Politica
EMBARGO
Iran: «Stop al greggio verso alcuni Paesi Ue»
Teheran è tuttavia «obbligato a venderlo per i progetti in corso».
Con le sanzioni economiche e l'embargo di greggio decisi il 23 gennaio dall'Unione europea (Ue) contro Teheran, «certamente il nostro export di petrolio verso alcuni Paesi europei cesserà», ha dichiarato il ministro del Petrolio iraniano Rostam Ghasemi, «in merito agli altri, decideremo più avanti».
«Speriamo che i Paesi Ue rivedano la loro decisione, altrimenti sarà la gente in Europa ad avere problemi», ha minacciato Ghasemi. Precisando poi, con un riferimento indiretto anche al rapporto con l'Eni, che «siccome alcuni Paesi hanno progetti in corso in Iran, siamo obbligati a vendere loro il nostro petrolio. Ma se decidono di non comprarlo, non ci sono problemi».
SANZIONI DAL 1 LUGLIO. Nell'Ue, le sanzioni sull'import del greggio entreranno in vigore entro il primo luglio, ma il parlamento iraniano ha all'esame un progetto di legge per bloccare, se approvato, da subito le esportazioni di petrolio verso l'Europa.
L'embrago Ue non tocca il diritto dell'Eni di ritirare una quota di petrolio legato ai contratti di buy-back siglati tra il 2001 e il 2002 per lo sviluppo dei giacimenti South Pars e Darquain.
«Abbiamo restitito 33 anni, non ci piegheremo alle pressioni. Anche se per lungo tempo abbiamo avuto sanzioni non siamo arretrati», ha commentato il ministro Ghasemi, «i Paesi che hanno già pagato i loro acquisti possono fermare le loro importazioni fin da ora, per noi non ci sono problemi. All'Europa va appena il 18% delle forniture iraniane. Per questa quantità abbiamo altri clienti».
Sabato, 04 Febbraio 2012

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