Brasile, l'ex presidente Lula prelevato dalla polizia

L'ex sindacalista condotto nell'aeroporto Congonhas di San Paolo per deporre di fronte alle autorità. Gli inquirenti: «Ci sono elementi di prova che abbia ricevuto denaro proveniente dallo schema interno a Petrobras». Ma lui si dice innocente.

 

04 Marzo 2016

Il blitz è stato disposto nell'ambito della 24esima fase dell'operazione 'Lava Jato' (autolavaggio) cominciata nel marzo 2014.

(© Ansa) Il blitz è stato disposto nell'ambito della 24esima fase dell'operazione 'Lava Jato' (autolavaggio) cominciata nel marzo 2014.

Operazione della polizia federale brasiliana nella casa dell'ex presidente della Repubblica, Luìz Inácio Lula da Silva e di suo figlio Fábio Luìz, a Sao Bernardo do Campo, nella periferia di San Paolo. Il blitz è stato disposto nell'ambito della 24esima fase dell'operazione 'Lava Jato' (autolavaggio) cominciata nel marzo 2014  grazie alla dichiarazioni dell'uomo d'affari Alberto Youssef.
Gli agenti hanno eseguito mandati anche all'Istituto Lula e nella sede della holding delle costruzioni Odebrecht. Lula non è comunque stato né fermato né arrestato. «Non ho nulla da temere perché non ho fatto niente di male. Se i magistrati mi avessero mandato a chiamare sarei andato, come ho fatto lo scorso 5 gennaio a Brasilia, e si sarebbe evitata questa operazione inutile e spettacolare, questo show», ha spiegato l'ex presidente.
LULA HA DEPOSTO ALLA POLIZIA FEDERALE. Lula è stato condotto nell'aeroporto Congonhas di San Paolo per deporre nella locale sede della polizia federale. A disporre l'accompagnamento coatto il giudice brasiliano Sergio Moro, che in passato ha detto di ispirarsi ad Antonio di Pietro e al pool di Mani Pulite, sostenendo che l'ex presidente si era rifiutato di andare a deporre su un caso di presunta corruzione. In conferenza stampa il pubblico ministero Carlos Fernando dos Santos Lima ha poi spiegato che l'accompagnamento coatto di Lula è stato disposto per evitare il rischio di proteste e garantire che l'ex presidente parlasse alle autorità in totale sicurezza.
POSSIBILE RICICLO DI OLTRE UN MILIONE DI EURO. «Ci sono elementi di prova che l'ex presidente Lula abbia ricevuto denaro proveniente dallo schema interno a Petrobras», hanno spiegato gli inquirenti.
Secondo la polizia giudiziaria c'è il fondato sospetto che siano stati riciclati almeno 4,5 milioni di reais, pari a oltre un milione di euro.
LULA HA RISPOSTO ALLE DOMANDE. L'ex sindacalista ha risposto a tutte le domande: «Lula è tranquillo e non ha avuto alcuna reazione rabbiosa», ha precisato il pm Igor Romario. 
Terminata la deposizione, si è fatto accompagnare dalla polizia federale nella sede del partito del Lavoratori, nel centro di San Paolo. Davanti all'edificio lo hanno accolto un centinaio di sostenitori, con bandiere del partito di sinistra.

L'inchiesta Petrobas: partita nel 2014 è ancora in corso

Lanciata nel 2014, l'inchiesta su Petrobras ha portato alla luce un vasto sistema di false fatturazioni messo in piedi dal colosso petrolifero pubblico e 16 aziende, sistema che assicurava commissioni tra l'1 e il 3% su ogni contratto, di cui una parte era poi versata a uomini politici della coalizione al governo.
LAMBITA DILMA ROUSSEFF. Il blitz arriva a pochi giorni di distanza dalle dichiarazioni del senatore Delcidío do Amaral, che ha rivelato che Lula comprò il silenzio di varie persone. Non solo: anche la presidente Dilma Roussef, all'epoca dei fatti contestati presidente del Cda del colosso, avrebbe fatto pressioni per proteggere gli imprenditori coinvolti nello scandalo tangenti. 
La Rousseff, che non si è pronunciata ufficialmente sull'accaduto, ha intanto convocato una riunione di emergenza con almeno cinque suoi ministri presso la sede della presidenza della Repubblica.

Le reazioni: manifestazioni e schermaglie via Twitter 

Si sono verificati tafferugli tra manifestanti a favore e contro Lula davanti alla sua residenza a Sao Bernardo do Campo.

(© Ansa) Si sono verificati tafferugli tra manifestanti a favore e contro Lula davanti alla sua residenza a Sao Bernardo do Campo.

«Può essere l'inizio della fine», ha dichiarato Antonio Imbassahy, capogruppo del Psdb, principale partito di opposizione brasiliano, «credo che la polizia federale non sarebbe entrata nella casa di Lula se non avesse avuto materiale sufficiente per condurre l'operazione».
TAFFERUGLI TRA MANIFESTANTI. Intanto, proprio di fronte alla residenza a Sao Bernardo do Campo si sono verificati tafferugli tra manifestanti pro e contro Lula. Per calmare gli animi sono dovuti intervenire agenti di polizia e guardie municipali. Scene analoghe si sono verificate fuori dall'aeroporto mentre l'ex presidente deponeva.
SU TWITTER L'HASHTAG #LULA. Il partito dei Lavoratori ha invece lanciato su twitter gli hashtag #Lula, #Lula prigioniero politico, #Siamo tutti Lula, #IlpopoloconLula, #Golpe e #Cisarannoconseguenze. Non mancano molti detrattori dell'ex presidente.

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