Politica
IL CASO
Cina, censura da tivù
Pechino contro le serie televisive straniere: concesso solo il 25% della programmazione.
di Simone Pieranni
La riforma culturale, lanciata dal comitato centrale del Partito
comunista a ottobre 2011, colpisce ancora: in Cina le serie tivù
comprate dall'estero non possono essere trasmesse da nessun
canale durante la prima serata. Precedenza ai prodotti cinesi,
senza che fiction che giungono dal mondo capitalista possano
influenzare la mentalità cinese, finendo per 'inquinare'
lo spirito dei telespettatori del Dragone.
PROTEZIONISMO TELEVISIVO. La State
administration of radio, film and television (Sartf) in Cina ha
infatti deciso che i canali cinesi «non possono trasmettere
serie tivù importate durante la prima serata - che va dalle
19.30 alle 22 - e il tempo totale dedicato agli spettacoli
importati non deve superare il 25% della programmazione
totale».
Una volta che un canale importa una serie tivù, inoltre, non
può rivenderlo a terzi, senza prima averlo trasmesso. Si tratta
della nuova regolamentazione della televisione cinese.
ELIMINATI I PROGRAMMI FUTILI. Tempo fa Hu Jintao
aveva chiarito come fosse necessario riportare il Partito e la
cultura cinese al centro dell'attenzione. I solerti
funzionari hanno immediatamente agito: prima eliminando i
programmi ritenuti «futili» e ora tocca alle fiction
prodotte all'estero. Il nazionalismo cinese, e la necessità
di preservare calma sociale nell'anno del cambiamento
politico, passa - soprattutto - attraverso la televisione.
SORVEGLIARE I CONTENUTI. Secondo la
dichiarazione, ripresa dal China Daily, «la Sarft ha
chiesto alle stazioni provinciali di sorvegliare il contenuto dei
programmi televisivi effettuati da società al di fuori del
continente. Le serie tivù che contengono scene volgari e
violente non devono essere importate».
La dichiarazione ha anche specificato che i canali non dovranno
utilizzare serie tivù di uno stesso Paese o di una determinata
regione durante lo stesso periodo: «Pene severe sono previste
per chi ha violato le regole», specifica la nota.
LIMITATE LE SERIE TIVÙ. Il professor Peng
Jixiang dalla Peking University ha detto al China Daily,
che «il nuovo ordine è l'ultimo sforzo per proteggere i
prodotti nazionali culturali e contribuirà a creare un ambiente
favorevole per la tivù e gli spettacoli realizzati dalle aziende
del continente cinese. In Cina saranno limitate le serie tivù
straniere, per cercare di frenare l'influenza straniera».
Proteggere il Paese dalle influenze straniere
La decisione sulla tivù arriva in un anno politicamente delicato
per la Cina, con il cambiamento di leadership nel mirino, e
«dopo che il presidente Hu Jintao ha detto che il Partito
comunista deve ottenere una presa più salda sulla cultura
cinese». All'inizio di gennaio, infatti, l'attuale
presidente Hu ha detto ai membri del Partito comunista che «le
forze ostili all'estero» stavano cercando di
occidentalizzare e dividere il Paese con la loro influenza
culturale e che i funzionari devono rimanere vigili contro tali
sforzi.
Hu - specificano gli osservatori cinesi - «non ha detto quali
sarebbero le forze nemiche, ma i leader cinesi hanno cercato di
rafforzare la loro legittimità, impegnandosi a difendere i
valori nazionali».
NASCONDERE LA DISPARITÀ DI REDDITO. Le
osservazioni di Hu del resto sono parte di un più ampio
atteggiamento del Partito comunista per rafforzare i principi
socialisti del Paese: come osserva il China Daily, «i
leader cinesi sono sotto pressione da parte di un pubblico che è
turbato dalla disparità di reddito, la corruzione e altri mali
dovuti a una rapida crescita e si sente autorizzata dalla
prosperità crescente e dai social media a criticare il
governo».
LIMITARE I REALITY SHOW. Per competere per
l'influenza ideologica, «i leader di partito hanno detto che
la Cina deve creare altri prodotti culturali come libri, film e
arte per attrarre il pubblico cinese e straniero. Come parte
degli sforzi per riprendere il controllo da parte del Partito
comunista sulle industrie culturali, la Cina ha recentemente
detto che avrebbe limitato i reality show e altri programmi
leggeri mostrati sulle emittenti televisive satellitari».
Martedì, 14 Febbraio 2012

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