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Politica 

Politica al femminile

Quote rosa, pochi strilli tanti fatti

La continua ascesa delle donne della Bundesrepublik.

Articolo completo

da Berlino

Pierluigi Mennitti

«Gli uomini parlavano in salotto della grande politica e le donne se ne stavano in cucina a lavare le stoviglie». L’infanzia di Annegret Kramp-Karrenbauer, nella Germania degli anni Sessanta, è trascorsa più o meno così. Ma oggi la politica della Bundesrepublik assume ogni giorno di più un volto femminile e, come ha scritto lo Spiegel, «proprio Annegret Kramp-Karrenbauer sarà un ulteriore simbolo di questo cambiamento epocale quando, presumibilmente fra 5 mesi, sostituirà il dimissionario Peter Müller alla presidenza della regione della Saar.
In un Paese che già oggi annovera una cancelliera, 2 presidenti di Regione e 5 ministre, l’ascesa delle donne ai posti di responsabilità nella gestione della cosa pubblica potrebbe non fare più notizia. «Ma se la tornata elettorale amministrativa del 2011 andrà in un certo modo», ha proseguito lo Spiegel, «le presidenti di regione potrebbero diventare addirittura 5. Oltre alla Kramp-Karrenbauer, sono in corsa Julia Klöckner della Cdu nella Renania Palatinato e Renate Künast dei Verdi a Berlino. La prima è attualmente segretario di Stato, la seconda è capogruppo al Bundestag. Entrambe hanno di fronte una campagna elettorale difficile, ma non partono battute. Già oggi si tratta di donne che svolgono un ruolo di primo piano nella scena politica berlinese».
IL CONFRONTO CON L'ITALIA. Appare stridente il contrasto con altre nazioni (ce ne viene in mente una a caso), dove in questi giorni il ruolo delle donne viene accostato alla politica per tutt’altre considerazioni. La Germania, Paese per tanti anni più conservatore nei costumi di quanto faccia pensare la sua collocazione geografica al centro dell’Europa, si è ormai lasciata alle spalle le vecchie consuetudini e si è incamminata sul terreno delle uguali opportunità per i due sessi.
IL RUOLO FEMMINILE E IL SESSANTOTTO. Nel rapporto uomo-donna, la Germania non è mai stata la Svezia: per anni il ruolo femminile è stato confinato alle cosiddette tre K, Kinder, Küche e Kirche, bambini, cucina e chiesa. Fu il movimento femminista nel Sessantotto ad aprire la battaglia sui pari diritti e da allora le donne hanno compiuto un lungo e faticoso cammino. Ma, a quel che si vede, coronato da successo.

Una politica discreta fatti di piccoli passi e poco baccano

«Le donne non fanno una politica rumorosa, ha spiegato il magazine, come capita a molti colleghi maschi, la loro caratteristica è di preferire i piccoli passi al grande baccano. La scelta di Annegret Kramp-Karrenbauer come sostituta di Müller è parsa sorprendente giacché la futura presidente del Saarland non si è fatta strada a gomitate, al contrario si è sempre distinta per un comportamento schivo ma di successo nei ruoli importanti finora ricoperti come ministra regionale dell’Interno, dell’Istruzione e degli Affari Sociali».
UNA MARCIA SILENZIOSA MA TENACE. E Ralf Stegner, segretario socialdemocratico nello Schleswig-Holstein ed ex ministro nel primo gabinetto guidato da una donna, Heide Simonis, ha aggiunto: «La mia esperienza è che le donne sono totalmente estranee al concetto di capo branco così caro agli uomini». Insomma, con loro si lavora meglio, in maniera più rilassata e meno concorrenziale. Parola di uomo.
«La silenziosa marcia delle donne verso il potere», ha proseguito lo Spiegel, «sembra dunque funzionare sempre meglio nella Bundesrepublik. E non è un caso che Angela Merkel, giunta al suo settimo anno di cancellierato, sia apprezzata dalla maggioranza degli elettori non tanto per il carisma o per il forte temperamento, di cui anzi difetta, ma per la sua capacità di assicurare un tranquillo e ordinario lavoro».
LA REPLICA DI SCHNARRENBERGER. Qualche tempo fa, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, una delle 5 ministre del governo Merkel, si era lamentata del fatto che «lo stile delle donne in politica apparisse troppo noioso all’opinione pubblica». Oggi, ha osservato il magazine, questa caratteristica non sembra essere più un ostacolo. E non sembra neppure essere del tutto vera: «Proprio la Klöckner e la Künast non sono affatto prive di temperamento e sono in grado di utilizzare gli strumenti tradizionalmente maschili per sostenere le proprie idee e proposte».
LE PAGELLE DELLA POLITICA. La politica fa dunque da battistrada. E dà le pagelle anche ad altri settori. La ministra della Famiglia Kristina Schröder (Cdu), ha riportato la Welt, «ha elogiato le calciatrici lesbiche che, a differenza dei calciatori, mostrano più coraggio e consapevolezza nel confrontarsi apertamente con la questione dell’omosessualità, assumento un ruolo di apripista». Resta invece curiosamente indietro l’impresa. «Quando una ministra incontra qualche top-manager delle grandi imprese tedesche, non capita mai di incrociare una donna.
Nessuna di loro guida un’azienda quotata in borsa e nei consigli di amministrazione delle prime 100 imprese tedesche la quota delle presenze femminili è del 2,2%».
Per questo motivo, la ministra del Lavoro Ursula von der Leyen ha ammonito il mondo economico a darsi una regolata e ad accrescere volontariamente la presenza femminile in ruoli di responsabilità. Se non lo faranno da soli, ha minacciato, dovrà intervenire la politica introducendo le famigerate quote rosa.

Martedì, 25 Gennaio 2011


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