Bruxelles, Carlo Calenda nuovo rappresentante italiano

Il viceministro allo Sviluppo Economico, tra i fondatori dell'associazione Italia Futura di Luca di Montezemolo, avviato a sostituire l'ambasciatore Stefano Sannino.

19 Gennaio 2016

Carlo Calenda, viceministro allo Sviluppo Economico.

(© Imagoeconomica) Carlo Calenda, viceministro allo Sviluppo Economico.

La notizia non è ancora ufficiale, ma è filtrata dagli ambienti di Palazzo Chigi.
Sarà il viceministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, il nuovo rappresentante dell'Italia a Bruxelles al posto dell'ambasciatore Stefano Sannino, per il quale all'orizzonte si profila un trasferimento a Madrid.
La nomina di Calenda dovrebbe essere formalizzata mercoledì 20 gennaio dal Consiglio dei ministri.
ASSISTENTE DI MONTEZEMOLO. Classe 1973, romano, quattro figli e una laurea in Giurisprudenza con indirizzo di Diritto internazionale, Calenda è tra i fondatori del movimento Scelta Civica e dell'associazione Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo. Dal 2004 al 2008 è stato anche suo assistente, quando Montezemolo era presidente di Confindustria: prima con delega agli Affari internazionali, poi come direttore dell'Area strategica affari internazionali. Durante il suo incarico ha seguito lo sviluppo e l'implementazione di missioni internazionali, incontri istituzionali e attività di business tra imprese, lavorando sui principali dossier relativi al commercio e agli investimenti internazionali.
ALL'ESTERO CON GLI IMPRENDITORI. Calenda ha seguito numerose delegazioni di imprenditori all'estero, sviluppando azioni di penetrazione economica nei principali mercati mondiali, tra cui India, Cina, Brasile, Russia, Emirati Arabi Uniti, Tailandia, Kazakhstan, Serbia, Romania, Bulgaria, Egitto, Turchia, Algeria, Tunisia, Marocco, Israele, Sudafrica, Messico. Prima di assumere l'incarico in Confindustria è stato responsabile marketing di prodotto e programmazione per Sky Italia, responsabile relazione con le istituzioni finanziarie e responsabile Customer Relationship Management della Ferrari. Fino a giugno 2011, prima di diventare viceministro con il governo Letta, ha ricoperto l'incarico di direttore generale di Interporto Campano Spa.
UN ANTIDIPLOMATICO A BRUXELLES. La scelta del governo di sostituire l'ambasciatore Stefano Sannino, lodato da fonti vicine alla presidenza della Commissione, ma da tempo ritenuto non in linea con Roma, è un altro segnale della linea dura dell'esecutivo italiano in Europa. Calenda gode della profonda stima del premier Renzi e ha spesso agito come plenipotenziario nelle missioni di sistema per potenziare gli investimenti nazionali all'estero. Dopo aver provato inutilmente a convincere l'ambasciatore a Mosca, Cesare Ragagliani, il presidente del Consiglio ha sparigliato le carte scegliendo un manager lontanissimo dagli atteggiamenti e dai riti dei diplomatici.
SOPRAVVISSUTO ALLA FINE DEL GOVERNO LETTA. Nominato da Enrico Letta, Calenda è riuscito a restare al suo posto con l'arrivo di Renzi. E negli ultimi due anni ha girato il mondo, spesso anticipando le missioni del premier, per allargare l'export italiano. Insomma, un inedito per Bruxelles, dove per tradizione l'Italia ha sempre mandato a rapprasentare il Paese diplomatici con capacità di mediazione. Occupare una casella da ambasciatore con un politico-manager apre forse la strada ad un nuovo metodo, che potrebbe riguardare anche le prossime importanti sedi in scadenza, prima fra tutte quella di Washington. E che potrebbe causare molti malumori tra i diplomatici, colti di sorpresa dalla decisione di Renzi.
MARETTA NEGLI AMBIENTI DIPLOMATICI. C'è già chi teme un effetto domino, che possa tagliar fuori completamente il tradizionale ruolo del diplomatico. Un'idea già a suo tempo accarezzata da Silvio Berlusconi, alla ricerca di manager per promuovere il sistema-Paese all'estero. Del resto il premier non ha mai nascosto la sua insofferenza verso le compassate liturgie della diplomazia, e uno dei maggiori temi di attrito con Bruxelles è stato fin dall'inizio sui bizantinismi europei, oltre che sull'euroburocrazia.

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