Politica
GERMANIA
Eliseo, Merkel lancia Sarkò
La cancelliera sponsor della campagna elettorale del presidente. Ignorati i socialisti.
di Pierluigi Mennitti
da Berlino
Un fantasma si aggira per la campagna elettorale francese. È quello del candidato Merkozy, lo spirito che da qualche tempo aleggia sul capo di tutti gli europei, e in particolare di quelli che vivono nei Paesi sballottati dalla crisi finanziaria.
Ora, quel fantasma, per nulla evanescente e anzi assai concreto, si aggira per i colleggi elettorali di Parigi e dintorni e il 6 febbraio si è materializzato nella sala Murat dell’Eliseo, da cui questo leader bicefalo ha trasmesso i suoi programmi per la Francia futura in simultanea diretta televisiva sui canali France 2 (francese) e Zdf (tedesco).
MERKEL SOSTIENE SARKOZY. La cancelliera Angela Merkel è scesa in campo per una battaglia elettorale che in realtà non le appartiene, quella per la presidenza della Repubblica francese. Gioca in un’altra nazionale, come fosse un calciatore oriundo, e presta voce e carisma al presidente Nicolas Sarkozy che sembra averne disperato bisogno.
La decisione era stata resa nota qualche tempo fa, ma i giornali tedeschi si erano finora limitati a riportarla asetticamente, senza prendere posizione. Ora che lo show è partito, la musica è cambiata, sui media e tra i politici. «D’altronde si è trattato della prima uscita ufficiale di quella che può essere considerata l’intromissione di un cancelliere tedesco nella politica interna di un Paese confinante», ha scritto lo Spiegel, «un evento mai accaduto nella storia della Bundesrepublik».
HOLLANDE, CANDIDATO SOTTOVALUTATO. Una scelta inusuale e inopportuna, secondo il magazine tedesco: «La cancelliera va incontro a grandi rischi. Da un lato mette in conto di irritare l’avversario socialista di Sarkozy, François Hollande, con il quale dovrà probabilmente collaborare dopo il 6 maggio, dal momento che gli attuali sondaggi lo danno vincente. Dall’altro, si espone al crescente risentimento verso la superpotenza tedesca e contribuisce a spaccare l’opinione pubblica francese, fra una destra pro-Germania e una sinistra anti-Germania. E in più, corre il pericolo di danneggiare, più che favorire, la candidatura dell’amico Sarkozy».
A Parigi folta delegazione del governo tedesco
La prima spedizione francese di Frau Merkel è stata accompagnata da forze ingenti. Assieme alla cancelliera, è volato a Parigi mezzo governo, dal ministro dell’Economia Philipp Rösler a quello della Difesa Thomas de Mazière e delle Finanze Wolfgang Schäuble. Ma anche i dicasteri di Lavoro, Trasporti, Istruzione e Agricoltura sono stati rappresentati a livello ministeriale.
Una delegazione folta, che ha elogiato con il candidato-presidente Sarkozy l’importanza dell’asse franco-tedesco e formulato l’augurio che sia il presidente uscente a collaborare con Berlino anche per i prossimi anni.
GERMANIA, POSIZIONE NEUTRALE. Sul piano politico, però, non tutti sembrano felici dell’invasione di campo della Merkel. Non lo è in particolare Guido Westerwelle, l’ex vicecancelliere caduto in disgrazia dopo i rovesci elettorali dei liberali e tuttavia ancor oggi voce pesante nel partito. Tanto più che il suo ruolo di ministro degli Esteri lo obbliga a valutare le conseguenze diplomatiche di una scelta di campo del proprio Paese in una competizione elettorale straniera.
«Il governo tedesco non è parte della campagna elettorale francese», ha provato a ribadire in un’intervista, mostrando di aver appreso i fondamentali della diplomazia molto più della cancelliera, «chiunque verrà democraticamente legittimato dai francesi, sarà un buon partner per la Germania».
SI TEME PER L'ALLEATO. Ma il vertice dei cristiano-democratici sembra appoggiare la scelta di Merkel e sottovalutare tutti i rischi che essa comporta. «Nella contrapposizione fra Sarkozy e Hollande si ritrovano due diverse concezioni politiche», ha detto il segretario generale della Cdu, Hermann Gröhe, «misure di rafforzamento della competitività dell’economia da un lato, di redistribuzione tipiche della sinistra dall’altro».
Gli osservatori tedeschi ritengono che la preoccupazione di perdere un alleato considerato fidato nella battaglia per introdurre misure per il risparmio, come quelle del fiscal pact, abbia spinto la cancelliera a rompere con la consolidata tradizione di neutralità tedesca, senza prendere in considerazione i possibili contraccolpi.
SOCIALISTI SGRADITI A BERLINO. Lo Spiegel ha anche recuperato altre indiscrezioni. Come quella, confermata dal capogruppo socialista all’Assemblea francese Jean-Marc Ayrault, secondo cui «Hollande avrebbe cercato da settimane di ottenere un appuntamento alla cancelleria per discutere riservatamente con Angela Merkel sulle questioni europee più urgenti sul tappeto».
Una richiesta avanzata attraverso l’ambasciata tedesca a Parigi: è tradizione che il cancelliere tedesco incontri i candidati alla presidenza della Repubblica francese per uno scambio di opinioni. Ma, secondo il magazine, gli uomini di Merkel starebbero elaborando una scusa diplomatica per rispedire al mittente la richiesta.
Martedì, 07 Febbraio 2012

Per scrivere un commento è necessario registrarsi: Loggati - Registrati




3 foto


