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Politica 

Antonio Esposito, magistrato conservatore

Dalla sentenza All Iberian, al figlio glamour. Chi è il giudice finito nella bufera. Che ribadisce: «L'intervista manipolata».

PROFILO

Il Csm lo ha definito «un profilo professionale di rilevante spessore per doti e capacità, valore ed impegno professionale oltre che per l'elevata, approfondita preparazione generale e specifica nel settore penale». Insomma, Antonio Esposito, 71 anni, presidente della sezione feriale della Corte di Cassazione è ritenuto un magistrato coi fiocchi. Che – con l'intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino (ascolta l'audio) – deve essere scivolato su una buccia di banana. Almeno stando alla sua biografia.
CONSIDERATO UN CONSERVATORE. Considerato un giudice conservatore, Esposito si fece notare già quando, pretore a Sapri, dovette subire l'incendio della pretura per aver condannato gli amministratori e gli speculatori del business del cemento sulle coste tirreniche. Sempre in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, ha confermato nel 2000 la sentenza All Iberian, che proscioglieva Berlusconi.
IN CASSAZIONE DAI PRIMI ANNI 90. Al Palazzaccio si è insediato nei primi Anni 90. Da allora si è occupato, tra i tanti, dei processi ai Casalesi, dello scandalo Antonveneta, e perfino della condanna all'ex presidente siciliano Totò Cuffaro. E ancora Enimont, Metropolitana Milanese e Lodo Mondadori.

Una famiglia di togati

Più discussi, invece, i suoi familiari togati.
IL FRATELLO FU PG DELLA CASSAZIONE. Il fratello Vitaliano ha occupato per anni il ruolo di procuratore generale di Cassazione. Durante il governo Monti è stato nominato garante per l'esecuzione delle prescrizioni ambientali dell'Ilva di Taranto, un incarico – ora decaduto, proprio per via di un voto del Pdl – da 200 mila euro all'anno.
IL FIGLIO A CENA CON LA MINETTI. Molto più criticato è stato il figlio Ferdinando. Palestrato, elegante e al volante di una Porsche, il pm della procura di Milano è stato ''pizzicato'' a cena con l'ex consigliera regionale Nicole Minetti, condannata in primo grado nel processo Ruby bis a cinque anni di reclusione. La paparazzata, pubblicata su Dagospia, ha mandato sulle furie i colleghi, che in quello stesso periodo stavano conducendo le indagini sulle notti di Arcore. Ferdinando Esposito è finito anche davanti alla disciplinare del Csm, su segnalazione del procuratore Bruti Liberati. L'11 luglio, però, la sua posizione è stata archiviata.

Mercoledì, 07 Agosto 2013


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Antonio Esposito.

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Commenti (2)

François 07/ago/2013 | 14:45

È l'Italia dei legulei.

igiulp 07/ago/2013 | 13:39

W la magistratura......
Deve proprio essere un "dono di famiglia". Il fratello, il figlio, l'amico dell'amico........ Magistrato sicuramente laureato con 110 e lode e altre lodi dal CSM (profilo di rilevante spessore professionale....). Capirai. Poi per decifrare il senso dei suoi discorsi, devi mettere la traduzione simultanea per noi, onesti parlatori. Che schifo !!

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