Politica
Integrazione
Alfabetizzazione baby
Sulla Welt la proposta di istituire un test di tedesco all'asilo.
di Pierluigi Mennitti
La proposta è di quelle radicali. Per affrontare il problema dell’integrazione dei cittadini stranieri in Germania, Jürgen Zöllner, senatore socialdemocratico all’Istruzione della città di Berlino (una carica che equivale a quella italiana dell’assessore) ha lanciato l'idea di istituire un test linguistico per i bambini di tre anni. Qualora dovessero mostrare delle lacune, scatterebbe l’obbligo di frequentare in asilo corsi specifici di recupero, una mezza giornata sui banchi e davanti alla lavagna alle prese con sintassi, coniugazioni, genitivi e preposizioni.
Alfabetizzazione obbligatoria
La Welt ha riportato il 28 dicembre le parole di Zöllner: «La mia idea è quella di mettere alla prova la possibilità di inserire un test preventivo per valutare le capacità linguistiche die bambini di età fra i tre e i quattro anni, quando si è ancora in tempo per intervenire sulla loro formazione». Berlino, che a livello amministrativo ha competenze e funzioni di Land, dovrebbe introdurre sin dal prossimo anno una test di conoscenza della lingua tedesca per i bambini al quarto anno e mezzo di età. Qualora venissero riscontrate delle lacune, scatterebbe l’obbligo di quello che lo stesso Zöllner ha definito «obbligo di asilo», un supplemento di studio dedicato solo alla grammatica di cinque ore quotidiane.
SE IN CASA NON SI PARLA TEDESCO. Gli studi condotti in questi ultimi anni hanno rilevato che il maggiore ostacolo all’integrazione dei figli di famiglie immigrate viene proprio da una scarsa padronanza della lingua tedesca. L’abitudine di parlare in casa la propria madrelingua viene di fatto incentivata dagli stessi genitori, poco consapevoli dell’importanza di apprendere l’idioma del Paese in cui i loro figli dovranno farsi strada in futuro. Questo accade principalmente per due motivi: o i genitori stessi parlano male il tedesco, e dunque non sono in grado di utilizzarlo nella vita di tutti i giorni, o intendono preservare le radici e la cultura della propria terra d’origine, senza rendersi conto di pregiudicare il futuro inserimento dei propri figli nella nuova realtà sociale. E dal momento che non esiste un obbligo di iscrizione all'asilo, molti bambini giungono al primo anno di scuola con nozioni di tedesco approssimative o, in alcuni casi estremi, completamente a digiuno.
La proposta del corso propedeutico
Su come aggirare questo problema, i politici tedeschi hanno iniziato a discutere da qualche tempo, almeno da quando il tema dell’integrazione è stato posto al centro del dibattito pubblico, sganciandolo da posizioni prestabilite di tipo ideologico e affrontandolo nei suoi contenuti concreti.
CORSO DI LINGUA AL PRIMO ANNO. La ministra della Famiglia della Cdu, Kristina Schröder, ha proposto tempo fa di inserire un anno di studio propedeutico della lingua tedesca all’ingresso dei bambini nel primo anno della scuola dell’obbligo. Ma Zöllner ha ritenuto che tale proposta «sia giuridicamente di difficile introduzione e rischi di non ottenere gli scopi prefissati, dal momento che la maggioranza degli esperti ritiene un anno un periodo troppo breve per recuperare il tempo perduto». Sarebbe dunque più utile, a detta del senatore, anticipare i tempi della verifica e dell'eventuale intervento educativo, quando i bambini sono ancora in grado di apprendere con relativa facilità il nuovo idioma.
MAESTRI MASCHI PIÙ AUTOREVOLI. Un altro problema è legato al sesso dei maestri d'asilo. L'argomento ha creato qualche imbarazzo e rischia di non essere politicamente corretto, ma studi di esperti hanno rilevato come, per formazione culturale, i figli di immigrati tendano a dimostrare maggior rispetto verso maestri di sesso maschile. La Welt ha ricordato come Berlino impegni già oggi nel sistema educativo più maestri maschi rispetto alla media degli altri Länder della Germania (il 4,3% contro il 2,4%) e Zöllner conferma che le cifre, negli ultimi anni, siano costantemente aumentate: «Questo non significa affatto, però, che non si possa fare di più». Il senatore ha proposto anche di istituire un tavolo di discussione fra le parti interessate, con l'obiettivo di individuare modi e risorse per rinforzare la presenza di maestri maschi negli asili.
AUMENTA LA SPESA PUBBLICA. E poi c'è il problema dei costi, destinati ad aumentare fin dal prossimo anno: «Secondo una prima stima, dal test del prossimo anno scaturiranno circa mille i bambini che avranno bisogno di corsi supplementari nell'asilo». In alcuni casi si tratterà di piccoli che non hanno mai messo piede in una struttura pubblica tedesca, ma proprio per loro l'obbligo di frequenza diventa un'opportunità assolutamente necessaria.
Martedì, 28 Dicembre 2010
(1)
incoerenza di politici
logica vuole che in caso di bocciatura siano espulsi dalle scuole pubbliche,ma anche in Germania a pagare è pantalone,non i politici di tasca loro.
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