Claudio Velardi: «Renzi deve parlare di contenuti»

Il lobbista sulla comunicazione del sindaco di Firenze.

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23 Settembre 2013

A comunicare è bravo, ma in Italia di comunicazione si muore. Perché se è vero che Matteo Renzi sta conducendo la sua battaglia per la conquista del Pd a colpi di ospitate televisive e metafore popolari, è vero pure che non sta parlando di fatti. Un 'dettaglio' che può costargli caro, perché lo «scollamento tra politica e società è sui contenuti, non sulle chiacchiere». Parola di Claudio Velardi, comunicatore, lobbista ed ex consigliere di Massimo D'Alema.
IL VUOTO DEI POLITICI. «La comunicazione è una sciocchezza», dice a Lettera43.it. «Angela Merkel mica ha vinto perché ha comunicato. Ha vinto perché ha governato, ha portato il Paese fuori dalla crisi e poi, quando si è presentata, ha scelto un profilo comunicativo. Invece i nostri politici dietro la comunicazione hanno il vuoto assoluto».

 

 

DOMANDA. Renzi sta usando frasi fatte e metafore, come quella della bicicletta che sta in piedi solo se va veloce, riferita al governo. Ma funziona?
RISPOSTA. Sicuramente queste metafore così semplici, popolari, comprensibili colgono nel segno. Da questo punto di vista Renzi è anni luce più avanti ai dirigenti del centrosinistra. Ma deve rapidamente riempirle di contenuti.
D. Cioè?
R. Finché usa un linguaggio semplice e superficiale non ha il problema di entrare nel merito, ma prima o poi dovrà farlo. Se non riempie la sua comunicazione di contenuti rischia anche a livello mediatico.
D. Smbra diventato molto più soft rispetto alla fase della rottamazione...
R. Chiaramente, ma questa trasformazione corrisponde a un cambio di mission. La rottamazione gliel’hanno sminata dandogliela vinta. Ora deve vincere nel partito e deve parlare a quel pubblico. E la battaglia interna si vince anche con la demagogia .
D. Renzi sta usando spesso anche toni messianici, insiste frequentemente sul concetto di «verità».
R. E questo funziona, lui deve puntare a una leadership carismatica e per questo la sua deve essere una battaglia di verità assoluta, non di piccoli slogan. Il punto è che anche il Messia qualcosa più nel merito la deve dire.
D. E lui ne è consapevole?
R. Immagino proprio di sì. Questa però è un’analisi da comunicatori, che non sono il target di Renzi. Lui ora parla ai militanti del partito che hanno bisogno di nuovo slancio. Certo, poi non si lamenti se qualcuno gli chiede conto dei fatti, oltre ai discorsi. Però non è da solo.
D. In che senso?
R. Nemmeno gli altri parlano di fatti, a partire da Gianni Cuperlo. Finora non ho sentito una sola parola programmatica. Non ho capito ancora cosa vogliano: chissenefrega dell’identità del partito. Tu mi devi dire se la cassa integrazione va bene e se questo Paese deve continuare a vivere di proroghe e deroghe.
D. E invece?
R. E Invece stanno tutti zitti per opportunismo.
D. Quindi la comunicazione di Renzi è efficace o no?
R. Per ora sì, però deve stare attento: lo scarto tra politica e società non si gioca sulla comunicazione, ma sui contenuti.
D. Perché non rischia?
R. Perché altrimenti si trova i lavoratori in cassa integrazione, che nel frattempo si sono messi a lavorare in nero, che protestano contro di lui alla festa dell’Unità. E allora preferisce tacere.
D. Non era meglio continuare con lo spirito di rottura della rottamazione?
R. La rottamazione è finita quando l’hanno incastrato e Massimo D'Alema e Walter Veltroni si sono tolti di mezzo. Così lui ha perso la sua piattaforma originaria. Doveva rimanere su quella strada, che aveva dei contenuti molto forti. Invece si è fatto fregare. Tant'è vero che i due rottamati stanno più in mezzo di prima.
D. Un bilancio un po’ deludente...
R. Capisco il suo schema mentale, pensa che prima deve vincere e poi cambiare. Ma è una cavolata, perché quando hai vinto ti hanno già messo le braghe e non puoi più fare niente. E poi è facile vincere così, chiunque abbia una faccia normale può vincere in mezzo a quei cadaveri. La vera sfida è vincere cambiando.

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angelo41 26/set/2013 | 21 :45

Sembra l'unica speranza
Al punto di degrado nel quale ci troviamo Renzi sembra l'unico spiraglio. Non si vede fra gli attuali politici chi possa tenere il bandolo della matassa. Certamente sta regolando la comunicazione finalizzandola ad un ampio consenso elettorale. Non vuole alleati per non essere condizionato e vuole sfondare con un solo partito. Il proposito è ottimo, tocca vedere se ci riesce. In passato ha proposto l'abolizione del finanziamento ai partiti ed altre cose che la gran massa degli italiani attende almeno da un ventennio. Ora ne parla di meno ed è più vago nei programmi; credo sia tattica per catturare l'elettorato del suo partito più conservatore.
Così come stano le cose è difficile che raggiunga una maggioranza assoluta, Berlusconi è sempre lì con la sua ampia fetta di consensi. Il famoso incontro di Arcore non produsse alcun risultato ma, mai dire mai, gli accordi sotto banco sono sempre possibili. Chi vivrà vedrà.

new zealand 24/set/2013 | 13 :50

il vero problema di Renzi sono gli affari sporchi del PD, di D'Alema e C.
la TAV prima di tutto, quella di Torino e Chiamparino-Fassino, quella di Firenze e Centro Italia di Lorenzetti e Rossi, quella di Genova-Pianura padana di chissà chi. Stiamo parlando di 80 -100 MILIARDI di €, da assegnare a ditte, gestire con banche etc..etc.. su cui farsi tangenti a vagonate. Tutti soldi dei cittadini, spesi malamente. Che fare di questi progetti faraonici, impropri in un'Italia che poi non ha i soldi per nulla. E' come comprare i famosi 100 F35, che non abbiamo nemmeno i soldi per far volare.
Sono 40 anni che la politica italiana spende male o malissimo, ossia fa opere inutili o poco utili la cui unica finalità è il portafoglio proprio e degli amici.E il debito pubblico, prima in lire ora in €, aumenta sempre.

Alessandromagno 23/set/2013 | 23 :29

Non trovo per niente Strana questa uscita . . fuori campo ( ? ) . . o sotto sotto c'è lo zampino di Baffino ?
Come mai questo esperto di comunicazione esce con queste dichiarazioni contro Matteo Renzi ? E come mai queste allusioni " comunicative " non le ha dette prima per il cavaliere senza cavallo ? Beh ! A pensar male qualche volta ci si azzecca ed è possibbile che la guerra per il Trono della Segreteria PD sia appena cominciata con vasellina per continuare più avanti . . con le bombe a grappolo ! Certo mi verrebbe di ricordare al Massimo del PD che anche per Lui la paura fa 90 !

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