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Politica 

IL DECRETO

Semplificazioni anche per l'apertura dei cinema

Non serve il Mibac per le sale sotto i 3 mila posti. Polemiche.

La nuova norma annunciata il primo febbraio dal ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi ha lanciato una scossa agli esercenti del cinema.
Inserita nel decreto semplificazioni, la proposta ha in previsione una maggiore immediatezza delle autorizzazioni per le sale cinematografiche entro i 3 mila posti.
Il parere degli esercenti in merito, manco a dirlo, è diviso tra favorevoli e contrari ma in generale i malumori sono tanti.
Il ministro stesso è ricorso al condizionale nello spiegare la nuova norma, cercando di prevenire troppe polemiche: «Servirebbe a snellire il processo amministrativo per l'apertura delle sale cinematografiche».
Il risultato pratico della semplificazione sarebbe quindi riservato all'apertura di sale entro i 3 mila posti, per le quali non sarebbe più richiesto il sì del Mibac, ferme restando tutte le altre autorizzazioni, compreso il nulla osta dei vigili del fuoco.
A FAVORE L'ANEM. Si è schierata a favore l'Associazione nazionale degli esercenti multiplex (Anem): «La liberalizzazione dei vincoli all'apertura di nuove sale cinematografiche» ha commentato il presidente Carlo Bernaschi, «consentirà l'apertura di nuove e moderne sale e multisale».
CONTRARIE AGIS, FICE E ACEC. Contraria invece l'Associazione generale per lo spettacolo (Agis) che ha espresso in una nota: «Forte preoccupazione per una liberalizzazione incontrollata del regime di apertura delle sale, per le quali alle regioni resterebbe solo il potere di vincolo urbanistico»
Invece di favorire la concorrenza, la nuova norma avrebbe come conseguenza quella di distruggere lo sviluppo armonico del settore. Anche Mario Lorini, presidente della Federazione italiana cinema d'essai (Fice) ha condiviso la preoccupazione: «Andrà a colpire le sale esistenti, in particolare i cinema di città che soffrono più di altri». Per Lorini, anzi, le sale d'essai «sono ancora più penalizzate». Nel dibattito sono intervenuti, infine, gli esercenti cattolici (Acec) con una riflessione sul decreto che ha aperto il sito online dell'associazione: «Liberalizzare, qui prodest?».

Mercoledì, 01 Febbraio 2012


Commenti (1)

rramella 01/feb/2012 | 19:17

a CONFINDUSTRIA
tutte queste pseudo liberalizzazioni sono solo un regalo ai confindustriali

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