 13:26

PDL
forse il significato del loro nome è proprio questo, essendo gente che frequenta il carcere, gli viene voglia di libertà, da quì il nome.

audere semper 27/gen/2012 | 12:21

chi si assomiglia, si piglia...
Recita un vecchio detto popolare

jan 27/gen/2012 | 11:44

Alfano, amicizie pericolose
Nel PDL se non sono indagati non li vogliono, così si distinguono e si riconoscono

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