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Politica 

ONORIFICENZE

Londra, Goodwin non è più sir

Revocato il titolo di baronetto all'ex numero uno della Royal bank of Scotland.

di Lorenzo Berardi

La regina Elisabetta II ha privato Fred Goodwin del titolo di baronetto (leggi l'articolo su chi ha rifiutato il titolo). La decisione della sovrana di spogliare l'ex banchiere britannico del titolo conseguito nel 2004 è arrivata martedì 31 gennaio su indicazione di un comitato ministeriale del governo di David Cameron che ha ritenuto necessario lanciare un segnale ben preciso al mondo creditizio del Regno Unito rispondendo alle pressioni in tal senso provenienti da stampa e opinione pubblica.
PER OTTO ANNI DIRETTORE DELLA RBS. Goodwin è infatti un personaggio assai noto nel bene e nel male nella City e al pubblico d'Oltremanica. L'ormai ex sir ha ricoperto la posizione di direttore generale della Royal bank of Scotland (Rbs) per otto anni, dal 2000 al 2008. Un periodo in cui Goodwin, figlio di un elettricista scozzese, è riuscito a trasformare una banca regionale dalle scarse ambizioni nel secondo istituto di credito per dimensioni del Regno Unito.
Un successo ottenuto grazie a un'aggressiva politica di acquisizioni nazionali ed estere nel settore creditizio e assicurativo, ma di breve durata. Tanto è vero che il suo astro ha cominciato presto a declinare, portando Rbs sull'orlo del fallimento già nell'ottobre 2008 nei primi mesi della crisi finanziaria globale.
E così una banca che aveva appena rilevato il colosso creditizio olandese Abn Amro si è ritrovata con debiti pari a 24 miliardi di sterline (29 miliardi di euro). Al pari di quanto già accaduto per un altro istituto di credito d'Oltremanica, Northern Rock, è stato solamente l'intervento diretto dello Stato a permettere a Royal bank of Scotland di sopravvivere.
DIMISSIONI PER BAILOUT. Il costoso bailout da 20 miliardi di sterline approvato dal governo laburista di Gordon Brown ha portato a una nazionalizzazione de facto della banca scozzese. Il primo gennaio 2009, Goodwin si è dimesso dall'incarico di direttore generale di Rbs, venendo sostituito ai vertici dell'istituto di credito da Stephen Hester, tuttora amministratore delegato della banca.  

Goodwin «ha gettato una cattiva reputazione sugli onori ricevuti»

Perdendo per decisione reale il titolo di baronetto, Goodwin si è unito - suo malgrado - a  un club che annovera fra i propri membri fra gli altri, il defunto dittatore rumeno Nicolae Ceausescu e l'attuale capo del regime dello Zimbawe, Robert Mugabe, oltre allo storico dell'arte inglese ed ex spia sovietica, Anthony Blunt.
Come precisato dal Financial Times, Goodwin era divenuto sir nel 2004 grazie ai «servizi resi al mondo bancario» e ha perso la propria investitura «per avere gettato una cattiva reputazione sugli onori ricevuti» ricevendone notifica martedì 31 gennaio. L'ex numero uno di Rbs si è per ora rifiutato di rilasciare alcun commento, ma stando a quanto rivelato dal responsabile dell'amministrazione pubblica del Regno Unito, Bob Kerslake, «la notizia non è stata esattamente una sorpresa per Goodwin».    
UNA DECISIONE UMILIANTE. Una decisione «umiliante per la reputazione dell'ex banchiere scozzese», secondo l'Huffington Post e che il ministro per il Tesoro George Osborne ha definito «la cosa giusta da fare, in quanto Goodwin rappresenta tutto ciò che è andato storto nell'economia britannica dell'ultimo decennio».
Un commento, quello dell'attuale Cancelliere dello scacchiere del governo Cameron, che dimostra come la scelta di cancellare la carica ottenuta otto anni fa dall'allora numero uno di Rbs sia soprattutto politica e simbolica. «Questa punizione non è che l'inizio di un cambiamento del quale abbiamo bisogno», ha rincarato il leader laburista Ed Miliband consapevole che la nomina di Goodwin a baronetto fu fortemente voluta e appoggiata da un primo ministro labour come Tony Blair.
Tuttavia, il sospetto e il timore di una parte della stampa britannica è che l'ex direttore generale della Royal bank of Scotland sia trasformato in una sorta di capro espiatorio quando, invece, le storture del mondo finanziario, creditizio e assicurativo della City hanno radici assai più profonde e ramificate. 
Come si è chiesto sulle colonne del Times l'ex ministro del Tesoro del governo Brown Alistair Darling «se è giusto privare Goodwin del proprio titolo, allora perché non viene fatto lo stesso con gli onori riservati agli altri responsabili del disastro di Rbs e di un'altra banca salvata dal bailout del 2008 come Hbos?».  

La scelta forzata anti-bonus di Hester a Rbs

Un interrogativo ripreso indirettamente dall'ex gloria scozzese della Formula 1, nonché baronetto, sir Jackie Stewart - amico personale di Goodwin - secondo il quale «nessun uomo e nessuna singola banca possono essere ritenuti gli unici responsabili della peggiore recessione finanziaria dell'epoca moderna». 
UN AFFARE POLITICO. Fuori dal coro sono state anche le reazioni alla cancellazione del titolo dell'ex numero uno di Rbs da parte di Simon Walker, direttore dell'Institute of directors (Iod) - l'organizzazione che rappresenta i top manager del Regno Unito - riportate da Bbc News.
A detta di Walker, «Goodwin non ha commesso alcun crimine. E prendere una simile decisione ai danni di qualcuno semplicemente perché si pensa che abbia fatto cose sbagliate è inappropriato e rende un affare politico l'intero sistema delle onorificenze reali». Il rischio, ha avvertito l'uomo a capo dell'Iod, è quello di creare «un clima di isteria rivolta contro il mondo degli affari».
Di certo, la firma della regina sul documento che martedì 31 gennaio 2012 ha ritirato il titolo di baronetto all'ex numero uno di Royal bank of Scotland non è arrivata in un momento qualsiasi.
Soltanto un giorno prima, infatti, l'attuale vertice di Rbs, Stephen Hester, aveva deciso di  rinunciare al premio aziendale di 963mila sterline (1 milione e 152 mila euro) che gli sarebbe spettato per il 2011.
Una scelta, quella di Hester, arrivata in un momento di grande difficoltà per l'istituto di credito britannico che si prepara a licenziare 3500 dipendenti ed è tuttora per l'83% di proprietà dello Stato, e quindi dei contribuenti, per effetto del bailout deciso dal governo laburista di Gordon Brown nell'ottobre 2008. 
VERSO UN CAPITALISMO RESPONSABILE. Viste le insistenti pressioni a rifiutare il lauto bonus annuale ricevute da stampa, politica e opinione pubblica, l'amministratore delegato di quella che resta la seconda banca per dimensioni del Regno Unito ha detto no alla propria ricompensa.
La decisione forzata di Hester e l'umiliazione di Goodwin paiono i primi tasselli di quel percorso verso un «capitalismo morale, popolare e socialmente responsabile» auspicato dal primo ministro David Cameron il 19 gennaio scorso. Parole che, per il momento, si accompagnano a fatti altamente simbolici e di grande impatto mediatico, ma che hanno un peso economico, politico e, all'atto pratico, pressoché nullo.

Mercoledì, 01 Febbraio 2012


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