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Politica 

IL PUNTO

Bossi-Monti, prove di dialogo

Senatùr dal Prof con la testa al Porcellum.

Nella testa di Umberto Bossi risuonavano ancora le urla di protesta che i parlamentari lumbard avevano rivolto al ministro Piero Giarda sul decreto Svuotacarceri, quando - poche ore dopo - ha fatto il suo ingresso a Palazzo Chigi, accompagnato dal governatore Luca Zaia, per incontrare Mario Monti e cercare la quadra sull'impugnazione dello statuto del Veneto da parte del governo.
Sul tavolo c'era ufficialmente la questione dello statuto, ma è evidente che l'incontro rappresentava un'occasione per avviare con l'esecutivo tecnico un dialogo finora mai iniziato. 
Il Carroccio teme di rimanere isolato e le difficoltà potrebbero aumentare nel caso in cui si concretizzasse quell'asse Pdl-Pd sulla legge elettorale che mira proprio a isolare le ali del panorama parlamentare, Lega e Idv in primis (leggi il retroscena).
AL TAVOLO, UNA LEGA PIÙ MORBIDA SUL VENETO. Forse anche per questo la Lega è arrivata a più miti consigli su quello statuto Veneto che fino all'anno scorso veniva sbandierato come il primo passo verso l'autonomia regionale. «Il Veneto come la Catalogna», dicevano i leghisti.
Adesso, Zaia e Bossi hanno accettato di rivedere la norma sull'autonomia finanziaria in base alla quale l'esecutivo aveva impugnato l'intero statuto.
PROSSIMO APPUNTAMENTO, IL CDM DEL 14 FEBBRAIO. Al termine dell'incontro con Monti, il commento di Zaia è sibillino: «Tutto è bene ciò che finisce bene». Bossi, invece, non risponde e dice ai giornalisti di leggersi le agenzie stampa. È infatti la presidenza del Consiglio a rendere noto l'accordo. La norma sull'autonomia finanziaria «verrà cambiata in occasione della prima revisione utile dello statuto, il Consiglio dei ministri del 14 febbraio prenderà atto degli impegni assunti e non si darà corso al contenzioso».
OPPOSIZIONE DURA E PURA PER RACCOGLIERE VOTI. Resta ferma l'impugnazione della legge elettorale regionale sul numero dei consiglieri eleggibili. Il primo tentativo di aprire un dialogo con il governo sembra insomma aver sortito i primi effetti, ma è difficile immaginare che la Lega abbandoni la strategia parlamentare dell'opposizione dura e pura. Le amministrative si avvicinano e il Carroccio spera di recuperare i voti degli scontenti e stare all'opposizione, soprattutto quando il governo adotta misure impopolari, potrebbe pagare dividendi in termini elettorali. 

Mercoledì, 08 Febbraio 2012


Commenti (2)

mario221 11/feb/2012 | 15:36

certo che se Monti riesce a far ragionare quel testone del senatur con l'indice sempre alzato, occorre dargli il premio Nobel

Alessandromagno 09/feb/2012 | 13:23

Il Senatur va a riscuotere !
Forte dell'ancoraggio ( e del sostegno ) con il PDL, il Senatur ha chiesto certezze in merito alle Quote latte ( EVASE DAI LEGHISTI ) e spalmate sui Tributi a tutti gli Italiani nel Decreto 1000 Proroghe di Tremonti ! Il Senatur accompagnato d'all’artefice dell’evasione delle quote Latte “ Zaia “( pressati dai Loro iscritti/evasori ) si siano mossi all 'incontro con il Professore, per avere sicurezze che quest’ultima . . turbata del Loro Governato non venga stravolta ! E’ sembrato a tutti che la delegazione Bossi / Zaia allontanandosi soddisfatti dall’uscita secondaria ( di nascosto come i ladri ) non han fatto nè corna nè pernacchie ma rimasti in silenzio assordante ! Staremo a vedere di che pasta è fatto quest’Esecutivo di Tecnici ( ? ) oh se anche Loro abbiano già imparato la tecnica dell’Inciucio !

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