Balzani e Majorino, non alleati e perdenti

Assieme avrebbero battuto Sala? Secondo i numeri sì. Di quasi 9 mila voti. Ma hanno voluto correre separati. Rimpianti e punzecchiature dei candidati di sinistra alle Primarie del Pd a Milano.

07 Febbraio 2016

Pierfrancesco Majorino e Francesca Balzani.

(© Imagoeconomica) Pierfrancesco Majorino e Francesca Balzani.

La sinistra si divide, gli altri vincono.
Un ritornello politico che si è ripetuto anche nella sfida tutta interna al Partito democratico delle Primarie milanesi.
Beppe Sala, il candidato del fantomatico Partito della nazione, è arrivato primo (anche) grazie al mancato accordo tra i due sfidanti che provenivano dalla stessa area politica, quella frutto dell'eredità arancione di Giuliano Pisapia: Francesca Balzani e Pierfrancesco Majorino.
Il commissario di Expo ha ottenuto 25.600 voti, la vice sindaco 20.516, l'assessore 13.916.
TICKET DAI NUMERI VINCENTI. Ci fosse stato il ticket tra la seconda e il terzo classificato, la somma algebrica suggerisce che le preferenze sarebbero potute essere 34.432: un buon margine (8.832 schede) sopra Sala.
Così non è stato, e per gli sconfitti è arrivato il tempo dei rimpianti.
Balzani non lo ha nascosto: «Sono molto rammaricata. Fino all'ultimo giorno ho continuato a ripetere a Majorino che la porta era aperta, che avrei voluto con lui un progetto comune».
RIMPALLO DI RESPONSABILITÀ. E invece? «Questo non è stato possibile e tra le tante realtà dei numeri c'è anche questa. Per me, e per molti milanesi, una nota di rammarico».
Ma Majorino, che ha annunciato la sua discesa in campo prima della rivale (luglio 2015 contro dicembre 2015) ha rispedito al mittente le critiche per l'intesa che non è arrivata: «Mi pare che nessuno di noi ha preso poco, smettiamo di dire cosa si poteva fare».
Eppure secondo la Balzani bisognava «superare i personalismi e i protagonismi», un passo che «sarebbe stato molto importante».
Però non è accaduto: «Sarebbe stata una grande prova per dare il senso di volere costruire qualcosa».
VOLERSI BENE, MA NON TROPPO. Del resto il rapporto politico tra i due è sempre stato piuttosto chiaro, riassumibile in un messaggio usato da entrambi: «Ci vogliamo bene, ma ognuno per la sua strada».
E così è stato fino alla fine.
A Majorino non è mai andato giù il comportamento 'ballerino' della collega: «Due settimane fa Francesca diceva di non riconoscersi nei miei programmi, due mesi fa mi incitava a candidarmi, poi si è candidata. Non so più cosa dire, cambia idea ogni 10 giorni. La porta del dialogo è sempre aperta, però...».
A chi gli chiedeva di ritirarsi per sostenere la Balzani, rispondeva piccato: «È una cosa un po' forzata».
ORA TUTTI UNITI (FORSE). Ora non resta che unirsi e appoggiare Sala. Come ha auspicato anche il sindaco uscente Giuliano Pisapia, che appoggiava la sua vice Balzani.
E Majorino ha confermato: «Il centrosinistra da domani deve andare avanti a sostegno del nostro candidato. Usiamo le nostre energie per una partita che dobbiamo vincere a giugno».
Mettendo una pietra sopra su quello che poteva essere, ma non è stato.

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