Apri/chiudi Tab
Le top 10 news di oggi chiudi
Le inchieste di Lettera43 chiudi
Le grandi interviste di Lettera43 chiudi
L43 - Local L’informazione dalla tua città Invia
TUTTO ITALIA EUROPA AFRICA ASIA NORD-AMERICA SUD-AMERICA OCEANIA Login | Registrati |  Martedì, 29 Luglio 2014- 12.41

Politica 

Pd, a qualcuno piace Fiom

Vita: «Al corteo in difesa del lavoro».

SCIOPERO GENERALE

di

Sembra passato un secolo da quando Pierluigi Bersani salì sui tetti dell'Università per portare la sua solidarietà ai ricercatori precari senza salari e senza futuro. Eppure era poco più di un anno fa, dicembre 2010, Natale di lotte e di presìdi: a decine si accamparono sui tetti delle fabbriche, degli atenei, delle proprie case, per reclamare diritti e lavoro.
Da allora, il mondo è cambiato, l'Italia pure: il Cav “cattivo” non c'è più e il governo Monti non s'ha da fermare. E così Bersani ha deciso che in piazza con la Fiom, in difesa del lavoro, il Pd proprio non ci va. «Non partecipiamo a manifestazioni contro il governo Monti», ha sentenziato qualche giorno fa il segretario cercando di ricomporre i contrasti emersi all'interno del suo partito intorno alla sciopero generale dei metalmeccanici indetto per il 9 marzo.
GARAVAGLIA: CON MONTI, NON CON LA FIOM. Il Pd non va perchè il corteo è contro il governo e il Pd sostiene il governo. È questa la motivazione che forniscono i dirigenti di via del Nazareno per spiegare il loro rifiuto di scendere in piazza con Landini.
Anche chi, come la senatrice Maria Pia Garavaglia, a febbraio 2009 - allora il segretario del Pd era Walter Veltroni - non ci pensò due volte prima di aderire allo sciopero degli statali e dei metalmeccanici Cgil-Fiom in difesa dei salari e delle pensioni, in contrasto con la decisione presa dalla segreteria.
Allora i dissidenti democratici, deputati e senatori che decisero di aderire alla manifestazione, furono oltre cento. Tra loro c'era anche Bersani.
«Le cose sono cambiate, stiamo dando sostegno al governo Monti, anche se un sostegno non acritico, e aderire in toto alla posizione del sindacato significa annullare il ruolo di mediazione del partito», dice Garavaglia a Lettera43.it. «Non Siamo attenti al grido di dolore della Fiom, ma il compito del Pd è trovare la sintesi tra diverse istanze».

I dissidenti: «Il Pd non può dimenticare il lavoro»

La decisione di Bersani ha provocato l'immediato dietrofront anche dei fedelissimi del segretario: Stefano Fassina, responsabile economia del partito, che fino a qualche giorno fa assicurava la sua presenza al corteo, diecendosi a fianco sempre e comunque dei lavoratori, anche contro Monti, anche a rischio di rompere l'unità del partito, ha fatto un passo indietro: «Aderisco ma non partecipo» è ora la sua linea.
LA RETROMARCIA DI FASSINA E ORFINI. Idem sentire per Matteo Orfini, dalemiano ora convertito al bersanesimo, che solo il 21 febbraio, sul suo profilo Twitter scriveva: «Fiat non assume iscritti Fiom, e nessuno dice niente. Qualcuno nel Pd annuncia che parteciperà allo sciopero, e apriti cielo. Un motivo in più per andare». Poco male. Anche Orfini ha cambiato idea, e in una lettera al Manifesto ha spiegato che sì, la protesta Fiom è giusta: il lavoro, la democrazia, i diritti. Però lui allo sciopero non aderisce. Perchè? Perchè «Che diamine c'entrano i No Tav?», si è chiesto.
Eh già, perchè il motivo per cui il Pd non partecipa alla manifestazione, e ha suggerito ai suoi di non andarci, è formalmente questo: parleranno i No Tav, e visto che il partito è favorevole alla Tav, è bene non aderire.
NEROZZI: SONO PRO TAV MA VADO IN PIAZZA CON LA FIOM.  Spiegazione che non convince affatto Paolo Nerozzi, senatore democratico e firmatario di una delle tre proposte di legge sulla riforma del mercato del Lavoro presentate dal Pd: «Sono 10 anni che la Fiom è contraria alla Tav. E sono 10 anni che io sono favorevole alla Tav. Ma questo non mi ha mai impedito di partecipare alle loro manifestazioni», spiega. Quella del 9 marzo poi è particolarmente importante: «Bisogna stare vicino a quella parte del mondo del lavoro, c'è un problema di democrazia e di libertà enorme sui luoghi di lavoro», dice Nerozzi. «La Fiat non reintegra lavoratori solo perchè sono iscritti a un sindacato che non piace? È una cosa di una gravità inaudita, che mette in dubbio la democrazia di un Paese. La linea di Bersani sul lavoro è più che condivisibile, ma su questi temi dovremmo essere più presenti», conclude il senatore.
COLOMBO: MI RIBELLO, IL PD DIMENTICA IL LAVORO. Anche Furio Colombo, senatore democratico certo non sospettabile di radicalismo operaista, ha abbracciato il fronte della dissidenza e venerdì 9 marzo ha deciso di scendere in piazza con la Fiom. «Mi ribello al partito, perchè trovo inaccettabile che dia ordini su temi che riguardano la coscienza», ha spiegato, e perchè «ritengo che si tratti della questione più importante per chi vota a sinistra e sa che il lavoro è il cuore di ogni cosa che si voglia definire di sinistra».

