Anac, Roma Capitale: le denunce di Cantone

Dalla gestione delle strade agli asili: il rapporto dell'Autorità nazionale anticorruzione sul sistema degli appalti dal 2012 al 2014.

15 Marzo 2016

Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac).

(© Ansa) Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac).

L'indagine dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sulla gestione del Comune di Roma dal 2012 al 2014 «ha rivelato la sistematica e diffusa violazione delle norme e il ricorso generalizzato e indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, con il conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi che agevolano il radicarsi di prassi corruttive».
È quanto emerge dall'ultimo documento firmato il 10 marzo scorso da Raffaele Cantone e pubblicato oggi dai quotidiani Repubblica e Messaggero. Tanti gli ambiti nei quali sono state riscontrate irregolarità dall'Anac: dalla manutenzione delle strade ai servizi per i disabili, dagli ospizi agli affitti delle case, dalla macellazione della carne alla tutela del verde pubblico, dall'acquisto di nuovi software alla gestione dei canili.
INUTILE DIFESA DI ROMA CAPITALE. Roma Capitale e i singoli dipartimenti hanno cercato di difendersi, inviando una serie di dossier a difesa. Ma che non hanno cambiato le analisi dell'Anac.
«Si riscontrano ricadute negative sulla qualità delle prestazioni e sull'incremento dei costi, nonché sulla lesione della concorrenza, come effetto della sottrazione alle regole di competitività del mercato di una cospicua quota di appalti, affidati per la maggior parte senza gara», si legge nel rapporto.
GLI APPALTI “NEGOZIATI”. In particolare, l'Anac mette in luce il vizio principale, la facciata dietro quale è facile nascondere le tangenti: si tratta del «facile» utilizzo della cosiddetta «procedura negoziata». L'opposto di una gara pubblica a cui tutti possono partecipare. Nel caso della negoziazione, invece, si invita un numero limitato di imprese, con cui «si negozia» l'appalto. Ma, secondo Cantone, c'è un errore di origine, perché ci sono «carenza o difetto di motivazione dei presupposti» per ricorrere a questo tipo di procedura.
IL GIRO DELLE COOPERATIVE. La Repubblica fa sapere che «Cantone ha esaminato, nella prima fase dell'indagine, 1.850 procedure negoziate, il 10% del totale. Nella seconda fase ne ha messe a fuoco 36, tra appalti, lavori in economia, cottimi fiduciari, affidamenti a cooperative. E ha confermato 'i rilevanti profili di criticità nei comportamenti delle strutture gestionali di Roma Capitale'».
L'indagine dell'Anac rivela che, soprattutto per le cooperative che operano nel sociale, nel triennio 2012-2014 «c'è stato un esorbitante numero di affidamenti di cospicuo valore economico avvenuti in gran parte in forma diretta, a conferma del mancato rispetto dei principi basilari di concorrenza, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità».

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