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Politica 

VERSO LE PRESIDENZIALI

Sarkò, senza Le Pen addio Eliseo

La leader del Front national rischia l'esclusione e Jean-Marie promette vendetta.

di Paolo Saccò

Senza Marine Le Pen, la corsa all'Eliseo di Nicolas Sarkozy sarebbe «finita». Almeno questo è quanto è stato rivelato da un sondaggio Ifop del Journal de Dimanche. Come ogni domenica il Jdd ha, infatti, interrogato i francesi sulle loro intenzioni di voto. Questa volta, però, tra le opzioni proposte agli intervistati mancava il nome di Le Pen, che sembra veramente non riuscire a raccogliere le 500 firme necessarie per presentarsi alle presidenziali.
SARKÒ E HOLLANDE IN TESTA. Il risultato dell'inchiesta è una sorpresa. La presenza al comando di François Hollande (33%) al primo turno degli scrutini è ormai una costante, ma, questa volta, il candidato socialista ha dovuto dividere la poltrona con Nicolas Sarkozy (33%) e prendere coscienza che, senza Marine, anche François Bayrou (17%) può rivelarsi pericoloso. Tutto questo considerando un astensionismo intorno al 20%.
LE PEN LONTANA DALLE 500 FIRME. Uno scenario, insomma, che rivoluzionerebbe radicalmente i rapporti di forza della corsa all'Eliseo. E, se l'esclusa di lusso, Le Pen, ha preferito ironizzare, «il sogno della Casta politica si sta realizzando», il padre, Jean-Marie, fondatore del partito di estrema destra si è detto sicuro che «se Marine non riuscirà a raggiungere quota 500, Sarkozy è finito poiché tutto l'elettorato del Front national si vendicherebbe contro di lui».

All'Eliseo il presidente non ha mantenuto le promesse

Una difficoltà in più per l'inquilino dell'Eliseo che, secondo Libération, «sta già soffrendo di una perdita totale di fiducia da parte della classe popolare». Il motivo è semplice: «I cinque anni di governo hanno smentito le promesse e i 'sogni' venduti dal capo dello Stato», ha scritto Libé. Un'intera parte della popolazione «sfuggita dalle mani» del presidente che «sarà impossibile da recuperare».
Sarkozy può però dormire «relativamente tranquillo»: la sinistra, il centro e l'estrema destra, contrariamente a quanto si pensi, «non stanno certo riscuotendo più successo di lui», ha sottolineato Libération. In poche parole, l'offerta politica proposta ai francesi «ha completamente deluso le aspettative».
Eppure, ha spiegato Libé, «non era certo complicato» sapere cosa i francesi avevano voglia di sentire: «Economia, impiego e potere d'acquisto».
CONTRO L'OFFENSIVA IDENTITARIA. Per Le Monde, il sondaggio del Jdd «ci dice due cose»: «Primo, Le Pen non è sicura di riuscire a ottenere le 500 firme. Secondo, per Sarkozy la corsa all'Eliseo non è finita».
«Un terreno perfetto per una nuova offensiva identitaria di Claude Guéant» con l'obiettivo di riconquistare l'elettorato di estrema destra. Il ministro dell'Interno francese ha affermato che «le diverse civiltà non si equivalgono alla luce dei principi repubblicani», per poi prendersela con la gauche che, a suo dire, «è rimasta assente dal dibattito sul divieto del velo integrale e le preghiere in strada».
FN RISCHIA DI NON AVERE MARINE. Con un solo discorso, ha spiegato Le Monde, Guéant ha «corteggiato il popolo lepenista», che potrebbe ritrovarsi orfano della sua leader tra pochi mesi, e «ha cercato di destabilizzare la sinistra che per bocca del candidato Hollande aveva cercato di appropriarsi dei temi di Repubblica e Laicità».
«Bisogna smetterla con i 'se' e i 'ma'» e concentrarsi sulla «realtà» ha reagito il Nouvel Observateur. Il problema è che queste presidenziali «sono noiose». E allora, chi, come il NouvelObs, «ha un lavoro che consiste nel tenere alta la tensione» per non annoiare il pubblico, «si trova costretto a dimenticare il reale per pensare lo straordinario».
Eppure la realtà è chiara a tutti: «Sarkozy ha stancato, Hollande lascia pensare di non essere all'altezza», ha scritto il Nouvel Obs, «scriveremo tra qualche mese che questa campagna senza passione era già decisa nella testa degli elettori da molto tempo».

Lunedì, 06 Febbraio 2012


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Nicolas Sarkozy all'arrivo a Bruxelles per il summit Ue.

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