Paolo Madron

EDITORIALE

Caro Parisi, finché è in tempo si sfili

Berlusconi lo sta cucinando a fuoco lento. Come un Alfano senza quid. Non faccia l'illuso.

di

|

23 Settembre 2016

Stefano Parisi con Silvio Berlusconi.

(© Ansa) Stefano Parisi con Silvio Berlusconi.

Vorremo fare, così, in modo totalmente disinteressato, un appello al candidato federatore del centrodestra, o di alcune sue componenti, investito a suo tempo da Silvio Berlusconi per rinnovare schemi e facce degli oppositori renziani.
Prenda una buona scusa e si sfili, lasci perdere il pur lodevole intento di riannodare le fila di un esercito frantumato.
Torni alle sue occupazioni di sempre o, se proprio la politica gli è diventata una malattia, a sedersi sugli scranni di Palazzo Marino, dove ha persino rischiato di vincere la sfida con Beppe Sala.
Forse Stefano Parisi, preso dall’impeto della sua impresa, non si è accorto che il Cavaliere ha cominciato a segargli il ramo su cui siede.
Con un sapiente distillato di dichiarazioni, il redivivo leader di Forza Italia, smaltiti i postumi di un complicato intervento, è tornato a calcare le scene.
SBRANATO OGNI EREDE. E lo ha fatto prendendo il manager di mira con il suo solito metodo che ha affondato in passato molte anime belle convinte di essere l’erede designato.
Nell’ordine: Parisi è un po’ troppo professorale, Parisi non buca (termine con cui Silvio denota la mancata seduzione delle folle).
Parisi non convince. Last but not least, non ha ancora dimostrato (per fortuna, diciamo noi) la sua fedeltà a Forza Italia.
Non parliamo poi dell’ostracismo della truppa azzurra, in testa i colonnelli, che hanno visto il nuovo arrivato come l’intruso che va a rubare posti e prebende in casa loro.
Se Parisi avesse voglia di guardare nel passato di Forza Italia, troverebbe un’innumerevole schiera di delfini poi mestamante ributtati a nuotare nel mare procelloso.
ANGELINO, QUID FATALE. L’ultimo caso, forse il più clamoroso, quello di Angelino Alfano, che si sentiva il partito in tasca convinto che il suo principale avesse deciso di ritirarsi al ruolo di padre nobile.
Errore fatale.
Il padre nobile, dopo averlo blandito, ha cominciato a fargli le pulci, fino alla clamorosa sentenza di affossamento: Angelino non ha il quid.
Ecco, dire che Parisi non buca o è professorale per Berlusconi è come lamentarsi per la mancanza del quid, e al tempo stesso ribadire quel che si è sempre saputo.
Primo: che, lui vivente, non può avere sostituti che ne possano emulare storia e carisma.
Secondo: che non rinuncerà mai a quel divide et impera che è stato il motto ispiratore che lo ha sempre guidato da quando si è affacciato sulla ribalta del capitalismo nazionale costruendo Milano Due.
COME ME NESSUNO MAI. Silvio è fisiologicamente fatto così: manda avanti i suoi, poi li fa litigare giusto quanto basta per riaffermare la sua insostituibilità.
E come se dicesse: vedete, io ci ho provato, avrei voluto ritirarmi nelle mie ville, a costruire ospedali in Africa e godermi i nipoti, ma non ho trovato nessuno che possa prendere il mio posto.
Anche stavolta, il buon Parisi se lo sta cucinando a fuoco lento: lo manda avanti a fare il lavoro sporco, lo sommerge di complimenti, e poi sguinzaglia i suoi scherani da Brunetta a Toti a Romani con il compito di impallinarlo.
Il risultato finale è sempre quello: esisto solo io e soltanto io, se solo mi distraggo un attimo questi mi combinano un inguacchio, perciò per l’amore che porto verso questo Paese e il senso di responsabilità che ha sempre improntato la mia vita, etc etc., mi tocca tornare. 
INDOLE DA MONARCA. Il fatto che questo copione lo reciti ancora a 80 anni dimostra quanto gli sia connaturata l’indole del monarca assoluto.
Insomma, anche nell’età in cui uno potrebbe serenamente fare un passo di lato (problemi di metter insieme il pranzo con la cena di certo non ne ha), lui ne fa uno in avanti.
Perciò, fin che è ancora in tempo, Parisi si chiami fuori dalla mischia: non si riduca a fare l’Alfano qualsiasi, ma anche il Fini, il Tremonti e via con la lunga lista dei prescelti.
Fin quando Silvio è capace di calcare il palcoscenico, vale la regola del marchese del Grillo: «Io so io, e voi non siete un cazzo».
 

