Politica
CASO ESCORT
Berlusconi comprò il silenzio di Tarantini
Pagò 500 mila euro con la mediazione di Valter Lavitola.
Si moltiplicano i guai per Silvio Berlusconi. Martedì 7
febbraio, l'ex presidente del Consiglio è stato rinviato a
giudizio con l'accusa di concorso in rivelazione di segreto
d'ufficio per la vicenda della fuga di notizie
sull'intercettazione Fassino-Consorte, legata alla
tentata scalata a Bnl da parte di Unipol. Nella stessa giornata,
il tribunale del riesame di Bari ha sostenuto che il Cavaliere
(quando era premier) avrebbe indotto Gianpaolo Tarantini a
mentire agli inquirenti che indagano sul caso delle escort inviate a casa sua. Nelle
43 pagine di motivazioni dell'ordinanza, si afferma che
Berlusconi avrebbe tentato di comprare il silenzio di Tarantini,
consegnandogli 500 mila euro perché patteggiasse la pena a Bari
ed evitasse il deposito delle intercettazioni a suo carico.
LAVITOLA FRA IL CAV E TARANTINI. Secondo i
giudici, Berlusconi non avrebbe pagato di persona Tarantini ma
tramite la sua segretaria o il suo maggiordomo che avrebbero poi
consegnato il denaro al faccendiere Valter Lavitola perché lo facesse pervenire
nelle mani di Tarantini. L'ex direttore
dell'Avanti, accusato di induzione a rendere
dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria, sarebbe
dunque il concorrente dell'autore materiale del reato, che
nella ricostruzione del riesame sarebbe Berlusconi.
Nelle motivazioni il riesame ha confermato e rafforzato la tesi
già sostenuta dal tribunale di Napoli, che il 27 settembre 2011
aveva dichiarato la competenza territoriale della procura di
Bari.
Martedì, 07 Febbraio 2012
(1)
Berlusoni compra tutto, deputati, senatori, puttane, case, castelli, banche, il silenzio di centinaia di persone, tanto chi se ne frega lui i soldi li ha fregati!
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