Argentina, intesa da 4,5 miliardi con gli hedge funds

Ora il Congresso dovrà modificare la legge per ratificarla. L'accordo arriva dopo 15 anni di battaglia legale sul default di Buenos Aires.

29 Febbraio 2016

Mauricio Macri, presidente dell'Argentina dal 10 dicembre 2015.

(© Getty Images) Mauricio Macri, presidente dell'Argentina dal 10 dicembre 2015.

L'Argentina e gli hedge fund, guidati da Paul Singer, depongono le armi dopo 15 anni di battaglia. Un accordo di principio da 4,65 miliardi di dollari è stato raggiunto lunedì 29 febbraio, e apre la strada a revisioni al rialzo del rating di Buenos Aires, oltre che alla sua inclusione negli indici dei bond dei mercati emergenti.
La parola fine al secondo default in 100 anni dell'Argentina, però, non è ancora stata scritta.
L'intesa deve essere approvata dal Congresso di Buenos Aires. Per la ratifica, sarà necessario rivedere le leggi approvate durante la precedente amministrazione, che impedivano il raggiungimento di un simile accordo. La scadenza per firmare è il 14 aprile, ma le parti possono estendere la scadenza se vorranno.
Spiega il mediatore Daniel Pollack: «Si tratta di un importante passo in avanti in una battaglia che prosegue da tempo, ma non è il passo finale».
Alcuni aspetti dell'accordo, infatti, sono ancora oggetto di trattativa.
La cifra concordata rappresenta il 75% delle richieste degli hedge fund e verrà pagata in contanti, con gli hedeg fund che si sono impegnati a non interferire nel processo di accesso al mercato dei capitali dell'Argentina per raccogliere i fondi necessari al pagamento. Per il neo eletto presidente Mauricio Macri l'intesa rappresenta un'importante vittoria politica, soprattutto dopo il duro scontro cui aveva dato vita il suo predecessore.
Cristina Fernandez de Kirchner aveva infatti definito gli hedge fund «avvoltoi» e «terroristi finanziari», dopo il loro rifiuto di partecipare alle due ristrutturazioni del debito argentino sulla scorta del default del 2001.
Nelle ultime settimane le pressioni sugli hedge fund per chiudere la disputa e consentire all'Argentina di ripartire sono aumentatem anche a causa dell'accordo da 1,3 miliardi di dollari siglato da Buenos Aires con i titolari di bond italiani.
Le due figure chiave nel raggiungimento dell'intesa sono il nuovo ministro dell'Economia argentino, Alfonso Prat-Gay, e il manager dell'hedge fund Elliott Management Paul Singer, che in precedenza aveva guidato i fondi speculativi allo scontro. L'intesa include, oltre a Singer, anche i fondi Aurelius, Dvaidson Kempner e Bracebridge Capital.

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