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Politica 

POLTRONE

Colombo: libri, banche e tivù

Il candidato della società civile al consiglio di amministrazione Rai è già in Garzanti e Bpm.

di Gabriella Colarusso

Chissà cosa si sono detti, nelle sei ore di conclave, gli illustri esponenti della società civile chiamati da Pier Luigi Bersani a scegliere i candidati per il consiglio di amministrazione della Rai.
LEGALITÀ E PARITÀ DI GENERE. Forse che a viale Mazzini serviva un integgerrimo ex uomo di procure, per spazzare via qualsiasi tentazione di illegalità. Di sicuro avran pensato che il nome di una donna era obbligato, che si sa che in Italia il genere è di per sé talento o disvalore.
Alla fine le quattro associazioni cui il Pd ha delegato la selezione dei prescelti hanno tirato fuori dal cilindro due nomi di certo illustri - Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi, ex magistrato il primo, scrittrice e giornalista la seconda - ma non immuni alle polemiche.
APPROVAZIONE (QUASI) UNANIME. «Alla Rai servirebbero amministratori forniti di esperienza manageriale e conoscenza del settore, così come li si cerca in qualsiasi altra azienda», ha fatto notare sul suo blog Gad Lerner, che di televisione un po' ne sa e di certo non è uomo ostile al Pd.
«Mi sfugge completamente la ragione per cui il segretario del Pd abbia deciso, facendo un ammirevole passo indietro della usuale lottizzazione Rai, di farsi indicare due brave persone a caso da quattro meritorie associazioni a caso», è stato invece il commento di Massimo Mantellini.
A caso, in verità, non è proprio l'avverbio adatto.
«INDIPENDENTI D'AREA». «Sono tutte associazioni indipendenti», dice a Lettera43.it con ironia un esponente del Pd che si è occupato a lungo di comunicazione, «indipendenti d'area».

Colombo già diviso tra Garzanti e Bpm

Libertà e Giustizia non necessita di presentazioni. Gustavo Zagrebelsky e Sandra Bonsanti sono solo due dei nomi noti che fanno parte dell'associazione, di cui si ricordano i raduni al Palasharp, con i bambini tutti intenti a leggere Kant, l'antiberlusconiamo galoppante, la scomunica delle Papi girl e il vento della moralità pronto a ripulire il Paese dalla cappa dell'illegalità.
IL COLLETTIVO FEMMINISTA. Meno nota forse ai più l'associazione Se non ora quando, collettivo diffuso di neo/post/trans femministe, impegnate in una strenua battaglia in difesa del corpo delle donne minacciato da volgari locandine, come quella ormai famosa della festa dell'Unità che ritraeva le gambe di una donna intenta a dominare il vento che le scompigliava la gonna fucsia. Strali e polemiche, da parte delle Se non ora, contro l'uso ignobile dell'immagine femminile.
Poi c'è il Comitato per la libertà di informazione, e infine Libera, l'associazione antimafia che per prima ha proposto la candidatura di Colombo. Con Libera e altre realtà sociali, l'ex magistrato è impegnato in una campagna di educazione alla legalità nelle scuole.
LIBERA SI TRINCERA DIETRO UN «NO COMMENT». Ma quali riflessioni abbiano spinto però i ragazzi di Don Ciotti a pensare che la Rai avesse bisogno di un ex pubblico ministero (pm) nel consiglio di amministrazione non è dato sapere. «Non rilasciamo dichiarazioni a riguardo», dicono dal quartier generale.
Una spiegazione ha provato a darla a L'Unità Sandra Bonsanti: «Nell'azienda televisiva pubblica c'è bisogno di rispetto delle regole, di libertà di informazione», ha dichiarato la presidente di Libertà e Giustizia.
TRE POLTRONE PER L'EX PM. Sarà. In ogni caso, se dovesse davvero diventare consigliere, Colombo, che si è detto ben disponibile ad accettare la sfida televisiva, avrà un bel da fare.
Dal 2009 infatti l'ex pm è anche presidente della casa editrice Garzanti libri. E il 18 giugno è stato nominato capo dell'organismo di vigilanza della Banca Popolare di Milano, scelto dal consiglio di gestione dopo la bufera che ha travolto l'ex presidente Massimo Ponzellini, attualmente agli arresti domiciliari per l'inchiesta della procura di Milano su presunti finanziamenti facili.
TOBAGI TRA FILOSOFIA E GIORNALISMO. Più vicina al mondo dell'informazione e meno a quello delle procure è invece Benedetta Tobagi, il cui nome faceva parte della rosa di candidate proposta da Se non ora quando con la seguente motivazione: «Personalità femminili di indiscusso valore ed esperienza, che variamente contribuiscono a rendere l’Italia un ‘Paese per donne’».
Tobagi, autrice di Come mi batte forte il tuo cuore, bel libro dedicato alla memoria del papà, il giornalista Walter Tobagi, ucciso dalla brigata XXVIII marzo nel 1980, è giornalista e scrittrice, collabora con il quotidiano La Repubblica, e dal 2011 conduce il programma Caterpillar su Radio2.
I CONTATTI CON LA POLITICA. Laurea in filosofia, Tobagi, che si è occupata a lungo di produzione audiovisiva, ha avuto il suo unico contatto con la politica, in senso stretto, nel 2009, quando si candidò per le elezioni provinciali di Milano, come esponente della società civile, nella lista di Filippo Penati, ex capo della segreteria di Bersani, oggi sotto indagine per una vicenda di presunte tangenti.

Mercoledì, 20 Giugno 2012


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