Civati: «Il Pd doveva esserci»

Ma in piazza con Landini, scenderà anche Sergio Cofferati che ha aderito all'appello lanciato da Micromega a sostegno dello sciopero. I senatori Manuela Granaiola e Vincenzo Vita hanno voluto mettere nero su bianco la loro vicinanza alla Fiom: «Vogliamo esprimere il nostro sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori della Fiom che domani sciopereranno e saranno in piazza in difesa dei loro diritti e contro l'assoluta latitanza del governo sui temi del lavoro e dello sviluppo economico e industriale del nostro Paese», hanno scritto. E Colombo è convinto che altre 'defezioni' verranno. «Il Pd così abbandona i lavoratori. Credo che altri deputati Pd parteciperanno», ha fatto sapere il senatore.
CIVATI: ATTEGGIAMENTI DI FIAT INACCETTABILI. A giudicare «incredibile» la decisione della segreteria nazionale è anche il consigliere regionale lombardo del Pd, Giuseppe Civati: «Il Pd ha scelto di non andare alla manifestazione della Fiom e di non mandarci nessuno (nemmeno chi si era autoproclamato ambasciatore verso il mondo del lavoro) perché alla manifestazione interverranno i No Tav. Come se non si sapesse da un secolo che alle manifestazioni Fiom i No Tav ci vanno. E viceversa», ha spiegato Civati sul suo blog. «Il Pd doveva esserci alla manifestazione con una rappresentanza della segreteria nazionale, non per distinguersi e posizionarsi, ma per affermare alcune cose che credo siano importanti: gli atteggiamenti della NewCo di Fiat non sono accettabili».
E la rappresentanza sindacale, ha aggiunto il consigliere, «si può cambiare (anzi, è necessario intervenire politicamente sulle relazioni industriali nel loro complesso e il Pd dovrebbe farlo con forza), ma non negare. Né si può escludere chi porta con sé le ragioni di un conflitto che è parte integrante della vita democratica di un Paese».
 

Giovedì, 08 Marzo 2012 © RIPRODUZIONE RISERVATA


File multimediali correlati a questo articolo

Un momento del corteo dei lavoratori metalmeccanici Fiom per le vie del centro (Ansa).

4 foto
FOTO

Commenti (1)

Alessandromagno 08/mar/2012 | 20:30

Il silenzio assordante del Deputato Ex Tissan Group !
Mi piacerebbe sentire nel merito anche un Ex operaio Tissen diventato deputato del PD in merito al discorso FIOM / PD ma che è scomparso da un pò dalla scena sia sindacale che politica , anche di quella Cittadina ! Forse si farà vivo con i suoi Ex compagni di Fabbrica quando ci sarà bisogno di qualche voto per il PD !

Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

L’informazione dalla tua città
Invia