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Politica 

IL DECRETO

Milleproroghe, l'Idv in soccorso degli esodati

Emandamento per gli accordi entro il 31 dicembre. Lunedì 13 il voto.

Milleproroghe, qualcuno salvi gli esodati. Dopo il sostegno di Pd e Pdl, l'Italia dei valori è andata in soccorso ai lavoratori che avevano già raggiunto un accordo con l'azienda per lasciare l'occupazione in tempo di crisi, ma che con le modifiche del decreto rischiano di attendere qualche anno prima di prendere la pensione.
I dipietristi hanno presentato in Senato un emendamento all'art. 6 del Milleproroghe «che mira a far rientrare nel regime derogatorio tutti i lavoratori previsti dagli accordi individuali e collettivi, sottoscritti entro il 31 dicembre 2011».
Non solo, insomma, quanti hanno terminato di lavorare entro quella data.
«COINVOLTI MIGLIAIA DI LAVORATORI ESCLUSI». Lo ha annunciato in una nota congiunta il presidente dell'Idv, Antonio Di Pietro, e il responsabile Lavoro e Welfare del partito, Maurizio Zipponi.
«La deroga al nuovo regime pensionistico introdotto con la riforma Fornero, se sarà approvato l'emendamento dell'Idv, verrà estesa alle decine di migliaia di lavoratori esclusi dal testo del Milleproroghe votato alla Camera, che faceva salvi soltanto coloro i quali avessero risolto il proprio rapporto di lavoro entro la medesima data».
INTERESSATI IRISBUS, TERMINI IMERESE, ALITALIA... Se fosse approvato, l'emendamento consentirebbe «ai 386 lavoratori di Agile ex Eutelia, ai 653 di Fiat Irisbus, ai 640 di Termini Imerese, ai 5 mila di Alitalia, ai 1240 di Fincantieri, ai 1000 di Alcoa, ai 2 mila di Poste Italiane, e a tante altre migliaia di lavoratori oggetto di procedure ancora aperte, come per esempio il distretto siderurgico di Piombino, di scongiurare il rischio di un futuro senza lavoro, senza stipendio e senza pensione, e di accedere alla pensione con i requisiti maturati al momento della sottoscrizione degli accordi sindacali».
Infine un appello all'esecutivo: «Chiediamo alle altre forze politiche di sostenere questo emendamento, per sanare le maggiori iniquità della riforma pensionistica, cui rischiano di aggiungersi i pessimi interventi sul mercato del lavoro annunciati dal ministro del Lavoro, Fornero, e dal presidente del Consiglio, Monti, che contrasteremo dentro e fuori le Aule parlamentari».
PRESIDIO DEI SINDACATI. Sullo stesso argomento c'è anche il pressing dei sindacati nei confronti delle «troppe persone» rimaste senza accedere alla pensione alla scadenza di mobilità e cig.
E così i leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno ribadito le loro richieste sulle modifiche alle pensioni parlando in piazza del Pantheon a un presidio dei sindacati voluto per spingere il parlamento a intervenire.

Le commissioni rinviano il voto sui nodi a lunedì 13

Intanto le commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato hanno rinviato al pomeriggio di lunedì 13 il voto sugli emendamenti al decreto concernenti i nodi più ardui da sciogliere, tra cui proprio i cosiddetti 'esodati', le pensioni dei professioni, le graduatorie scolastiche e la proprietà intellettuaole del design industriale.
INAMMISSIBILE LA METÀ DEGLI EMENDAMENTI. Nella seduta notturna di mercoledì 8 sono stati dichiarati inammissibili circa la metà degli oltre 600 emendamenti presentati nel pomeriggio, e la mattina del 9 febbraio alle ore 9 era iniziato il voto su quelli rimasti in ballo.
Tuttavia sui principali nodi sono stati accantonati gli emendamenti da parte dei presentatori, in tutto una cinquantina, a partire da quelli all'articolo 6 del decreto, che riguarda il tema pensioni.
Qui in particolare c'è l'emendamento comune Pdl-Pd che chiede di estendere la platea degli esodati.

Giovedì, 09 Febbraio 2012


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Antonio Di Pietro

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