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Politica 

CARROCCIO

Reguzzones, la rivincita

Lega: l'ex capogruppo riparte da Busto per sfidare Maroni.

di Filippo Conti

Marco Reguzzoni si prepara alla guerra contro Roberto Maroni. Nonostante la pax di facciata, infatti, le faide intestine del Carroccio continuano. Così, lungi dal darsi per vinto dopo il passo indietro alla Camera, Reguzzoni ha deciso di andare oltre il Cerchio magico. Con un unico obiettivo: diventare il valido antagonista dell’ex ministro dell’Interno nella lotta per la successione a Umberto Bossi.
Il primo colpo Reguzzoni lo sparerà dalla sua Busto Arsizio, dove i primi di marzo organizzerà una convention: una sorta di Reguzzoni-day in risposta al Maroni-day andato in scena una decina di giorni fa a Varese.
LA RIUNIONE DI CORRENTE. Una vera e propria riunione di corrente, dove l’ex capogruppo alla Camera radunerà i fedelissimi: dal segretario provinciale Maurilio Canton (imposto da Bossi sul candidato maroniano in un’elezione molto movimentata) al consigliere regionale Giangiacomo Longoni, dal sindaco di Lesmo Marco Desiderati ai giovani padani varesini.
IL CLAN FAMILIARE. Ma nel feudo bustocco Reguzzoni può contare anche su una rete di legami familiari che fanno capo all’europarlamentare Francesco Speroni (di cui è genero visto che ha sposato la figlia Elena) alla sorella Paola (Reguzzoni), amministratore delegato dell'Agesp, una municipalizzata che gestisce molti servizi in città (trasporti, arredo urbano, strade, cimiteri).  

Ritrovare la «verginità» sul territorio

Come tutti i leghisti che si rispettino, dunque, anche Reguzzoni riparte dal territorio. «Fare il capogruppo alla Camera è molto impegnativo. Ora potrò stare di più in mezzo alla mia gente», ha detto qualche giorno fa in una riunione con i suoi.
LA SCONFITTA IN AULA. Abbandonare la guida dei deputati padani, in realtà, gli è costato moltissimo, anche perché si tratta della seconda importante sconfitta in una carriera che è stata sempre in ascesa (la prima fu quando tentò di portare un suo uomo al Comune di Varese, candidatura che poi fu stoppata da Bossi). Tornare alle origini tornerà sicuramente utile a Reguzzoni, specialmente in vista dei congressi locali che partiranno tra qualche settimana.
LO SGANCIAMENTO DAL CERCHIO. Il pupillo di Bossi, infatti, da queste ultime disavventure ha capito che, se vuole ambire alla guida del Carroccio, deve mettere una distanza tra sé e la famiglia del Capo.
«Essere da sempre considerato il cocchino del Senatúr non gli ha giovato nella ricerca del consenso. Agli occhi della Base dura e pura è visto come un raccomandato che va avanti solo perché amico di Bossi e della moglie, Manuela Marrone», ha spiegato a Lettera43.it una fonte leghista ben informata, «per questo motivo è già iniziato uno sganciamento per trasformare il Cerchio magico in una vera e propria corrente all’interno del movimento».
UN FARO PER GLI ANTI-MARONIANI. «Reguzzoni ora intende creare una casa per tutti quei leghisti, e ce ne sono tanti, che non stanno con Maroni», ha detto l'esponente padano. «Anche perché Calderoli, ma anche Giorgetti e Castelli sembrano aver rinunciato alla corsa per la conquista della Lega».
Intorno a Reguzzoni, dunque, potranno convergere non solo i fedelissimi del suo feudo tra Varese e Busto Arsizio, ma tutti quelli che non stanno apertamente con Bobo. Con alle spalle sempre la longa manus del Senatúr, che tirerà i fili e farà da suggeritore.

Reguzzoni in cerca di una nuova immagine

L’operazione, dunque, viaggia su due livelli paralleli: espandere il consenso sul territorio oltre la sua zona di influenza e distaccarsi dalla sacra famiglia. Intendiamoci, Reguzzoni rimarrà sempre il cocchino di Bossi. Ma, almeno a livello di immagine, non deve dare più l’impressione di essere lì solo per grazia ricevuta.
LO SCONTRO CON ROSI MAURO. Qualche segnale inizia già a vedersi, come la voce di un suo scontro con Rosi Mauro, che lo avrebbe accusato di lavorare per spaccare il partito. Mentre da tempo si parla di gelosie e piccoli rancori anche con il capogruppo in Senato Federico Bricolo.
TATTICHE BOSSIANE. Resta da vedere, però, quanto ci sia di vero e quanto questa strategia non sia in realtà un sottile gioco delle parti. Magari suggerito dallo stesso Bossi, che di queste tattiche è stato maestro per anni, divertendosi a mettere i suoi colonnelli l’uno contro l’altro, secondo la logica del divide et impera.
LA LOTTA AI CONGRESSI. Sta di fatto, però, che Reguzzoni non ha alcuna intenzione di lasciare campo libero a Maroni. «Ai congressi ci sarà da divertirsi, perché li sarà battaglia vera, casa per casa, comune per comune, provincia per provincia. E solo allora si capirà davvero chi sarà il leader della Lega del dopo-Bossi», ha continuato la fonte leghista. «Trota permettendo».
Alla fine, come si diceva in un film di qualche anno fa, ne resterà soltanto uno. E il Senatúr, questa volta, dovrà accettare il responso della sua gente.

Lunedì, 30 Gennaio 2012


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Da sinistra, Marco Reguzzoni e Roberto Maroni.

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Commenti (2)

fdrk 31/gen/2012 | 00:11

in cerca di nuova immagine
invece di un paio, si mettano in testa l'UNICORNO

jan 30/gen/2012 | 22:22

La rivincita dei Reguzzones
Reguzzoni non rompere i Maroni!!

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