Twitter @paolomadron

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Canoi 24/set/2016 | 20 :50

@adl. Ciao. Sono rialzista perché leggo i giornali, con internet anche qualcosa di straniero, e mi pare generalizzata l'opinione che dopo le elezioni americane i tassi andranno su. Poi se non sarà vero, non so cosa dire; io non m'intendo di queste cose. Ma ripeto: lo dicono tutti. Berlusconi mi sta sulle palle ma non più di tanto; con lui rivedo Craxi che dopo l'87 non ha più capito nulla e si è suicidato come si sta suicidando (parlo di politica ma anche delle aziende)Berlusconi. Questi personaggi sono così pieni di se che proprio non capiscono quando è ora di staccare. Quanto a Renzi, mi sta molto più di Silvio. Piuttosto mi pare che tu mitizzi il mercato che mi sembra una entità maligna e solo maligna. Per concludere io parlavo di Parisi ed evidentemente sono stato tirato fuori tema. Buona notte.

adl 24/set/2016 | 17 :46

Canoi,
ognuno ha le sue idee politiche, ed è giusto che sia così. Mi consola che hai una vision di tipo rialzista sui tassi, ciò presuppone uno scenario di crescita inflazionistica, che onestamente io non vedo. Vedo invece le manfrine di lady Yellen, che fa ammuina con RE MERCATO.
La Yellen essendo donna non è dotata di palle in senso mascolino ma Re Mercato stritola le palle di tutti i banchieri centrali e quindi in senso figurato anche le sue. I MOSTRI, non quelli di Caldarola ma quelli di Tremonti verranno ma non sono ahimè l'inflazione, ma altri subprime.
Capisco che Berlusconi ti stia sulle palle, è lecito. Su Renzi lo teniamo sulle palle in due, specie ora che continua il tritato di palle della TELEVENDITA del SI E DEL NO. Su una cosa dissento totalmente, ovvero sul fatto che misuri i risultati di Renzi e di Berlusconi come se avessero gareggiato alla pari. TUTTI E DUE HANNO CORSO, RENZI HA CORSO SUL PIANO CON MR.DRAKE CHE BAZOOKAVA A GOGO', e BERLUSCONI HA CORSO SULLA SALITA DEL SASS PORDOI, senza bazookate di mr. Drake. Questo va detto per onestà. Dopodiché Berlusconi ha finito il suo giro ed è anche giusto che sia così. Se ti preoccupi però dei dati macro italiani, erano migliori con lui che con Renzi, riconoscerlo è onesto, ritengo.

Canoi 24/set/2016 | 09 :17

Madron rileggo stamattina il suo articolo e quello di Cattaneo: convergenti, quasi una linea editoriale. E' nelle sue competenze, il giornale persegue i suoi obbiettivi ma lo fa con pessimo giornalismo. Non descrive, per i lettori, quello che è stato detto, chi c'era, chi ha parlato e come, eppure volendo far correre la penna ce n'era. Un momento topico è stato quando Parisi, seduto tra il pubblico, è andato (tre volte successive)sul palco a chiedere silenzio e l'uscita dalla sala di spettatori che parlavano sul fondo (non serve il numero), poi la suora che ha ottenuto un prolungato applauso, il neurochirurgo che ha parlato di denatalità, la ricercatrice che ha portato numeri e grafici, ... poi tutti fino ai giornalisti (il direttore della Stampa meglio). E mai una parola contro qualcuno né Renzi ne Razzi (neppure l'allusivo errore di dire Ratti), al massimo:...non diciamo che è colpa della Merkel! E' stato qualcosa di profondamente diverso e migliore di quanto la totalità della politica ha messo in campo (campo di calcio, non aula universitaria) da trent'anni a questa parte; spiace che troppi siano così pesantemente contaminati da non riuscire a distinguere.

