Addio di Napolitano, parte la corsa al Colle

Dopo l'ultimo discorso di Napolitano, si apre la partita per la successione. Renzi cerca l'identikit giusto. Incognita numeri in Aula. Da Prodi a Cantone, i nomi.

01 Gennaio 2015

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi.

(© Ansa) Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi.

Dopo l'ultimo discorso di fine anno di Giorgio Napolitano, in cui il capo dello Stato ha confermato le sue imminenti dimissioni, entra nel vivo la partita per la successione al Quirinale.
Il premier Matteo Renzi, alle prese con i numeri dell'Aula e le divisioni tra i partiti, è alla ricerca dell'identikit giusto per non rischiare di far rivivere al parlamento il caos del 2013. 
APPELLO DI BOLDRINI. A riguardo, la presidente della Camera Laura Boldrini ha avvertito: «Mi auguro che i gruppi e i partiti stiano lavorando con senso di responsabilità mettendo bene a fuoco e in tempo utile la figura che dovrà essere capo dello Stato», sottolineando che Napolitano ha invitato le Camere a procedere all'elezione del suo successore «serenamente». Chi verrà dopo di lui, ha aggiunto Boldrini, avrà «una bussola davanti a sé e spero che ci sia continuità in questo».
PLAUSO DI RENZI, CRITICHE DI GRILLO E SALVINI. Il discorso del presidente ha ricevuto il plauso e il ringraziamento di Renzi, di tutto il Pd e dell'area centrista. Ma ha anche innescato una girandola di critiche e dure reazioni, tutte concentrate nelle forze dell'opposizione e che hanno il loro simbolico apice nel 'contro-discorso' di Beppe Grillo e nella bocciatura «su tutta la linea» gridata dal leader della Lega Matteo Salvini. Non sarà facile, dunque, per Renzi, trovare la quadratura del cerchio in tempi stretti per l'operazione più delicata del suo governo. 
IL NODO DEI NUMERI. Dal giorno in cui Napolitano comunicherà le sue dimissioni, la presidente della Camera avrà 15 giorni per convocare l'elezione del successore. Convocazione che potrebbe cadere nel primo lunedì di febbraio con il mese gennaio dedicato così integralmente alle riforme. Per il Colle Renzi non potrà contare solo sul suo partito, sebbene il Pd possa vantare circa 460 su 1.008 Grandi elettori. Per arrivare alla maggioranza assoluta di 505 (prevista dal quarto scrutinio) dovrà contare su almeno un 'alleato' per una partita sulla quale il premier, così come per le riforme, può di fatto giocare su un doppio binario: quello della maggioranza di governo, scegliendo un'opzione che trovi il sì dei centristi e quello del Patto del Nazareno con Silvio Berlusconi. Tocca comunque a Renzi e al Pd fare una proposta.
I NOMI, DA PRODI A FINOCCHIARO E AMATO. La schiera di 'papabili' per il Colle va da Romano Prodi e Stefano Rodotà (già 'bruciati' però nel 2013) ai ministri Pier Carlo Padoan e Roberta Pinotti. Quest'ultima, in tema di quote rosa, è in compagnia di Anna Finocchiaro ed Emma Bonino.
In corsa ci sono anche Giuliano Amato, Mario Draghi, Ignazio Visco, Piero Fassino e Pietro Grasso. Circola poi il nome di Raffaele Cantone, attuale presidente dell'autorità anticorruzione. 
Il Movimento 5 stelle potrebbe invece proporre il nome di Ferdinando Imposimato, magistrato e presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Roggiolani 02/gen/2015 | 09 :55

Perché non Carlo Petrini?
Jacopo Fo ha proposto Carlo Petrini una straordinaria figura nobile e intelligente. Perché anche lettera 43 non si fa portatrice di questa proposta?

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
prev
next