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Politica 

SCANDALI

Wulff, il cerchio si stringe

Un'altra grana per il presidente tedesco: l'ex portavoce Glaeseker accusato di corruzione.

di Pierluigi Mennitti

da Berlino

Si stringe il cerchio attorno al presidente tedesco Christian Wulff. Dopo le accuse di aver ottenuto un prestito agevolato da un imprenditore amico quando era alla guida del Land della Bassa Sassonia e di aver premuto su alcuni giornali per impedire la pubblicazione di inchieste, un nuovo caso lo ha coinvolto nelle settimane scorse in maniera fino a oggi indiretta.
FESTE GRATIS E BIGLIETTI AEREI. Il suo ex portavoce, Olaf Glaeseker, è stato accusato di aver mescolato ruolo pubblico e affari privati, trafficando con Manfred Schmidt, manager di grandi eventi, in cambio di buoni contatti per ottenere sponsorizzazioni per la manifestazione “Nord-Süd-Dialog”, Glaeseker avrebbe ricevuto da Schmidt inviti gratis a feste private e biglietti aerei su voli di linea.
Ma adesso il quotidiano Bild ha scoperto che giovedì 26 gennaio, alle 10 del mattino, una spedizione composta da un procuratore della Repubblica di Hannover e un non precisato numero di funzionari del tribunale ha perquisito per conto della polizia criminale federale l’ufficio che Glaeseker ha occupato nel palazzo presidenziale di Schloß Bellevue fino a poco prima di Natale, quando diede le proprie dimissioni tra la sorpresa di tutti.
«È un avvenimento straordinario nella storia della Bundesrepublik», ha scritto il quotidiano popolare che è riuscito a scovare la notizia, «per la prima volta la giustizia si ritrova a indagare nel ristretto ambiente del presidente federale».
POSSIBILE ACCUSA DI CORRUZIONE. Sul capo di Glaeseker pende l’accusa di corruzione. Per cercare le prove, gli investigatori hanno messo sottosopra il suo ex ufficio nel palazzo presidenziale, sequestrando documenti e dati conservati nel computer, che ora dovranno essere studiati a Hannover. Nei giorni scorsi, erano già state perquisite le abitazioni private del manager e dell’ex portavoce a Hannover e Berlino.

I sospetti sull'abitudine politica ai favori

I sospetti coinvolgono Glaeseker ma contengono una coda amara per il presidente: la manifestazione privata “Nord-Süd-Dialog” è stata organizzata dal 2007 al 2009 da Manfred Schmidt, con l’obiettivo di favorire i rapporti tra gli imprenditori di due regioni tedesche, il Baden-Württemberg a Sud e la Bassa Sassonia a Nord.
Oltre all’aiuto interessato di Glaeseker nella ricerca di sponsor, il ministero dell’Agricoltura di Hannover avrebbe finanziato l’acquisto di alcuni libri strenna regalati agli invitati, una circostanza che lo stesso Wulff escluse di fronte al Parlamento regionale.
UN NUOVO COLPO. Ma a Berlino è evidente a tutti che la presenza del procuratore e dei suoi uomini nelle sale di Schloß Bellevue rappresenti un nuovo, duro colpo di immagine per il presidente e per tutta la Germania.
L’ex portavoce è stato negli anni uno dei collaboratori più fidati di Christian Wulff, l’uomo che gli ha organizzato e gestito le campagne elettorali, che gli è stato accanto nella sua ascesa politica, dalla Bassa Sassonia allo scanno più rappresentativo della scena politica tedesca. Sempre insieme, come due gemelli.
Per questo, la posizione del presidente si fa sempre più difficile. Nel migliore dei casi, l’opinione pubblica gli imputa la responsabilità nella scelta di uno dei collaboratori più stretti. Ma c’è anche chi sospetta che l’abitudine a scambiare favori con favori sia stata una costante della vita politica di Wulff.

Il critico Reich-Ranicki: «Wulff deve dimettersi»

Finora il presidente ha potuto contare sull’appoggio della Cancelliera, che ha supportato la sua tenace linea difensiva adottata fin dal giorno in cui venne alla luce il primo scandalo. Ma chi conosce bene Angela Merkel sa quanto quel sostegno sia a tempo: resterà tale fino a quando i sondaggi elettorali non mostreranno qualche crepa. La Cancelliera non è tipa da rimanere sotto le macerie create da altri. E lo scoop della Bild, l’impatto che la visita degli investigatori nella casa del presidente può avere sull’opinione pubblica è ancora tutto da valutare.
Che qualcosa stia cambiando rispetto alla distrazione e al fastidio con cui i tedeschi hanno seguito questa vicenda, è testimoniato dall’intervento di una di quelle che si potrebbero definire coscienze critiche della nazione.
Marcel Reich-Ranicki, famoso critico letterario di origine polacca, novantunenne, sopravvissuto all’annientamento del Ghetto di Varsavia, ha tenuto pochi giorni fa il discorso ufficiale di fronte al Bundestag in occasione del 67esimo anniversario della liberazione di Auschwitz. Interpellato dal sito online del settimanale Fokus, non ha usato mezze parole incarnando il ruolo di autorità morale della nazione: «Wulff deve assolutamente dimettersi perché ha troppe esigenze finanziarie che ne minano la credibilità come politico indipendente».
 

Lunedì, 30 Gennaio 2012


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