Canoi 23/set/2016 | 21 :29

Madron Silvio è come dice lei, eppure Parisi non è come quelli che lei ha citato. Eppoi il contesto è cambiato e minaccia di cambiare ancora verso fine anno quando i tassi di sconto schizzeranno in alto e la nostra situazione gravata di tutto quel debito diventerà insostenibile. Mi pare che lei non c'era in Via watt 15, una ventina di persone hanno parlato di economia, di società, di istituzioni, ad altissimo livello. I mali e le difficoltà dell'Italia sono venute fuori e sono state suggerite delle soluzioni. Berlusconi non ha mai capito quali erano i problemi nostri perché non gli interessavano preso dai suoi. Silvio è stato cacciato con un convergente sorriso di due conservatori e dal punto di vista politico è un cadavere e tale resterà. Quanto a Parisi va confermato una cosa, sta mettendo su una squadra certamente elitaria che non assomiglia per niente a FI di cui ha preso le misure: sotto il 10% nei consensi con una struttura fantasma e un esercito di postulanti il migliore dei quali è certamente Renato Brunetta, insopportabile e bilioso. Nessun futuro né per Berlusconi, né per il centro destra fatto in quel modo ne, specialmente, per noi. Parisi è uomo per l'emergenza prossima ventura e per quella si sta preparando e prepara idee, analisi, proposte (.....il nostro vero problema è il debito pubblico ... che si affronta tagliando i costi dello Stato....) Quelli che ci sono ora sono parvenu ignoranti che non sanno come riconoscere la situazione e men che meno cosa bisogna fare. Non c'è vento per le vele del nocchier che non sa dove andare... La stagione di Berlusconi e Renzi finisce in fosso; a Milano ho visto un uomo che non si fa impressionare dalle difficoltà, che conosce bene, e che ha schierato la miglior borghesia. I voti di Berlusconi non servono anzi sono negativi. Perché mai lei suggerisce di non combattere? crede anche lei che siamo nell'ordinario? che non si possa far niente? che necessariamente finiremo nel basso impero?

adl 23/set/2016 | 17 :47

"IO SONO IO E VOI NON SIETE UN CAXXO"
Verosimile la lettura che fa, direttore, sul ruolo di Parisi come federatore del centro destra, sottoposto agli stop and go del monarca e dei suoi "sudditi".
Berlusconi è un po' che perde il colpo o il gioco. Tutti fan di tutto per toglierlo di mezzo, ma lui imperterrito è sulla scena che a mio modesto avviso vuole ma non può lasciare.
Ha cercato di nominare Monti come suo successore, ma costui si è liquefatto con tutta la Sciolta Cinica finita poi nella vasca di "raccolta democratica".
Ha nelle ultime politiche a fianco al PD, lottato contro il populismo del Grillo, ed è stato penalizzato dall'elettorato ma non come i dissoluti cinici.
E' necessariamente filogovernativo ed antisalviniano quanto basta per perdere alle amministrative ma per reggere come coalizione e resistere comunque come una delle tre forze politiche del tripolarismo.
E' secondo me stanco ma non può mollare. Il monarca non può dimettersi, ma il miglior migliorista della scuola comunista, ovvero il comunista RE ha pesantemente redarguito il suo PRINCIPIPINO perché ULTRATARDIVAMENTE e IPERFANTOZZIANAMENTE, pretende di alzare la voce in EUROPA e fare la 32/ma PARTE del suo dovere.
Direttore che CAXXO FACCIAMO A FARE IL REFERENDUM PER cambiare la COSTITUZIONE piu' bella del mondo se TRA RE, monarchi, PRINCIPINI e via dicendo la REPUBBLICA va a farsi benedire ???

Per scrivere un commento è necessario registrarsi oppure accedere con Twitter o Facebook: Loggati - Registrati

Dalla nostra HomePage
prev
next