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Politica 

POLITICA

Legge elettorale, il Pdl incontra Sel e Udc

La Russa: «Siamo soddisfatti». Screzi fra Bossi e Alfano.

Continuano le consultazioni sulla legge elettorale. Nel pomeriggio dell'8 febbraio si è svolto l'incontro fra la delegazione del Popolo delle libertà (composta da Ignazio La Russa, Gaetano Quagliariello e Donato Bruno) e i dirigenti di Sinistra ecologia e libertà (Sel) per discutere anche di riforme costituzionali. Per Sel erano presenti alla riunione Fabio Mussi, Loredana De Petris e Gennaro Migliore. Questi, al termine dell'incontro, hanno spiegato: «È molto importante per noi che si dia la possibilità agli elettori di sapere, prima del voto, quale sia la coalizione di riferimento».
LA RUSSA: «SODDISFATTI PER L'INCONTRO COL TERZO POLO». In precedenza, il Pdl ha incontrato la delegazione del Terzo Polo e il coordnatore La Russa si è detto «molto soddisfatto» del colloquio perché «siamo riusciti con la buona volontà ad imporre una certa attenzione sull'avvio in un futuro molto prossimo del percorso delle riforme costituzionali e della legge elettorale. La prima cosa è dare ai cittadini il diritto di poter scegliere i propri deputati».
ACCORDO SU TRE PUNTI. Anche per Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, è stato stabilito un percorso «che porterà a fare le riforme costituzionali e la legge elettorale rimettendo al centro il cittadino che deve avere la possibilità di scegliere».
Terzo Polo e Pdl hanno quindi trovato l'accordo su tre punti principali: restituire ai cittadini la libertà di scegliere i parlamentari, non obbligare i partiti a coalizioni politicamente forzate, no ai vincoli programmatici.
BOSSI: «PRIMA RIDUCIAMO IL NUMERO DI PARLAMENTARI». Dalla Lega Nord, invece, il leader Umberto Bossi ha sottolineato la necessità di ridurre il numero dei parlamentari prima di intervenire sulla legge elettorale: «Se vogliono cambiare la legge, la cambiano, per noi prima bisogna prima diminuire il numero dei parlamentari», ha detto.  
Per giovedì 9 febbraio è previsto l'incontro fra una delegazione del Psi, guidata dal segretario nazionale Riccardo Nencini, e quella del Pdl.

Bersani: «Voglio credere che la riforma si faccia»

Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha parlato dell'argomento da Tunisi, dove si trova per incontri con le massime autorità istituzionali, politiche ed economiche del Paese nordafricano. «La riforma elettorale? Voglio credere che si faccia», ha affermato Bersani. «Bisogna stare con i piedi per terra e sentire anche chi sta fuori dal parlamento». Al Pdl, il leader del Pd ha chiesto di essere coerente, aggiungendo che, in questa fase, «i segnali di fumo non interessano a nessuno».
Bersani ha anche detto che ci sono stati «molti incontri» sulla riforma della legge elettorale, senza che ne siano seguiti comunicati. «Occorre cambiare questa legge, che ha creato una distanza enorme tra cittadini e istituzioni e che centinaia di migliaia di persone hanno chiesto di cancellare».
SENATO DICE NO A RIUNIONE CONGIUNTA CAMERE. Per agevolare il percorso che porti speditamente ad una riforma della attuale legge, Bersani ha proposto che le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato si riuniscano congiuntamente per tracciare «un percorso temporale per stabilire chi faccia che cosa». Il segretario del Pd ha infine invitato il governo a «dire una parola chiara».
Ma il Senato ha ritenuto non necessaria la convocazione di una conferenza congiunta.

Alfano risponde a Bossi: «Non vogliamo fare una legge contro la Lega»

Dal centro-destra, invece, il segretario del Pdl Angelino Alfano ha voluto rispondere alle parole di Bossi, che ha condizionato alla riforma elettorale la loro alleanza alle amministrative: «Non vogliamo fare una legge elettorale contro la Lega e speriamo davvero che la Lega voglia contribuire alla scrittura di una buona legge», ha detto Alfano.
CALDEROLI: «NO A METODI BASTARDI». Tra le fila del Carroccio, il senatore Roberto Calderoli ha dichiarato: «A me piace il modello tedesco, ma che sia così. Oggi ho letto che si parla di uno spagnolo con un po' di tedesco. Ecco diciamo che per noi un pastore tedesco è un cane lupo e non un cane lupo insieme ad un pastore bergamasco. Da noi i meticci, quelli vengono nobilmente chiamati bastardi, vengono sempre espunti. Facciamo una legge elettorale che abbia un pedigree, il Porcellum ce l'aveva».

Mercoledì, 08 Febbraio 2012


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