Bombe su Aleppo, Assad: «Guerra continua, colpa degli Usa»

Il regime accusato di usare il fosforo in uno dei bombardamenti più pesanti degli ultimi mesi. Il presidente siriano: «Nessuno può dire quando finiranno gli scontri». Il cessate il fuoco collassa.

22 Settembre 2016

Le immagini che proverebbero l'uso di bombe al fosforo su Aleppo.

Le immagini che proverebbero l'uso di bombe al fosforo su Aleppo.

Se qualcuno avesse osato sperare in una possibile tregua nel conflitto siriano, a sciogliere ogni dubbio è stato lo stesso presidente Bashar al Assad. In un'intervista all'agenzia Ap, il dittatore ha accusato gli Usa di essere responsabili per il fallimento del cessate il fuoco e ha dichiarato di ritenere che la guerra «si trascinerà» ancora per un periodo indefinito di tempo, addossandone la responsabilità ai Paesi che appoggiano i ribelli.
«Essendoci molti fattori esterni che non si controllano», ha sentenziato, «il conflitto si trascinerà ancora, e nessuno a questo mondo può dire per quanto».
L'ERRORE DI WASHINGTON. L'occasione per ripartire con i bombardamenti e gli scontri, al presidente siriano, l'hanno data proprio gli Stati Uniti, primi sponsor del cessate il fuoco. Sabato sera jet della coalizione a guida americana hanno attaccato, secondo Washington per errore, una postazione del regime impegnata a combattere lo Stato islamico vicino a Deyr az Zor. Il bilancio del raid è stato di 62 morti e di un involontario aiuto all'Isis.
Assad ha colto la palla al balzo. Nell'intervista ha affermato che l'attacco è stato «sicuramente intenzional».
«RUSSIA E USA NON COLLABOLERANNO». «Non credo che gli Usa siano pronti ad unirsi alla Russia nel combattere i terroristi in Siria», ha aggiunto certificando quello che è sotto agli occhi di tutti, soprattutto dopo il bombardamento di un convoglio umanitario vicino ad Aleppo in cui 21 persone sono rimaste uccise martedì. L'intelligence americana ha accusato Mosca della strage, la quale ha prontamente rimandato l'imputazione al mittente.
L'accordo per il cessate il fuoco raggiunto tra il Cremlino e la Casa Bianca e in vigore dal 12 settembre, e prevedeva che le due superpotenze unissero le forze per bombardare i jihadisti dell'Isis e i qaedisti del Fronte Fatah ash Sham (ex Al Nusra), esclusi dalla tregua.

L'opposizione accusa: «Usano bombe al fosforo»

Intensi bombardamenti aerei nella notte su quartieri di Aleppo est, fuori dal controllo governativo, con testimoni oculari che denunciano l'uso di «bombe al fosforo». Immagini trasmesse dall'Aleppo Media Center mostrano alcuni quartieri illuminati a giorno dalle esplosioni di colore bianco prodotte dagli ordigni. L'Ondus afferma che sono stati condotti almeno 14 raid diversi su Bustan al Qasr e Kallasa. La zona è assediata dalle forze lealiste e dalle milizie filo-iraniane ed è presa di mira da mesi da raid russi e governativi siriani

Sfuma la no-fly zone

La proposta del segretario di Stato Usa John Kerry di vietare le azioni dei velivoli in specifiche aree della Siria «non è attuabile», ha dichiarato il vice ministro degli Esteri russo Serghiei Riabkov citato da Ria Novosti.
«Penso», ha spiegato Riabkov, citato questa volta dalla Tass, «che questa proposta rifletta la posizione di Washington sulla responsabilità di Damasco e, come loro sostengono, della parte russa per l'attacco contro il convoglio umanitario». Il vice ministro degli Esteri russo ha quindi aggiunto che «questo schema non funzionerà, almeno fino a quando gli Stati Uniti e gli altri attori coinvolti in questo processo non faranno sì che i gruppi che vedono la guerra come l'unico modo per risolvere il problema smettano di usare la forza».

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