Brexit, le concessioni Ue al Regno Unito

Governance economica, competitività, sovranità e Welfare: la proposta di accordo per evitare l'uscita di Londra.

19 Febbraio 2016

David Cameron e Jean-Claude Juncker.

(© Getty Images) David Cameron e Jean-Claude Juncker.

Uscito dal Consiglio europeo in corso a Bruxelles a notte fonda, il premier Matteo Renzi ha fatto il punto sui due temi in discussione: «Qualche passo avanti sull'immigrazione. Qualche passo indietro sulla Brexit». «Combatterò per la Gran Bretagna», ha dichiarato David Cameron, e nella battaglia sembra proprio che il premier britannico abbia ben saldo il coltello dalla parte del manico. Se è vero che Cameron deve portare a casa qualcosa per convincere i suoi cittadini a restare in Europa, è ancor più vero che Bruxelles non può permettersi in questo momento l'uscita del Regno Unito.
Il pacchetto di proposte messo sul tavolo del Consiglio europeo per convincere la Gran Bretagna a restare nella Ue si compone di un testo base di Decisione dei leader - che secondo gli esperti giuridici delle istituzioni europee ha valore legalmente vincolante di 'interpretazione' del Trattato di Lisbona - più cinque 'Dichiarazioni' annesse (due del Consiglio, tre della Commissione).
EUROPA A DUE STRATI. Di fatto mette le basi per una Ue a due strati, con l'Eurozona che continua a perseguire l'obiettivo di Unione sempre più stretta, senza obblighi per la Gran Bretagna. Rispetto al testo proposto dal presidente Tusk il 2 febbraio, sono state fatte alcune modifiche di carattere soprattutto tecnico ed è stata attenuata la possibilità per la Gran Bretagna (e la Svezia, i due Paesi che non partecipano all'Unione bancaria) di avere 'disposizioni specifiche'. Prevede limiti all'accesso al welfare britannico per una durata ancora da stabilire. Se sarà approvato, l'accordo entrerà in vigore soltanto nel giorno in cui il governo britannico comunicherà l'esito del referendum a favore della permanenza del Regno Unito nella Ue.
Ecco i punti principali, come elencati nella bozza.

 

Governance economica, Londra non contribuirà ai salvataggi di altri Paesi

Assicura che i Paesi dell'eurozona 'rispettino' il mercato unico e gli interessi dei Paesi che non ne fanno parte, i quali a loro volta 'si astengono' dal frenare i Paesi che vogliono più integrazione. Specifica che le leggi europee su Unione bancaria e poteri di Bce, Single Resolution Board, ecc. «si applicano solo» alle banche dell'Eurozona e che Londra non dovrà mai contribuire a salvataggi di Paesi Euro. Prevede la possibilità di «disposizioni specifiche nel single rulebook» anche sui requisiti prudenziali di banche, istituti finanziari e assicurazioni della City, ma impone il rispetto di «condizioni di parità nel mercato interno», ovvero senza allentamenti dei vincoli che potrebbero sfavorire gli altri.

 

Competitività, ridurre costi e burocrazia

La Ue «farà tutti gli sforzi per rafforzare il mercato interno e mantenere il passo per adeguarsi ai cambiamenti», in particolare «riducendo il carico amministrativo ed i costi» per le Pmi. La Commissione «respingerà la legislazione non necessaria».

 

Sovranità, nessuna ulteriore integrazione per il Regno Unito

Annacquando il concetto di 'unione sempre più stretta' come obiettivo scritto in tutte le versioni dei Trattati, si specifica che il Regno Unito «non è impegnato ad un'ulteriore integrazione nella Ue». Inoltre i Parlamenti nazionali che rappresentano il 55% dei 28 (attualmente 16, ma il quorum dipende dalla grandezza dei Paesi coinvolti) possono bloccare con un 'cartellino rosso' le iniziative legislative se ritengono che la Ue travalichi le competenze nazionali, non rispettando il principio di sussidiarietà.

 

Accesso al Welfare, forti limitazioni agli stranieri

La Ue accetta il principio che in situazioni eccezionali «la libertà di movimento dei lavoratori può essere limitata». L'accesso al sistema di welfare può essere concesso gradualmente nell'arco di quattro anni (partendo da zero). Nel caso di contributi per i figli del lavoratore che continuano a vivere nel Paese di origine, essi vengono parametrati al costo della vita dello stato di residenza. Forti limiti ai ricongiungimenti famigliari con cittadini extraeuropei. Il cosiddetto 'freno d'emergenza' può essere chiesto quando un Paese notifica alla Commissione le condizioni che mettono in pericolo il sistema, la Commissione dà un parere ed il Consiglio approva o meno. In uno degli allegati, la Commissione dichiara che sin da oggi la Gran Bretagna ha le condizioni per far scattare il meccanismo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nessun commento

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
Csm, la riforma non elimina il potere delle correnti

Approvato il nuovo regolamento. Per il vicepresidente Legnini palazzo dei Marescialli diventa una «casa di vetro». Ma Galoppi (MI): «Si poteva fare di più»

prev
next