Politica
ANNO GIUDIZIARIO
Canzio: «La prescrizione è agente patogeno»
Il ministro Severino a Catania. A Napoli avvocati imbavagliati.
Il presidente della Corte d'Appello di Milano, Giovanni
Canzio ha detto che «non è sostenibile l'attuale
disciplina sostanziale della prescrizione del reato, nella parte in cui
estende i suoi effetti sul processo penale» perché «si rivela
in realtà come un agente patogeno» e «incentiva strategie
dilatorie della difesa».
Canzio ha ammesso sì che la prescrizione «può anche
sollecitare, come agente terapeutico, maggior rigore ed
efficienza organizzativa laddove non sia pervasiva e si configuri
come esito assolutamente eccezionale, non ordinario».
L'ESTINZIONE DEL REATO. Ma per il presidente
della Corte d'appello «oggi si rivela in realtà come un
agente patogeno» in quanto «induce premialità di fatto,
scoraggia le premialità legali e trasparenti dei riti
alternativi, incentiva strategie dilatorie della difesa,
implementa oltre ogni misura il numero delle impugnazioni» in
vista dell'estinzione del reato.
PROSCIOGLIMENTO NEL TEMPO. Ne consegue dunque lo
«scivolamento ineluttabile del processo verso il
proscioglimento» per «il mero decorso del tempo, a cui la
difesa dell'imputato ha il pieno diritto di tendere'
assieme però al 'fallimento» dell'accertamento della
verità e della «ricostruzione probatoria del fatto e con la
sconfitta dell'ansia di giustizia delle vittime e della
collettività».
Per Santacroce c'è un clima diverso
Il clima è cambiato. Così il presidente della corte
d'appello di Roma, Giorgio Santacroce, ha esordito nella sua
relazione sull'amministrazione della giustizia in occasione
dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.
«Sul fronte dell'amministrazione della giustizia, sul fronte
dell'anno che ci siamo lasciati alle spalle, il clima è
decisamente cambiato. Nell'inverno del nostro scontento ci
siamo scoperti più sobri e più seri», ha detto Santacroce.
IL RUOLO DEI MAGISTRATI. Dal canto suo il
presidente della corte d'appello di Roma ha detto che una
«idea di magistrato avulso da frequentazioni inopportune, dalla
ricerca di vetrine di visibilità e da coinvolgimenti esterni»
può sembrare «anacronistica e fuori dal tempo, ma rimane
l'unica via praticabile per evitare che il magistrato non
abdichi alla sua fondamentale funzione di garanzia e di controllo
della legalità, che costituisce il fondamento del suo ruolo
istituzionale, venendo meno al dovere di essere soggetto soltanto
alla legge».
SEVERINO A CATANIA. Nel giorno
dell'inaugurazione dell'anno giudiziario che si celebra
nelle corti d'appello di tutta Italia, il ministro della
Giustizia, Paola Severino, ha scelto di essere a
Catania, «esempio virtuoso, dimostrativo del fatto che il
recupero di efficienza della giustizia prescinde dalle
localizzazioni geografiche».
«In Sicilia la criminalità organizzata rende diverso e più
oneroso il lavoro quotidiano, impone di tenere alta
l'attenzione per evitare coinvolgimenti in circuiti di
malaffare o peggio infiltrazioni dentro le istituzioni», ha
detto il ministro Severino. «Qui si vive in prima linea», ha
spiegato «e i risultati lusinghieri sono stati pagati a
caro prezzo dai servitori dello stato. A chi mi chiede chi me lo
fa fare rispondo come Falcone: lo spirito di servizio».
Gli avvocati si imbavagliano a Napoli
Hanno protestato gli avvocati alla cerimonia di
inaugurazione dell'anno giudiziario a Napoli. I consiglieri
dell'Ordine hanno scelto di seguire la relazione in piedi e
imbavagliati.
I legali sono contrari alle iniziative del Governo e in
praticolare ritengono inaccettabile che tutti i provvedimenti
adottati «con il presto della riduzione del debito pubblico
siano, in realtà, il mezzo per la tutela di interessi economici
bene individuati a discapito dei valori fondamentali della
persona».
IL CEROTTO SULLA BOCCA. Gli esponenti del
Consiglio degli Avvocati di Napoli - aderendo a una protesta a
livello nazionale - sono entrati nel Salone dei Busti di Castel
Capuano con un cerotto sulla bocca. «E' assolutamente
inaccettabile l'attacco sferrato al funzionamento della
giustizia, in danno ai cittadini e all'Avvocatura» si legge
in un volantino che hanno distribuito «Inaccettabile che la
professione forense venga assimilata alla vendita di merci e
valutata solo per il prezzo al ribasso e che la giustizia sia
ridotta a un esercizio per ricchi».
Sabato, 28 Gennaio 2012
(1)
gli avvocati e notai hanno rotto
in un paese dove si vuole tenere ignorante la gente,dove gli avvocati ci navigano nell'ignoranza del popolo,e' ora di fare riforme vere.i professionisti non devono essere dei privilegiati,ma gente come tutti gli altri che lavorano onestamente.Notai e avvocati classe troppo privilegiate che bloccano gli stimoli e l'evoluzione del paese.
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