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Politica 

ALLEANZE

Merkel, musa dell'Eliseo

Sostegno a Sarkò per un alibi in Europa.

di Nicola Accardo

La coppia franco-tedesca che, tra alti e bassi, guida l’Unione europea fin dalla sua formazione, si trasforma ora in alleanza elettorale. Ed è una prima volta: Gerhard Schröder, infatti, aiutò Jacques Chirac in occasione del no alla guerra in Iraq ed Helmut Kohl soccorse un indebolito François Mitterrand che si batteva per difendere il Trattato di Maastricht. Ma un appoggio elettorale in occasione di un'intervista televisiva congiunta non si era mai visto.
«Lo sostengo su tutti i piani», ha detto Angela Merkel riferendosi a Nicolas Sarkozy, attuale inquilino dell’Eliseo che ad aprile si giocherà la riconferma. «D'altronde i nostri sono due partiti amici».
L'INTRODUZIONE DELL'IVA SOCIALE IN FRANCIA. Partiti amici e programmi economici fotocopia: è su questo piano, infatti, che Sarkò ha bisogno di una spinta. Dalla Germania ha già copiato due misure da approvare prima delle elezioni: l'Iva sociale e la flessibilità delle 35 ore lavorative.
I sondaggi parlano chiaro: la metà dei francesi pensa che Parigi dovrebbe ispirarsi a Berlino nell'elaborazione delle politiche commerciali, rafforzando la produzione industriale e le esportazioni. E ce ne è un gran bisogno: stando agli ultimi dati del ministero, il deficit commerciale della Francia ha toccato il record assoluto di 69,6 miliardi di euro nel 2011. La vituperata Italia, per fare un confronto, ha un'eccedenza di 50 miliardi.

Hollande e il trattato europeo sul fiscal compact

Ma l’austerity e il rigore di bilancio, invece, non piacciono ai francesi e soprattutto a François Hollande, che vorrebbe rinegoziare il trattato europeo sul fiscal compact appena firmato a Bruxelles. Così, il presidente cerca di buttarla sulla solidità dell’Unione.
«Sarkozy ha un bilancio interno negativo, allora vuole ergersi a presidente della crisi e convincere i francesi che in gioco c'è l'equilibrio europeo», ha riassunto il politologo Roland Cayrol.
L'ALIBI EUROPEO DELLA CANCELLIERA. Una strategia che fa comodo anche alla cancelliera Merkel: mostrandosi in coppia, infatti, può relativizzare l'immagine della donna che spaventa l'Europa. «Il dominio tedesco è evidente, ma l'idea che ci sia una politica condivisa per la Cancelliera è una protezione», ha commentato con efficacia l'ex ministro degli Esteri francese Hubert Védrine.
LE PEN E LA DERIVA ISLAMISTA. Non c’è solo l’economia, però. La strada verso l’Eliseo è lastricata anche di libertà e Islam. I cavalli di battaglia di  Marine Le Pen, la candidata del Front National a cui mancano ancora 160 delle 500 sponsorizzazioni necessarie da parte dei sindaci per presentarsi alle elezioni. E quello su cui si è espresso il 6 febbraio fa il ministro dell'Interno Claude Guéant: con una frase ad effetto, Guéant ha parlato apertamente di «ineguaglianza delle civiltà».
Sarkozy ha raddoppiato: «Dire che una società che non accorda lo stesso tipo di diritti a uomini e donne vale meno di altre è semplice buon senso. Basta perdere tempo con polemiche inutili».
L'ISLAM CHE INFIAMMA I FRANCESI. Ma non è stato uno scivolone, come penserebbero i più: basta infatti pronunciare la parola Islam per infiammare i francesi.  E siccome l'Ump crede davvero a una possibile uscita di scena della Le Pen, è il momento di accelerare.
Guéant è l'uomo giusto per recuperare i consensi che si dirigono verso il Front national, che nell'ultimo sondaggio è accreditato del 16% dei voti, dietro lo stesso Sarkò (26%), distaccato ancora di più da Hollande (34%). Fu lui, infatti, a firmare la circolare che costringe i laureati extracomunitari a tornare a casa e che affermò che il crescente numero dei musulmani «è un problema per la Francia».

I temi della sicurezza fanno capolino anche a sinistra

Ma non a tutti piace questo approccio. I sindaci dei piccoli paesi non intendono più appoggiare il candidato del Front National perché, cinque anni fa, hanno pagato conseguenze politiche interne: cittadini indignati e rivolte su piccola scala. Per questo i temi della sicurezza interna fanno capolino ora anche a sinistra.
La corsa all’elettorato di Marine Le Pen fa gola anche a François Hollande. Che ha dichiarato: «Voglio stare vicino alle persone che hanno paura di fare le scale di casa, a quelle terrorizzate dai bulli di quartiere».
CAVALCARE LA DIFESA DEI PIÙ DEBOLI. Nei cinque anni di presidenza Sarkozy, le aggressioni contro le persone sono aumentate del 50%. Un punto su cui intervenire in modo deciso.
«Le elezioni presidenziali sono un'occasione per tracciare una strada per il Paese, come ha fatto François Hollande al Bourget affermando che «la Francia non è un problema alla crisi, ma la soluzione», ha riassunto Stéphane Rozès, presidente di Cap, il think tank di Consigli, analisi e prospettive politiche. La bocciatura di Nicolas è insomma totale. E chissà se basteranno l’endorsement di Merkel e l’islamofobia a salvarlo.

Martedì, 07 Febbraio 2012


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