Politica
CAMBIO AL VERTICE
Bucarest, lo 007 anti-debito
Chi è Ungureanu, neo premier romeno.
di Giovanna Faggionato
Uno 007 con licenza di tagliare bilanci, stipendi e stato sociale. Dopo le dimissioni, lunedì 6 febbraio, del premier Emil Boc, a Bucarest la poltrona di comando è stata affidata all'ex capo dell'intelligence, Mihai-Razvan Ungureanu. Un uomo dei servizi che dovrà garantire l'affidabilità economica della Romania. O, meglio, che le condizioni per il prestito di 20 miliardi imposte da Fondo monetario internazionale, Banca centrale europea (Bce) e Unione europea (Ue) siano rispettate. Già ministro degli Esteri dal 2004 al 2007 Ungureanu è inoltre esperto di rapporti diplomatici con Bruxelles.
IL PATTO CON LA TROIKA. Probabilmente l'uomo giusto al posto giusto. L'ex premier infatti è stato costretto alle dimissioni dopo il patto di lacrime e sangue firmato nel 2009 per ottenere gli aiuti finanziari della Troika di creditori internazionali. Boc è caduto sotto i colpi dell'austerity e delle proteste di piazza: il settimo leader europeo affossato dalla crisi del debito.
Con Ungureanu, dicono dal parlamento di Bucarest, ci sono buone possibilità di rimettere insieme la maggioranza parlamentare e andare avanti con le riforme. Il nuovo leader ha la strada già tracciata: deve centrare gli obiettivi concordati con Washington, Francoforte e Bruxelles. Piazza permettendo.
Il diplomatico dei servizi
Laureato a Oxford, professore di Storia all'università di Iaşi, fino al 1989 Ungureanu è stato membro del Comitato centrale della Gioventù comunista. Nove anni più tardi, appena 30enne, entrò a far parte del corpo diplomatico della nuova Romania, iniziando a lavorare al ministero degli Esteri. Ma dal 2000 al 2004 si trasferì a Vienna per rappresentare il suo Paese nello Stability pact for south eastern union, un programma di cooperazione nato dopo la guerra in Kosovo per stabilizzare l'area balcanica e centro orientale. Ma che fu giudicato ben presto come un'arma di influenza in mano alla Commissione e al Consiglio europeo.
LO SCANDALO IRAQ. Membro del partito conservatore democratico-liberale (Pdl), nel 2004 divenne titolare del dicastero in cui aveva mosso i primi passi. Guidò il ministero degli Esteri fino al febbraio 2007 a causa di uno scandalo. Un mese prima, il quotidiano Evenimentul Zile Due rivelò che i militari americani di stanza in Iraq avevano arrestato due cittadini rumeni con l'accusa di spionaggio e li avevano incarcerati a Baghdad.
Ungureanu ammise di non aver riferito nulla agli altri membri di governo e lasciò l'incarico. Ma a dicembre dello stesso anno, quando anche il capo dell'intelligence rimise il mandato, il presidente Traian Basescu lo chiamò a guidare i servizi segreti. Così oggi, di dimissione in dimissione, di poltrona in poltrona, il professore è riuscito a conquistare la premiership.
La piazza contro Basescu
Per Ungureanu non sarà una passeggiata. Dovrà infatti risolvere, o quantomeno arginare, la crisi economica che ha schiacciato il suo predecessore. Per raggiungere gli obiettivi imposti dalla Troika, cioè il decurtamento del deficit annuale dal 4,35% all'1,9%, il governo di Boc ha imposto un taglio del 25% agli stipendi pubblici e un aumento dell'imposta sul valore aggiunto.
I CITTADINI IN PIAZZA. Per tutta risposta, migliaia di cittadini hanno occupato la piazza dell'Università chiedendo le dimissioni anche del presidente Basescu, accusato di essere il responsabile ultimo delle misure di austerity.
Dopo aver protestato anche contro la privatizzazione del pronto soccorso nazionale, questa volta i dimostranti hanno incassato il sostegno dei parlamentari. L'esecutivo ha così perso più di metà dei voti e il premier ha mollato. Durante gli scontri di gennaio sono stati feriti 60 manifestanti, ma all'orizzonte si profilano altre lacrime e altro sangue. Finora i creditori hanno prestato miliardi a scatola chiusa, ma adesso Ungureanu deve dimostrare di meritare la loro fiducia.
Martedì, 07 Febbraio 2012

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